2010
9
luglio

Twitter e il business, parte Earlybird

Earlybird. E’ questa l’ultima idea di Twitter per iniziare a capitalizzare in termini di business tutta la popolarità e l’utenza che si è aggregata attorno al popolare servizio di microblogging. E’ molto semplice e lineare, e parlando di Twitter non poteva essere altrimenti. Si tratta di un account in cui verrano presentate delle offerte istantanee, visibili naturalmente ai follower di quell’account.

In fondo l’idea mette insieme alcune intuizioni innovative che hanno caratterizzato il panorama recente delle-commerce e del microblogging:

1. L’interessante case history di Dell (e di altre aziende), che usa il suo account Twitter per proporre delle offerte istantanee ai propri follower.

2. Il modello di business di Woot, il negozio di e-commerce che offre un solo prodotto al giorno ad un prezzo basso, in totale controtendenza con tutti gli e-commerce del mondo, che cercano nella completezza dell’offerta il vantaggio competitivo.

3. Il semplice ragionamento che, almeno per ora, il successo su Twitter si possa misurare in base al numero di follower, alla vastità della platea. Se Twitter, riesce a creare un’ampia platea che si raduni sotto un canale ufficiale, in fondo si troverà a vendere contatti commerciali, come tutte le società che vendono spazi su Internet.

Ad oggi, questi contatti sono 28543. Ed il tassametro corre. Bisogna vedere quanto correranno le conversioni.

P.s. Leggete le Faq su Earlybird, assolutamente: sono il solito capolavoro di scrittura per il web made in Twitter.

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2010
23
marzo

Cosa si dice su Facebook e Twitter? Chiediamolo a Google!

E’ da qualche giorno disponibile anche nella versione italiana di Google, un’opzione che farà senza dubbio la felicità di tutti i curiosoni che bazzicano per il web. Stiamo parlando del “Google real time search”, un’opzione dei risultati di ricerca che ci restituisce solo i risultati più recenti tra le SERP, aggiornandosi oltretutto in tempo reale sotto i nostri occhi. Provate a scrivere Berlusconi (ne scelgo uno a caso…) e potrete notare un tasso di aggiornamento a dir poco importante. Ma tra le opzioni di ricerca, a mio avviso, ve n’è una ancora più interessante, che altro non è che un derivato di quella appena descritta. Sto parlando dell’opzione “aggiornamenti”, che tra i risultati più recenti filtra solamente quelli provenienti dai social network, e in particolare Facebook, Twitter, Myspace, Frienfeed, Jaiku e Identi.cah. Quindi se un giorno ci svegliamo e sentiamo un viscerale desiderio di curiosare su questo o quell’altro argomento (o su questo o quell’altro Brand aziendale), altro non dobbiamo fare che chiederlo a Google.
Con questa novità il motore di ricerca di Sergej Brin e Larry Page si candida ufficialmente come principale fonte di “buzz” sul web, offrendo alle aziende la possibilità di sbirciare nello scatolone delle opinioni virtuali.
Ovviamente , ci sono delle restrizioni derivanti dalla tutela della privacy, oltre le quali neanche il prestantissimo spider di Mountain View può andare. Su Facebook, ad esempio, non verranno indicizzati i profili privati ma solamente le fan page che contano almeno 5000 fan all’attivo.
Voi cose ne pensate? Quali saranno le principali conseguenze in termini di reputation management?
Io un’idea me la sono fatta….

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2009
20
ottobre

Business con Twitter? Si può fare!

Che Twitter sia un fenomeno mondiale, ormai non ci sono dubbi. Ma che le aziende possano trarre opportunità di business da Twitter, è tutt’altro che una certezza. Nonostante questo, l’approccio di molte realtà è stato finora su questa falsariga: visto  che è gratis, buttiamoci, tanto non perdiamo nulla.

In realtà, come tutti gli strumenti Internet, anche Twitter, senza approccio strategico, richia di rimanere un contenitore vuoto, una buona opportunità per rinfrescare l’immagine davanti agli stakeholder (“Sono su Twitter!!!”), ma poi null’altro. Soprattutto, il rischio è non sfruttare il potenziale di relazione che sta alla base del successo di Twitter.

Leggiamo questa slide di Delphine Remy-Boutang, social media marketing manager di IBM, per iniziare a capire come approcciare a livello strategico l’utilizzo di Twitter, e di sfruttarne tutte le potenzialità, senza illusioni né perdite di tempo.

Fonte: Ogivily. Citato da http://www.socialmediatoday.com/SMC/134138

Credits: Ogivily. Citato da http://www.socialmediatoday.com/SMC/134138

Il primo elemento che emerge immediatamente è un fattore comune a queste considerazioni: Twitter non è l’ennesimo media in cui diffondere messaggi broadcast di marketing. E’ al contrario uno strumento di relazione, utile per certe finalità di corporate communication, ma non per altre. E’ in particolare uno strumento di:

  • relazione con i clienti;
  • gestione della reputazione, ed in particolare delle situazioni di crisi (ma non solo)
  • copertura mediale degli eventi;
  • promozione “just in time” dei prodotti;
  • coivolgimento attorno ad una causa.

Il primo passo è chiedersi: la mia organizzazione è interessate a seguire una di queste finalità? Se la risposta è sì, Twitter è un’alternativa da considerare, e, in certi contesti, impossibile da ignorare.

Vedremo nelle prossime puntate della serie come seguire ciascuno di questi obiettivi di comunicazione su Twitter. Stay tuned on IME Facebook!

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2009
22
settembre

Twitter, la pubblicità e una strana lezione di e-mail marketing

Se di recente avete ricevuto un’e-mail da Biz Stone, e non siete appassionati di Internet Marketing, c’è la possibilità che l’abbiate preso per il solito venditore di Viagra.

Invece si trattava dell’originale approccio all’e-mail marketing del co-fondatore di Twitter che vi annunciava un cambio nei termini del servizio di Twitter, e che vi rimanda a leggerli alla pagina http://www.twitter.com/tos, oltre naturalmente a parlarne sul blog.

In particolare, Twitter lascia le porte aperte all’advertising. Per ora non si capisce come, ma vogliono far diventare un bel servizio un utile servizio. E lo illustrano come al solito in una maniera impeccabile con una foto di gelato…

Twitter Ice Cream
At the start, critics often said, “Twitter is fun, but it’s not useful.” At one point @ev responded dryly with, “Neither is ice cream.”. Fonte: blog.twitter.com

Intanto, su Emarketer, leggiamo un’interessante ricerca sugli utenti di Twitter negli USA, in cui si analizza la crescita del numero di follower.

Twitter
Fonte: http://www.emarketer.com/Article.aspx?R=1007282

Cosa ne pensate? Che forma di pubblicità potrebbe proporre Twitter?

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2009
20
gennaio

Foto dell’aereo nel fiume Hudson a New York è su Twitter

Avrete tutti sentito parlare dellaereo che a New York ha effettuato un ammaraggio di emergenza nel fiume Hudson. Probabilmente avrete anche notato che, almeno nei primi telegiornali che ne parlavano, c’era una certa penuria di immagini o video, causata naturalmente dalla particolarità dell’evento.

Ecco, in realtà, la prima foto dell’evento è stata realizzata da JKRUMS ed è stata postata direttamente su Twitter, il popolare sito di micro-blogging con cui, soprattutto negli USA, gli utenti tengono si tengono aggiornati tra loro sulle loro vicende quotidiane.

Ecco la prima foto dell’aereo nel fiume Hudson di New York. 

In casi come questo si finisce sempre per parlare di citizen journalism, di cittadini che superano il filtro dei media per dare le notizie, etc… Diciamo piuttosto che si tratta, almeno in questo caso, della forza di un nuovo mezzo (Internet in generale, ed in particolare il microblogging), in grado di trasformare potenzialmente ciascuno di noi da fruitore a produttore di contenuto. E c’è una bella differenza rispetto alla dinamica classica (ripresa o foto amatoriale ritrasmessa dai media): non è solo una questione di decentralizzazione della produzione, ma anche la distribuzione del contenuto viene polverizzata in tante piccole unità. Questa è una bella immagine di web 2.0.

P.s. certo che la moltiplicazione delle fonti informative è un bell’esempio di democrazia, ma come risolvere i problemi di autorevolezza delle fonti?

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