2009
20
gennaio

Foto dell’aereo nel fiume Hudson a New York è su Twitter

Avrete tutti sentito parlare dell’aereo che a New York ha effettuato un ammaraggio di emergenza nel fiume Hudson. Probabilmente avrete anche notato che, almeno nei primi telegiornali che ne parlavano, c’era una certa penuria di immagini o video, causata naturalmente dalla particolarità dell’evento.

Ecco, in realtà, la prima foto dell’evento è stata realizzata da JKRUMS ed è stata postata direttamente su Twitter, il popolare sito di micro-blogging con cui, soprattutto negli USA, gli utenti tengono si tengono aggiornati tra loro sulle loro vicende quotidiane.

Ecco la prima foto dell’aereo nel fiume Hudson di New York. 

In casi come questo si finisce sempre per parlare di citizen journalism, di cittadini che superano il filtro dei media per dare le notizie, etc… Diciamo piuttosto che si tratta, almeno in questo caso, della forza di un nuovo mezzo (Internet in generale, ed in particolare il microblogging), in grado di trasformare potenzialmente ciascuno di noi da fruitore a produttore di contenuto. E c’è una bella differenza rispetto alla dinamica classica (ripresa o foto amatoriale ritrasmessa dai media): non è solo una questione di decentralizzazione della produzione, ma anche la distribuzione del contenuto viene polverizzata in tante piccole unità. Questa è una bella immagine di web 2.0.

P.s. certo che la moltiplicazione delle fonti informative è un bell’esempio di democrazia, ma come risolvere i problemi di autorevolezza delle fonti?

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2009
6
gennaio

Il futuro del web 2.0

Ritorniamo nel 2009 con uno spunto di riflessione (oltre che con gli auguri per tutti, naturalmente). Nel web 2.0 stiamo assistendo a quegli stessi fenomeni che hanno interessato Internet ed il web?

In primo luogo, parlo del fenomeno della concentrazione dell’offerta. Internet, per le sue caratteristiche sostanziali, non può che essere il regno delle start-up, il paradiso delle basse barriere all’entrata, l’eden del business verso le nicchie. Ma proiettando la prospettiva dal breve al medio periodo, e focalizzando l’attenzione sui servizi web, non assistiamo forse alla concentrazione dell’offerta in oligopoli o monopoli? Basta pensare al mercato dei motore di ricerca (che ormai è un mercato DEL motore di ricerca…).

Le indiscrezioni su Microsoft che vuole acquistare Facebook, su Facebook che vuole acquistare Twitter, da cui ha “copiato” il format del microblogging, e così via, sembrano effettivamente far intuire che il mercato vada in questa direzione.

Del resto, per quanto riguarda il social networking, si tratta di prodotti di rete per eccellenza, il cui valore per il cliente aumentare all’aumentare del numero di utilizzatori. Mi iscrivo su Facebook, “pago” con i miei dati personali, mi guardo i banner, clicco sugli annunci, perché ci sono i miei amici, i compagni delle medie, gli amici degli amici che voglio conoscere, etc.. Ed è naturale che, quando il prodotto social network diventa sempre più maturo, e quindi attraente non solo per gli early adopeter, il fattore della numerosità degli utilizzatori gioca un ruolo sempre più importante nella scelta degli utenti, rispetto, ad esempio, alle caratteristiche tecniche o di usabilità che avevano attirato i pioneri del servizio. Che ne pensate? Avremo un solo social network, in cui tutti scriveranno e caricheranno materiale?

Intanto, nascono le applicazioni (vedi l’italiana Hello Txt), in grado di postare su tutti i network contemporaneamente….

C’è chi ipotizza persino che Facebook sia in grado di concentrare su di sé l’offerta di altri servizi Internet: posta elettronica, photo e video sharing, blogging, micro-blogging, petition on-line, etc…

Del secondo fenomeno parleremo nei prossimi giorni.
Buona epifania, intanto.

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