2008
2
settembre

Arriva Google Chrome, il browser di Google

Tra poche ore sarà disponibile per il download il browser di Google, battezzato Chrome. Si aspetta un post sul blog ufficiale (http://googleblog.blogspot.com/2008/09/fresh-take-on-browser.html) non appena sarà pronto. Se ne parlava da qualche giorno, soprattutto nei siti di rumors, ma l’annuncio è arrivato iera sera, probabilmente indotto dalla pubblicazione clandestina di questo fumetto (tutto viral marketing?). Sembra per ora che si posizionerà come browser pensato per le web applications; di sicuro il suo codice è rilasciato sotto licenza open source.

Nei prossimi giorni ne riparleremo, ovviamente. Ma perché Google entra nel mercato dei browser?

Naturalmente per controllare lo strumento attraverso il quale viaggia il suo business. Sembra infatti che nella prossima versione di Internet Explorer sarà integrato un modo di navigazione che, al fine di tutelare la privacy, impedisce – tra gli altri – anche a Google di raccogliere quei dati di navigazione necessari per l’advertising mirato.  Si tratta di una funzione, perlatro già presente in altri browser con minore quota di mercato, potenzialmente letale per gli strumenti pubblicitari dell’azienda di Mountain View.

Poi, non dimentichiamo certo lo sforzo di Google per il lancio delle sue web application: il browser, da questo punto di vista, non sembra altro che lo strumento ideale per proseguire nel tentativo di transizione dalle appllicazioni installate sulla macchina a quelle disponibili via web.

P.s. Per ora, diversi link (ad esempio http://gears.google.com/chrome/intl/en/webmasters-faq.html) che si trovano cercando Google Chrome su Google sono nella serp ma vengono reindirizzati alla home.

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2008
21
maggio

Flickr: utenti 2.0 ma non PRO

Leggiamo un interessante articolo sul caso di Flickr, commissionato dall’università Diderot di Parigi e dai laboratori Orange, e citato anche dal blog Appunti Digitali. Flickr è senza dubbio uno dei siti del cosiddetto web 2.0 di maggiore successo, grazie alla sua capacità di unire le possibilità di storage per le foto con gli aspetti sociali: proprio dall’analisi del suo caso posso emergere dati interessanti per cercare di capire le direzioni possibili di questo fenomeno.

In primo luogo, il successo di questo sito è dato dalla partecipazione di un alto numero di utenti, che tuttavia sono coinvolti con intensità ben diverse:

1. colpisce notare che il 39% degli account è inattivo, è stato aperto ma poi mai utilizzato;

2. è interessante vedere che il 19% degli utenti usa Flickr per fare l’upload di foto ma non per altri utilizzi social, mentre un altro 19% è attivo nella parte social di Flickr senza aver mai caricato nemmeno una foto.

In secondo luogo, il dato più interessante che emerge è che soltanto il il 3,7% degli utenti ha un account PRO, per il quale si pagano 25 dollari, e che permette di superare il limite delle 200 foto caricabili con gli account gratuiti. Le foto inserite dagli utenti PRO sfiora tuttavia il 60% del totale.

Le potenzialità economiche dei social network sono state valutate finora in termini per lo più potenziali, e si è arrivati a stimare valori da capogiro per i più noti (un recente rumor racconta di un interessamento di Microsoft per Facebook per una cifra di 20 miliardi di dollari). Ma non sembra ancora molto chiaro come trasformare queste straordinarie piattaforme di partecipazione e condivisione in opportunità di business mature e consolidate.

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