2010
23
febbraio

Caso Toyota: il Search Engine Marketing per il reputation management

Il mese di Gennaio i dirigenti Toyota non lo scorderanno facilmente. Come molti di voi sapranno, la casa automobilistica nipponica ne ha combinate di tutti i colori, rischiando di minare la sua immagine in pochi giorni, più di quanto non fosse riuscita a fare in tutta la storia del brand. Il richiamo di milioni di autovetture, prima per i problemi al pedale di accelerazione, e poi per quello ai freni, è rimbalzato in rete diffondendosi nel giro di poche ore. La prima cosa che mi è venuta da pensare è stata questa: “ce la faranno gli inventori del Total Quality Management a non compromettere irrimediabilmente la propria reputazione”? Beh a questa domanda non è facile trovare una risposta, o almeno non nel breve periodo. Ma una cosa è certa: Toyota sta cercando di correre ai ripari e lo sta facendo anche attraverso il web. Probabilmente i nostri amici “giappo” avranno dato un’occhiata alle ricerche emergenti sul web in relazione alla parola chiave Toyota, su cui spiccano nelle prime cinque posizioni le seguenti: “Toyota recall models”, “Toyota pedal recall”, “Toyota recall 2010″, “Toyota recall list”. Ah però…ma quanta gente curiosa! Il grafico seguente parla da solo:

Nel giorno 27 Gennaio le ricerche della parola “Toyota” sono improvvisamente raddoppiate. Ed è proprio sul motore di ricerca Google, dove tutti cercavano informazioni sulle magagne tecniche e sui richiami, che il gigante automobilistico ha deciso di ammettere le sue colpe, informando tempestivamente i propri clienti sul nome dei modelli a rischio. Tutto questo attraverso un annuncio sponsorizzato sulla la piattaforma Google Adwords, che recitava: “Toyota – Azione Speciale”.

L'annuncio tramite Google Adwords
Fig .1 L’annuncio tramite Google Adwords

Questo annuncio rimandava poi ad una pagina preparata ad hoc per le scuse e in particolare si poteva leggere: “La politica di Toyota è di mettere i propri clienti al primo posto, in tutte le circostanze. Siamo consapevoli del fatto che la situazione attuale sta causando alcune difficoltà, e ne siamo profondamente rammaricati“.

La landing Page dell'annuncio
Fig .2 La landing Page dell’annuncio

Personalmente credo che questa sia stata un’ottima mossa da parte di Toyota per proteggere la propria reputazione da questo grave episodio, andando a contattare i propri clienti e a scusarsi con loro, proprio attraverso i motori di ricerca, ovvero lo stesso luogo dove i clienti cercavano informazioni sul fattaccio. Nel momento in cui scrivo questo articolo la campagna SEM di Toyota sembrerebbe terminata o quantomeno sospesa….riterranno superato il polverone o, considerando il danno stimato di 2 miliardi di dollari, staranno risparmiando sul budget? Scherzi a parte, questa vicenda mette in risalto la grande flessibilità degli strumenti di internet per gestire a 360° la comunicazione aziendale con gli stakeholders del proprio mercato.

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2009
13
gennaio

Landing page efficaci – puntata 1

Iniziamo oggi una serie di puntate ravvicinate a tema riguardanti diversi aspetti del web marketing, con la volontà di costruire delle guide utili per gli appassionati ed i professionisti di web marketing. Iniziando con le landing page.

Le landing page sono, letteralmente, le pagine di atterraggio, vale a dire le pagine che l’utente si trova a visualizzare dopo aver cliccato su di un annuncio pubblicitario.

La progettazione di una landing page efficace è particolarmente importante nelle campagne di e-mail marketing e di keyword advertising, ma è spesso trascurata a favore di altri aspetti (il numero di contatti e-mail, il budget per clic, etc….).

Il primo aspetto da affrontare è: ma è necessaria una landing page costruita ad hoc? Questa è la domanda che ogni  consulente si sente rivolgere dal cliente al momento di progettare una campagna internet marketing. E per certi versi è comprensibile: ci sono tante pagine nel sito aziendale, per le quali magari il cliente ha speso non poco… Ma la risposta del consulente Internet interessato ai risultati deve essere: “sì, è necessaria“. Ciò non toglie che, per alcune campagne o per alcuni gruppi di annunci, sia possibile utilizzare pagine già presenti del sito, ma è quasi sempre consigliabile evitare  la home page come landing page.

Il motivo, in fondo. è piuttosto semplice: quando un utente ci ha regalato qualche secondo del suo tempo dimostrandosi interessato verso un prodotto, un servizio, un aspetto dell’azienda, non ha alcun senso fargli ripetere la ricerca di quell’elemento  a partire da una pagina spesso generica. Al contrario, è indispensabile nutrirlo, saziare la sua avidità di informazioni il più velocemente possibile, in modo da avvicinarlo al contatto più diretto con noi. In Internet, tutte le alternative sono lontane pochi clic: chi fa attendere l’utente, o chi gli chiede uno sforzo cognitivo troppo alto, facilmente si farà soffiare il cliente potenziale da qualcun altro. A parità di qualità dell’offerta, naturalmente.

Il primo suggerimento per una landing page efficace, dunque, è:  date immediatamente all’utente ciò che si aspetta, create contemporaneamente la voglia di saperne ancora di più, e offrite la soluzione per soluzione per soddisfare quella voglia: il contatto.

Potete trovare casi concreti di landing page e campagne di web marketing sulla web library di Internet Marketing Experience.

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2008
6
marzo

Le case histories: piano di cross-marketing per la valorizzazione di un concorso off-line

Un’azienda del settore dellarredamento outdoor & garden italiano ha l’obiettivo di aumentare le vendite di un prodotto già ampiamente presente nella rete distributiva ma con una quota di mercato ridotta. Si decide di puntare su un piano di comunicazione off-line incentrato su un concorso con estrazione finale legato al prodotto. La parte residua del budget di comunicazione è destinato alla comunicazione online, con l’obiettivo di valorizzare il concorso anche sulla rete. Tra gli strumenti di comunicazione online, quali scegliereste per raggiungere l’obiettivo? Quali sinergie si potrebbero creare?

La Case history continua sulla “Web Library” di Internet Marketing Experience

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