2011
21
gennaio

Social Media Branding: Dagli M&M’S a Lacta

Riprendendo un vecchio articolo comparso su questo blog legato ad M&M’s ed Heiniken in cui si parlava di invenzioni virali prodotte in quel periodo da M&M’S piuttosto che Heiniken. Durante l’ultima metà del 2010, forse anche inconsciamente, Lacta -azienda graca leader nella produzione di cioccolato in barrette – ha ripreso i concetti virali delle campagne marketing di quel periodo (San Valentino) e le ha adattate al proprio brand, senza una chiara locazione temporale.

Mentre gli m&m’s avevano puntato su una personalizzazione più generica a livello di contenuto tesutale, lecta ha deciso di dare un taglio più preciso e definito, decidendo di poter definire i dettagli non della barretta di cioccolato, ma del packaging. Infatti è possibile personalizzare la confezione di cioccolato con il nome di un amico, o una persona cara.

Oltre a questa prima distinzione, il secondo passo è stato quello di aumentare drasticamente la viralità  della propria idea. Come fare? Semplice, grazie a Facebook!

Un nuovo profilo pubblico, con tre tab personalizzati ed una applicazione raggiungibile dai tab in cui eseguire tutto il processo di personalizzazione del packaging. Il tutto ovviamente con la possibilità di condividere, inviare una notifica o taggare la persona a cui vogliamo fare questo ‘regalo’.

Nella prima settimana ci sono state 300.000 condivisioni di prodotti personalizzati a fronte di 135.000 utilizzatori dell’applicazione, mentre il profilo è passato da 87.000 utenti a 268.000 odierni.
Fonte: Guido Ghdedin per Your Digital Lab



Tags: , , , ,

Post correlati

2009
20
ottobre

Business con Twitter? Si può fare!

Che Twitter sia un fenomeno mondiale, ormai non ci sono dubbi. Ma che le aziende possano trarre opportunità di business da Twitter, è tutt’altro che una certezza. Nonostante questo, l’approccio di molte realtà è stato finora su questa falsariga: visto  che è gratis, buttiamoci, tanto non perdiamo nulla.

In realtà, come tutti gli strumenti Internet, anche Twitter, senza approccio strategico, richia di rimanere un contenitore vuoto, una buona opportunità per rinfrescare l’immagine davanti agli stakeholder (“Sono su Twitter!!!”), ma poi null’altro. Soprattutto, il rischio è non sfruttare il potenziale di relazione che sta alla base del successo di Twitter.

Leggiamo questa slide di Delphine Remy-Boutang, social media marketing manager di IBM, per iniziare a capire come approcciare a livello strategico l’utilizzo di Twitter, e di sfruttarne tutte le potenzialità, senza illusioni né perdite di tempo.

Fonte: Ogivily. Citato da http://www.socialmediatoday.com/SMC/134138

Credits: Ogivily. Citato da http://www.socialmediatoday.com/SMC/134138

Il primo elemento che emerge immediatamente è un fattore comune a queste considerazioni: Twitter non è l’ennesimo media in cui diffondere messaggi broadcast di marketing. E’ al contrario uno strumento di relazione, utile per certe finalità di corporate communication, ma non per altre. E’ in particolare uno strumento di:

  • relazione con i clienti;
  • gestione della reputazione, ed in particolare delle situazioni di crisi (ma non solo)
  • copertura mediale degli eventi;
  • promozione “just in time” dei prodotti;
  • coivolgimento attorno ad una causa.

Il primo passo è chiedersi: la mia organizzazione è interessate a seguire una di queste finalità? Se la risposta è sì, Twitter è un’alternativa da considerare, e, in certi contesti, impossibile da ignorare.

Vedremo nelle prossime puntate della serie come seguire ciascuno di questi obiettivi di comunicazione su Twitter. Stay tuned on IME Facebook!

Tags: , , ,

Post correlati

2009
16
gennaio

Facebook, burger king e “Whopper Sacrifice”, la moda dell’anti-social network?

Burger King si è sempre distinta, almeno negli Stati Uniti, per il carattere innovativo delle sue campagne. E’ sufficiente ricordare “Subservient Ckicken” e “Whopper Freakout”.

Ora, in tempi di in cui Facebook è un fenomeno di moda, e crescono i movimenti anti-facebook (vedi ad esempio questo interessante post sui pentiti di Facebook sul blog di tutoronline), Burger King tenta di cavalcare proprio la moda anti-facebook con la campagna “Whopper Sacrifice” (www.whoppersacrifice.com).

Il meccanismo è semplice: un’applicazione creata su Facebook consente di ottenere un Whopper (il panino “stendardo” di Burger King) gratis in cambio della cancellazione di 10 amici da Facebook. Il ritornello della campagna, abbastanza provocatorio, fa leva sul fatto che l’amore per il Whopper sia più forte dell’amicizia (almeno di quella inedita forma di amicizia che si crea sui social network).

Naturalmente, si tratta soltanto di un modo provocatorio ed originale di interpretare il social media marketing, finalizzato più che altro a creare rumore attorno ad un fenomeno. I risultati sembrano dare ragione agli ideatori della campagna: 233906 amici cancellati, oltre al blocco dell’applicazione da parte di Facebook, fonte naturalmente di altro sano buzz… Immancabile, poi, il gruppo Facebook che richiede lo sblocco dell’applicazione Whopper Sacrifice. Infine, la chiave di lettura quasi “filosofica” che si può dare alla campagna (vale a dire, vendo 10 amici per il panino di un fast-food) ha attirato anche gli articoli di molti quotidiani, non solo statunitensi, che hanno contribuito ad alimentare il fenomeno virale.

Internet Marketing Experience

Tags: , , , , ,

Post correlati