Come abbiamo già scritto più volte, il business legato ai video online è ancora in una fase embrionale: i siti di video sharing (con in testa Youtube, naturalmente), hanno per ora raccolto soprattutto il favore degli utenti, e una grande quantità di user generated content, ma da un punto di vista strettamente economico, hanno totalizzato ancora poche entrate, a fronte dei crescenti costi di banda.
E’ ancora da verificare, infatti, se il modello di business basato sul servizio gratuito e la pubblicità sia corretto per questo contesto. Finora, la pubblicità all’interno dei video è fatta di annunci di testo contestuale, e dall’inserimento di link all’interno del video.
Un’interessante alternativa viene dall’università di Stanford, con il brevetto Zuna Vision, una tecnologia che consente di inserire in maniera semplice all’interno di un video immagini statiche o in movimento, in grado di adattarsi ai vari angoli di inquadratura del girato. Guardate il nostro vodpod per un video esplicativo. Trovate altri video nel sito ufficiale dell’Università di Stanford.
Sembra una tecnologia promettente, soprattutto perché meno invasiva rispetto agli annunci di testo che coprono una parte del video. Certo, bisogna aspettare di vedere come sarà impiegata.
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