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	<title>Internet Marketing Experience &#187; RAI</title>
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	<description>Novità, metodologie e consigli su come utilizzare gli strumenti della comunicazione in Internet.</description>
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		<title>La RAI apre il suo canale su Youtube</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Oct 2008 08:17:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>internetmarketingexperience</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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		<description><![CDATA[Youtube, lo sappiamo bene tutti, è uno dei fenomeni che più caratterizza il web 2.0, ed è soprattutto il regno dello user generated content, il luogo virtuale dove gli utenti caricano i propri video. Ma, sin dall&#8217;inizio, il concetto di &#8220;proprio video&#8221; ha assunto significati diversi:

i video girati dagli utenti,
i video preferiti degli utenti, inclusi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Youtube, lo sappiamo bene tutti, è uno dei fenomeni che più caratterizza il web 2.0, ed è soprattutto il regno dello user generated content, il luogo virtuale dove gli utenti caricano i propri video. Ma, sin dall&#8217;inizio, il concetto di &#8220;proprio video&#8221; ha assunto significati diversi:</p>
<ul>
<li>i video girati dagli utenti,</li>
<li>i video preferiti degli utenti, inclusi naturalmente quelli di cui non si possiede il copyright.</li>
</ul>
<p>E&#8217; inutile negare che buona parte di questi contenuti siano contenuti televisivi. Le due principali emittenti televisive hanno reagito in maniera diversa a questa situazione fluida:mentre Mediaset è in causa con Youtube, la RAI ha deciso di aprire il proprio canale sul sito di video sharing.</p>
<p>Dando un&#8217;occhiata all&#8217;indirizzo <a href="http://it.youtube.com/rai" target="_blank">http://it.youtube.com/rai</a>, notiamo, come prime impressioni, due elementi:</p>
<ul>
<li>la consapevolezza della &#8220;svolta&#8221;: c&#8217;è un video di presentazione dello sbarco su Youtube da parte della RAI;</li>
<li>il legame molto stretto con il sito della RAI, già da tempo proiettato alla web-tv. Infatti, nella pagina RAI su Youtube c&#8217;è una classica barra di navigazione che contiene soltanto link al sito ufficiale RAI.</li>
</ul>
<p>L&#8217;atteggiamento della RAI verso la Rete mi pare appropriato: è inutile fingere di sottostimare la portata di un fenomeno che sta rivoluzionando la fruzione televisiva, ma è invece opportuno cercare di evolvere la propria offerta nelle direzioni che sta prendendo il mercato.</p>
<p>Su <a href="http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/scienza_e_tecnologia/youtube-world/youtube-world/youtube-world.html?ref=hpspr1" target="_blank">www.repubblica.it</a> leggiamo in un&#8217;intervista a Chad Hurley, fondatore di Youtube, la sua opinione sul futuro della tv:</p>
<p><!-- do nothing --><em> &#8220;Io credo che la tv in futuro sarà sempre più legata alla rete come sistema distributivo, e la gente poi deciderà se vedere questi contenuti sulla televisione, nel cellulare, sul computer o l&#8217;iPod. Sarà uno scenario ben più complesso di quello odierno. E noi vorremmo essere al centro di tutto questo, un &#8220;video hub&#8221; globale&#8221; dove ognuno possa trovare quello che vuole, dove i talenti possano emergere, dove il contenuto sia l&#8217;unica cosa importante&#8221;.</em></p>
<p>Questa prospettiva accentratrice di sicuro piacerà a Youtube, probabile candidato per diventare il centro del video hub globale. Ma ciò che ci interessa di più è la moltiplicazione delle occasioni di fruizione, anche in mobilità: il tipo di contenuto caricato dalla RAI su Youtube, fatto di spezzoni e momenti &#8220;clou&#8221; sembra effettivamente andare in questa direzione.
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