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	<title>Internet Marketing Experience &#187; reputation management</title>
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	<description>Novità, metodologie e consigli su come utilizzare gli strumenti della comunicazione in Internet.</description>
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		<title>Stracchino Nonno Nanni e gli stracchini volanti: quando i consumatori si infettano da soli (di idee virus)</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Apr 2010 12:45:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Maurizzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[reputation management]]></category>
		<category><![CDATA[viral marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Stracchino Nonno Nanni]]></category>

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		<description><![CDATA[Se siete utenti Facebook è probabile che il contagio sia già arrivato nella vostra rete sociale. Stiamo parlando della fan page di Facebook &#8220;Il malvagio Nonno Nanni ed il suo temibile esercito di stracchini volanti&#8220;, che scherza ovviamente su quell&#8217;originale spot televisivo che gira da un po&#8217; di tempo in tv (lo potete guardare su [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.internetmarketingexperience.it/blog/wp-content/uploads/nonno-nanni1.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1027" title="nonno nanni" src="http://www.internetmarketingexperience.it/blog/wp-content/uploads/nonno-nanni1.jpg" alt="" width="200" height="108" /></a>Se siete utenti Facebook è probabile che il contagio sia già arrivato nella vostra rete sociale. Stiamo parlando della fan page di Facebook &#8220;<a title="Nonno nanni Fan Page" href="http://http://www.facebook.com/pages/Il-malvagio-Nonno-Nanni-ed-il-suo-temibile-esercito-di-stracchini-volanti/66666169605?v=info&amp;ref=nf#!/pages/Il-malvagio-Nonno-Nanni-ed-il-suo-temibile-esercito-di-stracchini-volanti/66666169605?v=wall&amp;ref=nf" target="_blank">Il malvagio Nonno Nanni ed il suo temibile esercito di stracchini volanti</a>&#8220;, che scherza ovviamente su quell&#8217;originale spot televisivo che gira da un po&#8217; di tempo in tv (<a title="Spot Nonno Nanni" href="http://www.youtube.com/watch?v=sFZbsr5MLN4" target="_blank">lo potete guardare su Youtube</a>). Si tratta di una trovata che ha molti tratti tipici dell&#8217;ideavirus:</p>
<p>1. è ironica e fa ridere</p>
<p>2. parla in maniera ermetica di un elemento comune ai membri di un gruppo sociale</p>
<p>3. non è un concetto chiuso, perché sulla base dello stesso si possono formulare altre battute ed elaborare altri concetti (guardate ad esempio <a href="http://www.youtube.com/watch?v=Cu4O_ZWDFqY" target="_blank">questo video su Youtube</a>).</p>
<p>Come va valutata questa fama che proviene dal basso per il brand &#8220;Nonno Nanni&#8221;? E&#8217; da considerare una corollario della brand awarness a cui mira lo spot tv o siamo di fronte ad un potenziale problema di reputazione per questo marchio?</p>
<p>Probabilmente, questo piccolo caso dimostra come si possa raggiungere l&#8217;obiettivo di awarness sbagliando il tono di uno spot televisivo. E, da questo punto di vista, Internet si conferma uno strumento di feedback sulla percezione dei consumatori davvero unico.</p>
<p>Auguri di buona Pasqua a tutti.</p>
<p><a rel="async-post" href="http://www.facebook.com/pages/Il-malvagio-Nonno-Nanni-ed-il-suo-temibile-esercito-di-stracchini-volanti/66666169605?v=info&amp;ref=nf#"></a>
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			</a>
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		<title>Caso Toyota: il Search Engine Marketing per il reputation management</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 11:47:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio.Maisto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Risorse di ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[reputation management]]></category>
		<category><![CDATA[Search Engine Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Toyota]]></category>

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		<description><![CDATA[Il mese di Gennaio i dirigenti Toyota non lo scorderanno facilmente. Come molti di voi sapranno, la casa automobilistica nipponica ne ha combinate di tutti i colori, gettando tanto fango sulla sua immagine in pochi giorni, di quanto non era riuscita a fare in tutta la storia del brand.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il mese di Gennaio i dirigenti Toyota non lo scorderanno facilmente. Come molti di voi sapranno, la casa automobilistica nipponica ne ha combinate di tutti i colori, rischiando di minare la sua immagine in pochi giorni, più di quanto non fosse riuscita a fare in tutta la storia del brand. Il richiamo di milioni di autovetture, prima per i <a href="http://www.motori24.ilsole24ore.com/Sicurezza/2010/02/toyota-pedale-richiamo.php" target="_blank">problemi al pedale di accelerazione</a>, e poi <a href="http://www.agi.it/economia/notizie/201002030822-eco-rt10009-auto_nuovi_guai_per_la_toyota_problemi_ai_freni_della_prius" target="_blank">per quello ai freni</a>, è rimbalzato in rete diffondendosi nel giro di poche ore. La prima cosa che mi è venuta da pensare è stata questa: &#8220;ce la faranno gli inventori del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Qualit%C3%A0_totale" target="_blank">Total Quality Management</a> a non compromettere irrimediabilmente la propria reputazione&#8221;? Beh a questa domanda non è facile trovare una risposta, o almeno non nel breve periodo. Ma una cosa è certa: Toyota sta cercando di correre ai ripari e lo sta facendo anche attraverso il web. Probabilmente i nostri amici &#8220;giappo&#8221; avranno dato un&#8217;occhiata alle ricerche emergenti sul web in relazione alla parola chiave Toyota, su cui spiccano nelle prime cinque posizioni le seguenti: &#8220;Toyota recall models&#8221;, &#8220;Toyota pedal recall&#8221;, &#8220;Toyota recall 2010&#8243;, &#8220;Toyota recall list&#8221;. Ah però&#8230;ma quanta gente curiosa! Il grafico seguente parla da solo:</p>
<div style="float: left; display: block; text-align: justify;"><script src="http://www.gmodules.com/ig/ifr?url=http%3A%2F%2Fwww.google.com%2Fig%2Fmodules%2Fgoogle_insightsforsearch_interestovertime_searchterms.xml&amp;up__property=empty&amp;up__search_terms=toyota+&amp;up__location=empty&amp;up__category=0&amp;up__time_range=3-m&amp;up__compare_to_category=false&amp;synd=ig&amp;w=500&amp;h=350&amp;lang=it&amp;title=Google+Statistiche+di+ricerca&amp;border=%23ffffff%7C3px%2C0px+solid+%23999999&amp;output=js" type="text/javascript"></script></div>
<p style="text-align: justify;">Nel giorno 27 Gennaio le ricerche della parola &#8220;Toyota&#8221; sono improvvisamente raddoppiate. Ed è proprio sul motore di ricerca Google, dove tutti cercavano informazioni sulle magagne tecniche e sui richiami, che il gigante automobilistico ha deciso di ammettere le sue colpe, informando tempestivamente i propri clienti sul nome dei modelli a rischio. Tutto questo attraverso un annuncio sponsorizzato sulla la piattaforma Google Adwords, che recitava: &#8220;Toyota &#8211; Azione Speciale&#8221;.</p>
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: center;">
<dl id="attachment_885" class="wp-caption aligncenter" style="width: 471px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.internetmarketingexperience.it/blog/wp-content/uploads/Annuncio-SEM-Toyota1.bmp"><img class="size-full wp-image-885 " title="Annuncio SEM Toyota" src="http://www.internetmarketingexperience.it/blog/wp-content/uploads/Annuncio-SEM-Toyota1.bmp" alt="L'annuncio tramite Google Adwords" width="461" height="183" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Fig .1  L&#8217;annuncio tramite Google Adwords</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: justify;">Questo annuncio rimandava poi ad una pagina preparata ad hoc per le scuse e in particolare si poteva leggere: &#8220;<span style="text-decoration: underline;"><em>La politica di Toyota è di mettere i propri clienti al primo posto, in tutte le circostanze. Siamo consapevoli del fatto che la situazione attuale sta causando alcune difficoltà, e ne siamo profondamente rammaricati</em></span>&#8220;.</p>
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: center;">
<dl id="attachment_887" class="wp-caption     aligncenter" style="width: 351px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.internetmarketingexperience.it/blog/wp-content/uploads/Sem-toyota2.bmp"><img class="size-full wp-image-887  " title="Sem toyota" src="http://www.internetmarketingexperience.it/blog/wp-content/uploads/Sem-toyota2.bmp" alt="La landing Page dell'annuncio" width="341" height="236" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Fig .2  La landing Page dell&#8217;annuncio</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify;">Personalmente credo che questa sia stata un&#8217;ottima mossa da parte di Toyota per proteggere la propria reputazione da questo grave episodio, andando a contattare i propri clienti e a scusarsi con loro, proprio attraverso i motori di ricerca, ovvero lo stesso luogo dove i clienti cercavano informazioni sul fattaccio. Nel momento in cui scrivo questo articolo la campagna <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Search_engine_marketing" target="_blank">SEM</a> di Toyota sembrerebbe terminata o quantomeno sospesa&#8230;.riterranno superato il polverone o, considerando il danno stimato di 2 miliardi di dollari, staranno risparmiando sul budget? Scherzi a parte, questa vicenda mette in risalto la grande flessibilità degli strumenti di internet per gestire a 360° la comunicazione aziendale con gli stakeholders del proprio mercato.</p>
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			</a>
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		<title>Business con Twitter? Si può fare!</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 08:20:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Maurizzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[internet marketing]]></category>
		<category><![CDATA[social media marketing]]></category>
		<category><![CDATA[reputation management]]></category>
		<category><![CDATA[twitter]]></category>
		<category><![CDATA[twitter business]]></category>

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		<description><![CDATA[Twitter, senza approccio strategico, rischia di restare una illusoria opportunità per rinfrescare l'immagine davanti agli stakeholder ("Sono su Twitter!!!"), ma poi null'altro. Quali obiettivi si possono perseguire su Twitter?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che Twitter sia un fenomeno mondiale, ormai non ci sono dubbi. Ma che le aziende possano trarre <strong>opportunità di business da Twitter</strong>, è tutt&#8217;altro che una certezza. Nonostante questo, l&#8217;approccio di molte realtà è stato finora su questa falsariga: visto  che è gratis, buttiamoci, tanto non perdiamo nulla.</p>
<p>In realtà, come tutti gli strumenti Internet, anche <strong>Twitter, senza approccio strategico, richia di rimanere un contenitore vuoto</strong>, una buona opportunità per rinfrescare l&#8217;immagine davanti agli stakeholder (&#8220;Sono su Twitter!!!&#8221;), ma poi null&#8217;altro. Soprattutto, il rischio è non sfruttare il potenziale di relazione che sta alla base del successo di Twitter.</p>
<p>Leggiamo questa slide di <strong>Delphine Remy-Boutang, social media marketing manager di IBM</strong>, per iniziare a capire come approcciare a livello strategico l&#8217;utilizzo di Twitter, e di sfruttarne tutte le potenzialità, senza illusioni né perdite di tempo.</p>
<div id="attachment_567" class="wp-caption aligncenter" style="width: 508px"><img class="size-full wp-image-567" title="Strategia_marketing_Twitter" src="http://www.internetmarketingexperience.it/blog/wp-content/uploads/TwitterStrategy_Ogilvy1.gif" alt="Fonte: Ogivily. Citato da http://www.socialmediatoday.com/SMC/134138" width="498" height="373" /><p class="wp-caption-text">Credits: Ogivily. Citato da http://www.socialmediatoday.com/SMC/134138</p></div>
<p>Il primo elemento che emerge immediatamente è un fattore comune a queste considerazioni: <strong>Twitter non è l&#8217;ennesimo media in cui diffondere messaggi broadcast di marketing. </strong>E&#8217; al contrario uno strumento di relazione, utile per certe finalità di corporate communication, ma non per altre. E&#8217; in particolare uno strumento di:</p>
<ul>
<li>relazione con i clienti;</li>
<li>gestione della reputazione, ed in particolare delle situazioni di crisi (ma non solo)</li>
<li>copertura mediale degli eventi;</li>
<li>promozione &#8220;just in time&#8221; dei prodotti;</li>
<li>coivolgimento attorno ad una causa.</li>
</ul>
<p>Il primo passo è chiedersi: la mia organizzazione è interessate a seguire una di queste finalità? Se la risposta è sì, Twitter è un&#8217;alternativa da considerare, e, in certi contesti, impossibile da ignorare.</p>
<p>Vedremo nelle prossime puntate della serie come seguire ciascuno di questi <strong>obiettivi di comunicazione su Twitter. <a href="http://www.connect.facebook.com/connect/connect.php?api_key=ab169b33d41c01cb1c4f5ab34b32ec3a&amp;channel_url=http%3A%2F%2Fwww.internetmarketingexperience.it%2Fblog%2F%3Ffbc_channel%3D1&amp;id=72541750364&amp;name=&amp;width=200&amp;connections=10&amp;stream=&amp;css=#" target="_self">Stay tuned on IME Facebook!</a><br />
</strong></p>
<p><img src="file:///C:/Users/A1406%7E1.MAU/AppData/Local/Temp/moz-screenshot-2.jpg" alt="" />
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			</a>
		</div>

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