2010
21
ottobre

Ottimizzazione delle campagne display AdWords

Esistono differenti strumenti che Google mette a disposizione degli inserzionisti per ottimizzare il rendimento della campagna display. Oggi vorrei soffermarmi su DoubleClick Ad Planner e YouTube Video Targeting Tool.

DoubleClick Ad Planner consente di identificare i siti sui quali pubblicare i tuoi annunci secondo differenti criteri, effettuando una profilazione secondo il target di utenti.
Potrai infatti profilare i vari siti secondo criteri geografici, linguistici, demografici e interessi degli utenti
Una volta identificati i siti di interesse potrai importarli all’interno del tuo account AdWords tra i posizionamenti gestiti di campagna.

Il Video Targeting Tool invece permette di individuare all’interno di Youtube i video e i canali sui quali pubblicare gli annunci.
Potrai ricercare i video scegliendo il formato dell’annuncio, e selezionarli per argomento e parole chiave.
Una volta identificati i video puoi salvare il piano media per modificarlo in futuro oppure aggiungere le tue scelte di targeting al tuo account AdWords. Una volta completata questa operazione, ogni video, canale o categoria diventa un posizionamento gestito in quella campagna.

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2010
29
marzo

Remarketing per Google AdWords!

Da questa settimana Google mette a disposizione una nuova funzione per tutti gli inserzionisti AdWords: il REMARKETING. Si tratta di uno strumento che consente di riconoscere gli utenti che hanno già visitato il sito web dell’inserzionista, e raggiungerli con un messaggio personalizzato mentre navigano nei siti della rete di contenuti di Google.
Ma come funziona esattamente? Poniamo il caso di alcuni acquirenti online alla ricerca di occhiali da sole: visiteranno diversi siti, tra cui quello dell’inserzionista, ma potrebbero poi abbandonare il sito senza avere effettuato l’acquisto. Grazie al remarketing l’inserzionista sarà però in grado di raggiungere nuovamente questi potenziali clienti mentre stanno navigando su altri siti web, con un invito all’azione coinvolgente o con un’offerta che li stimolerà a ritornare al sito web per completare un acquisto.
Tutto ciò avviene mediante una piccola porzione di codice (tag di remarketing) incorporata nella pagina del sito all’interno della quale l’inserzionista decide di tracciare l’utente: potrebbe essere la home page, il modulo di richiesta informazioni, la pagina con le specifiche prodotto, etc… Questo codice indica ad AdWords di salvare i visitatori in uno speciale “elenco”, e successivamente sarà possibile creare una campagna AdWords che indirizzi i messaggi solo alle persone presenti in questo elenco mentre stanno navigando sul Web.
Allo stesso modo, l’inserzionista può pubblicare annunci attraverso la Rete di Contenuti di Google e indirizzarli a chiunque abbia visitato il suo brand channel su YouTube o abbia cliccato su un suo annuncio di YouTube in homepage.
In colclusione possiamo dire che tutto questo giova all’utente che vedrà pubblicità inerente ai prodotti ricercati, all’inserzionista che potrà mostrare l’annuncio ad un target effettivamente interessato, e a Google che ottimizzerà il proprio strumento per l’advertising online.

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2010
12
marzo

Advertising su YuoTube a portata di click!

A cinque anni dalla sua nascita, YouTube, il più famoso sito di video sharing al mondo, conta oltre 11 milioni di utenti unici al mese solo in Italia, ed è quindi un mezzo potentissimo da sfruttare per l’advertising online.
Per fare advertising su YouTube le strade possibili sono due:
- Classica sponsorizzazione con banner o video in home page (o pagine interne), che garantisce un altissimo numero di impression ma non è certamente alla portata di tutte le “tasche” (stiamo parlando come minimo di cifre a 4 zeri per un solo giorno di pubblicità…);
- Video sponsorizzati gestiti tramite piattaforma AdWords, come se si trattasse di una qualsiasi campagna SEM sulla rete di contenuti (in questo caso YouTube).
In questa sede voglio soffermarmi su questo secondo strumento, a mio parere molto più interessante, poiché permette di gestire l’advertising direttamente e giorno per giorno, pagando con modalità pay per click. Questa nuova funzione di AdWords per YouTube è disponibile in Italia solamente da pochi mesi, e grazie al livello di concorrenza ancora abbastanza scarso, i CPC sono decisamente contenuti.
Ma come funziona esattamente? È molto semplice: è sufficiente creare una classica campagna AdWords e attivarla anche sulla rete di contenuti, selezionando appunto il sito YouTube; dopodichè, invece di scrivere il solito annuncio di testo, è necessario creare un “annuncio video” (che è una delle modalità messe a disposizione di default dall’interfaccia) caricando un video già presente su YouTube. Attenzione, il video che decidete di utilizzare deve già essere stato caricato in precedenza su YouTube, non si possono inserire video ad esempio effettuando il download da pc. Et voilà, il gioco è fatto!!
In meno di 3 minuti inizio la mia campagna: ovviamente i video sponsorizzati appariranno solo per determinate parole chiave inserite dall’utente, e solamente nelle zone dedicate (in alto e a destra della ricerca organica).
Le regole del gioco sono le stesse di una qualunque campagna SEM: asta su offerta dinamica, indice di qualità, CPC, etc…. e ovviamente potrò impostare liberamente il budget di campagna senza nessun limite minimo (volendo anche pochi euro al giorno sono sufficienti).
Le aziende che utilizzano questo strumento sono ancora pochissime e il costo per click per ogni parole chiave è ancora molto basso: dunque è bene cogliere la palla al balzo e approfittar
ne finchè si può!

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2010
9
febbraio

Campagne SEM in Cina con Baidu!

logoIl futuro dell’internet marketing in Cina si chiama Baidu, il motore di ricerca mandarino, che controlla quasi il 60% del mercato online cinese. Se si considera che attualmente gli internauti cinesi sono 384 milioni, e che questo numero è destinato ad aumentare nei prossimi anni (data anche la delicata situazione con Google.cn), le prospettive per Baidu sono decisamente positive.
Come tutti i motori di ricerca che si rispettino anche Baidu offre la possibilità di effettuare campagne SEM tramite key-words advertising grazie a Baidu P4P Service.
Il meccanismo di funzionamento si basa sempre sul CPC su asta dinamica, e la logica è del tutto simile a quella di una campagna AdWords. Per noi occidentali l’interfaccia non è altrettanto intuitiva, essendo completamente in lingua cinese.
Se conoscete la lingua potete armarvi di buona pazienza e divertirvi a perlustrare l’interfaccia che trovate a questo indirizzo.
Immagine2
Un’ottima opportunità dunque per tutte le aziende italiane che esportano in Cina, soprattutto alla luce della recente diatriba tra Google e il Governo Cinese.Il motore di ricerca cinese venne fondato nel 2000 da un ex di Google, Li Yanhong, grazie al venture capital americano e con una partecipazione iniziale proprio di Google. La multinazionale di Mountain View rivendette quella quota nel 2006, quando creò il proprio sito in mandarino.
Li Yanhong nel suo paese è diventato un vero e proprio idolo per i giovani che sognano un futuro nell’industria hi-tech.
Negli ultimi anni però la reputazione di Baidu non è stata proprio “senza macchia”: il motore di ricerca cinese è infatti stato accusato dall’ong GlobalVoicesOnline.org (organo di vigilanza sul rispetto delle libertà su Internet), di oscurare i siti sgraditi alla censura cinese in modo ben più radicale di quanto facesse Google prima della “ribellione”. Come se non bastasse è stato più volte sfiorato dai sospetti di corruzione e conflitto d’interessi.
Dietro il successo di Baidu c’è però la capacità di Li Yanhong di configurare il proprio motore di ricerca nel modo più adatto all’uso del mandarino, e sbaragliare la concorrenza di Google.cn. Il nome Baidu infatti significa “cento volte” e richiama un’antica poesia d’amore della dinastia Song.
Quindi perché non trasformare una minaccia in un’opportunità? Sono già molte le aziende che hanno deciso di investire in SEM su Baidu, tra le quali Nike, IBM, BMW e Nivea, solo per citarne alcune. Queste aziende hanno capito che per raggiungere il mercato cinese bisogna parlare la stessa lingua, pensare allo stesso modo, e quindi utilizzare il motore di ricerca che meglio rispecchia la cultura del consumatore finale.

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2010
13
gennaio

GOOGLE Dictionary, e il dizionario è on line!

GOOGLE .= “Dictionary” oppure GOOGLE++ potrebbero scrivere i programmatori abituati alla maggior parte dei linguaggi di programmazione in uso. Per i neofiti, Google aggiunge in via quasi definitiva un servizio in più a quelli già esistenti: Dictionary. Per gli utilizzatori più assidui del motore di ricerca, forse questo servizio era già conosciuto tramite l’utilizzo di “define” nella barra di ricerca, ma ora c’è di più. Google mette a disposizione una sezione del sito apposita, www.google.com/dictionary in cui poter cercare le definizioni per una parola lingua per lingua o tradurla in diverse lingue opzionabili (da non confondere con google translate che esegue una mera traduzione di una frase nella lingua selezionata). Nella pagina risultato della parola cercata è possibile avere la parte legata al dizionario, con lo spelling, la pronuncia ed alcune traduzioni; una seconda parte, con i possibili sinonimi e le altre lingue in cui è presente quella parola ed una terza parte in cui ci sono le vere definizioni: queste non sono presenti all’interno di un database di Google, ma vengono presi i riferimenti in base alle definizioni per quella parola nel web e nella lingua selezionata anche se, come riferimento principale, si ha quasi sempre wikipedia nell’eenco dei risultati.

 
 
Fig. 1 Risultati Google Dictionary

Fig. 1 Risultati Google Dictionary per "hello"

 

 
 

Nel caso però si voglia solamente avere una definizione della parola cercata, è possibile utilizzare una scorciatoia che mette a disposizione Google direttamente dalla propria barra di ricerca, sia dalla home page del sito, che dalla toolbar. In poche parole, scrivendo “define : hello” veniamo rimandati ad una pagina di risultati particolari, denominata Definizioni Web (Fig 2. – Ma gli stessi risultati si possono trovare nella pagina dei risultati di Google Dictionary – Fig 1.). In questa pagina è possibile visualizzare le definizioni per la parola cercata, presenti su diversi siti web. Vengono fornite anche associazioni di parole in cui è presente quella cercata ed anche la possibilità di trovare definizioni in altre lingue. Da notare che, in linea con i risultati di Google Dictionary, anche qui wikipedia viene utilizzato come principale sito di riferimento. Un’utile funzionalità è che ci viene data la possibilità, come nelle normali ricerche, di cercare la definizione sia nel web, che nella lingua del browser.

 

Fig 2. Google - define : ciao 

Fig 2. Google - define : ciao

 

Riprendendo quanto scritto all’inizio, Google Dictionary è quasi definitivo, poiché mancano all’appello ancora alcune lingue e l’obiettivo finale sarà quello di correlare un file audio per la pronunica delle parole e qualche file miltumediale dove possibile (al momento queste ultime caratteristiche sono implementate solo per alcuni vocaboli.).
Per le agenzie di consulenza on line e soprattutto per tutte quelle che effettuano delle campagne, e quindi SEM, vi è la possibilità di migliorare la propria competenza e di capire più approfonditamente il concetto che le persone hanno delle parole cecate, dato che le definizioni vengono fornite dal web e da siti, come wikipedia, dove il contenuto può essere fatto da tutti. Nell’imminente futuro dunque, per capire se le nostre keywords possono funzionare al 100%, sarà opportuno correlare le informazioni che possiamo avere dall’analisi delle parole chiave tramite strumenti appositi (come AdWords per i volumi di ricerca) ma anche dai concetti o definizioni che le persone associano a quelle keywords. In questo modo si avrà una maggior precisione nell’impostazione delle campagne e si potranno capire in tempi brevi su quali nuove parole chiave poter puntare per attirare nuovi utenti e quindi nuovi clienti.

 

 

 
 
 
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2009
16
novembre

Come sarà il 2010 per il Search Marketing? Le tendenze delle aziende italiane.

Da una ricerca realizzata a Ottobre 2009 da OTO Research in collaborazione con il portale MyMarketing.Net, emerge come l’attività di promozione sui motori di ricerca (attività SEO e SEM) sarà nel 2010 lo strumento principale in Italia per le aziende che investono in pubblicità e marketing online, con ampi margini di crescita rispetto al 2009.
L’indagine, svolta su un campione di decisori e influenzatori delle strategie web di aziende italiane, mostra che il 61% delle aziende operanti in Italia già attive nei motori incrementerà gli investimenti in attività SEO e SEM, mentre solo il 3% ha intenzione di diminuirli.
L’incremento degli investimenti è dovuto soprattutto ai positivi risultati in termini di ROI (l’85% dei rispondenti si è detto soddisfatto o molto soddisfatto) e alla possibilità di gestire gli investimenti a seconda delle necessità.
Il prossimo anno potrebbe inoltre vedere l’ingresso di oltre un terzo delle realtà italiane che ancora non hanno mai utilizzato i motori di ricerca come strumento di promozione e comunicazione (il 54% del totale secondo i dati).
Sulla base di quanto emerso dalle interviste, solo il 46% delle aziende italiane si sta muovendo con attività di marketing e advertising nei motori, mentre il 34% non è ancora attiva ma nutre un buon interesse.
Quali sono gli obiettivi che perseguono le aziende italiane investendo in search marketing?
Le aziende oggi non ancora attive in SEM inizierebbero soprattutto con l’obiettivo di incrementare i contatti e di rafforzare la brand image dell’azienda; le aziende già attive invece si muovono con obiettivi più concreti, come l’acquisizione di nuovi clienti per il 48%, l’incremento dei contatti per il 46%, e l’incremento delle vendite per il 41%.
Da un punto di vista operativo, il 58% delle aziende attive nel search marketing gestisce tanto il SEO che il SEM internamente; il 12% gestisce internamente il keyword advertising e si avvale di un’agenzia per il SEO, mentre il 10% si avvale di agenzie multi servizi in grado di supportarle anche in ambito motori. Solo il 9% si affida in toto a un’agenzia specializzata.
Ma quanto hanno investito nel 2009 le aziende italiane in SEM? La maggior parte (60%) non ha superato la soglia dei 10.000 €, e il 18% si è mosso con un budget tra i 10.000 e i 25.000 €. Solo il 5% delle aziende ha investito più di mezzo milione di Euro. L’ammontare del budget da destinare ad attività nei motori è definito solitamente a cavallo tra la fine dell’anno e l’inizio di quello successivo, e solamente il 20% ha un budget aperto perché direttamente legato ai risultati generati.

Fonte: www.motoricerca.net

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2009
21
ottobre

Calendario corsi Executive Education Internet Marketing

Per progettare una strategia di comunicazione efficace e di successo è fondamentale essere continuamente aggiornati sulle ultime tendenze e gli scenari di sviluppo del marketing online.
LEN STRATEGY offre l’opportunità di partecipare a corsi di approfondimento sugli argomenti più attuali in termini di Internet e comunicazione, e, dopo il successo dei corsi già tenuti, ha deciso di offrire un vero e proprio calendario Executive Education, da cui ciascuno può scegliere il corso più in linea con le sue esigenze.

Chi siamo:
LEN STRATEGY S.r.l. si occupa della consulenza progettuale per le aziende in termini di strategia, organizzazione, marketing e vendita.

I corsi a calendario:
L’offerta formativa è composta dai seguenti corsi:

- Marketing sui motori di ricerca – le tecniche SEM evolute: l’utilizzo di programmi di marketing sui motori di ricerca come Google AdWords e Yahoo! Search Marketing per operazioni di keyword advertising e content targeting.

- Online Reputation Management – cosa dicono i tuoi clienti di te?: gli strumenti e le piattaforme dalle quali nasce il dialogo tra gli utenti, i rischi e le opportunità che ne derivano per le aziende.

- Facebook for Business – come approcciare il fenomeno social network: le caratteristiche, gli strumenti, gli scenari di sviluppo e le potenzialità per le aziende del social network Facebook.

- Consumer Database – conosci i tuoi clienti in un database in chiave marketing: le logiche di customer database come strumento per le aziende nella corretta gestione delle relazioni con i clienti.

A chi è rivolto il corso:
Alle aziende, ai professionisti e a tutti coloro che desiderano approfondire le proprie conoscenze in ambito di Internet e comunicazione.

Date e durata dei corsi:
Ciascun corso è concentrato in una giornata intera, sempre il venerdì.

Marketing sui motori di ricerca – le tecniche SEM evolute:
- 6 novembre 2009

Online Reputation Management:
- 20 novembre 2009
- 4 dicembre 2009

Facebook for Business
- 6 novembre 2009
- 4 dicembre 2009

Consumer Database
- 20 novebre 2009

Le sedi del corso:
I corsi si svolgeranno a Parma, presso il Grand Hotel de la Ville e l’Hotel Parma e Congressi. Per maggiori informazioni, consulta la scheda dell’evento che ti interessa!

In più:
Il pacchetto del corso comprende il materiale didattico, l’accesso alla web library e agli approfondimenti, e una settimana di assistenza gratuita da parte da parte dei docenti e del loro staff dopo il corso, per applicare immediatamente quanto appreso alla propria attività lavorativa.

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2009
21
luglio

Introvabili Dinosauri di Lusso – MELEGARI HOME

Prendendo spunto dall’articolo sui Internet ai Tempi dei Dinosauri e dai commenti generati sia qui che sull’altro blog InternetMarketingExperience ho pensato interessante approfondire l’argomento PMI (Piccole Medie Imprese) ed il loro utilizzo di internet.

Prendiamo sempre come spunto i MOBILIFICI e ARREDAMENTI, ma questa volta concentramoci su un segmento più alto, il lusso, il design, quello che gli inglesi chiamano “the dog’s bollocks!”!

Se MATREM arredamenti rappresentava un segmento di mercato medio-alto (più alto di IKEA, per intenderci) ma non necessariamente esclusivo e prestigioso, diamo ora un occhiata a ciò che stanno facendo online altri marchi tipicamente di alto rango, sempre nello stessa area geografica.

MELEGARI HOME è un bell’esempio.melegari-home

Il sito www.melegarihome.com sembrerebbe inarrivabile in ricerca come diceva Fredrik77.  ”Ci ho messo 10 minuti a trovarlo in google, hanno una visibilità a dir poco scandalosa…

Conosco MELEGARI HOME di buona fama e gran prestigio (mi sembra fossero i “mobilieri” di Mr Guru, Matteo Cambi),  e non credendo a Fredrik77 sono andato a verificare.

Incredibile! Provate a fare una ricerca in google per MELEGARI PARMA, ho controllato le prime 14 pagine di risultati (poi mi son stancato) ed ancora non appaiono. Ciò significa approssimativamente almeno 140 risultati precedono in ricerca il sito in questione. Ricerche MELEGARI MOBILI, MELEGARI DESIGN, MELEGARI REGGIO sono anche peggio.

Per fortuna che google maps ne mostra la location, anche se cliccando sul risultato si denota che il sito di collegamento non è quello istituzionale (www.melegarihome.com) ma quello delle PAGINE GIALLE!! Sistemare questi due meccanismi richiede 3 minuti… ed è gratis!

Per quanto il marchio sia prestigioso, online si propone ad un udienza pressochè globale e non vive di rendita, ma fa storia a sè. Il problema con siti di questo tipo, splendide vetrine in Flash, è la scarsa compatibilità con i criteri di ricerca Google. Senza entrare troppo nello specifico,Google ha problemi nell’indicizzare campi in flash in quanto non legge il testo, ma li considera un oggetto, e come tale non abbinabile ad una ricerca. Per questo spesso bellissimi siti come questo hanno problemi ad essere mostrati in ricerca. E personalmente non capisco il senso di un sito “spettacolare” ma inarrivabile. E’ come avere un Ferrari e tenerla in garage.

Esistono sistemi per aggirare il problema tipo SEO (Search Engine Optimization) e meglio ancora SEM (Search Engine Marketing).

Una ricerca in google mi dice che EvaStomperStudio sta lavorando sul sito o almeno lo spero. Sono sicuro che, oltre a curare il design, siano in grado di risolvere i problemi SEO.

Interventi di tipo SEO sono costosi, complessi e rischiosi (si rischia di perdere traffico) ma efficienti nel lungo termine (si cambia l’architettura del sito). Personalmente in questo caso,  non lo consiglierei.

Fossi nei panni di MELEGARI punterei su una campagna SEM targhetizzata e quindi sulla promozione del sito attuale attraverso campagne “Sponsored link” di Google. Investimenti minimi, penetrazione specifica sull’utenza di riferimento e nei tempi e aree geografiche scelte. Non c’è vero prestigio senza visibilità.

Voi cosa dite?

Articolo disponibile anche in FunkyRev

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2008
9
aprile

Il peso del Keyword Advertising

Leggiamo su Emarketer (http://www.emarketer.com/Article.aspx?id=1006162&src=article1_newsltr) il peso che sta assumendo il keyword advertising nel budget delle aziende. Negli USA si prevede che le spese passeranno da 12,2 miliardi di dollari nel 2007 a 25,2 milioni nel 2011. Per i tre quarti degli inserzionisti, il tetto di spesa sembra vicino. Da un lato, queste cifre testimoniano il successo dello strumento; dall’altro, pongono qualche dubbio sul fatto che rimanga nel tempo flessibile nei costi: troppa concorrenza costringe a spendere tanto per restare in alto nei risultati? Il monopolio di fatto di Google nel mercato dei motori di ricerca incide su questa situazione? Oppure è poco rilevante, data la particolare struttura delle tariffe del servizio, in cui l’utente decide quanto spendere?

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