2011
12
maggio

Corso avanzato di Marketing sui motori di ricerca

La visibilità sui motori di ricerca è una necessità che riguarda oggigiorno la maggior parte delle piccole e medie imprese. I servizi consulenziali sul web a supporto di questo obiettivo si dovidono essenzialmente in due rami principali: SEO (consulenza search engine optimization) e SEM (consulenza search engine marketing). Dove il primo (SEO) richiede un intervento che manifesterà probabilmente la sua efficacia medio – lungo periodo, il marketing  sui motori di ricerca (SEM) può apportare un beneficio nel brevissimo periodo (nel giro di una settimana, il tempo necessario a progettare una campagna efficace, potremmo già essere presenti con i nostri annunci sui motori).

Per venire incontro alle esigenze formative di molte aziende, che vorrebbero sfruttare questo strumento di marketing senza averne però le competenze interne, LEN STRATEGY S.r.l., società operante nel campo della comunicazione e dell’ advertising online, ha organizzato un corso avanzato di Marketing sui motori di ricerca, che si terrà all’Hotel Parma & Congressi (Parma) nelle seguenti date:

- 7 ottobre

-7 Novembre

Il corso si terrà dalle ore 9:00 alle 17:30 (con due coffe break e una pausa pranzo con ricco buffet al tavolo per i partecipanti) e sarà condotto da Marco Artusi, amministratore delegato di LEN STRATEGY S.r.l.

Di seguito potete trovare l’indirizzo dove poter scaricare la brochure del corso e poter prenotare l’adesione al corso sia tramite registrazione online, sia scaricando un modulo di registrazione cartaceo da inviare via fax.

Corso Marketing sui motori di ricerca

Per qualsiasi informazione aggiuntiva potete scrivere a adwords@lenstrategy.com o chiamare il 0521/238051.

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2009
29
maggio

Microsoft Bing: parte l’offensiva a Google

Doveva chiamarsi “Kumo” (nome in codice durante lo sviluppo) ma dal prossimo 3 giugno l’offensiva di Microsoft a Google si chiamerà “Bing”. “Live Search”, il precedente tentativo, non è bastato a scalfire lo strapotere del più famoso ed utilizzato motore di ricerca. Infatti solo l8,2% dei navigatori americani usa “Live Search” contro il 64,2% che utilizza Google. Occorre dunque correre ai ripari per accaparrarsi una buona fetta di mercato. Ecco allora “Bing”.

A Redmond definiscono “Bing” un motore di ricerca decisionale; da qui lo slogan “Bing & decide”. Infatti per il team di Microsoft all’utente non basta più digitare una stringa di ricerca ed ottenere una lista di risultati; serve un nuovo approccio. La principale innovazione, secondo Microsoft, sarà la classificazione delle informazioni per sotto-rubriche che variano a seconda dell’ambito di ricerca. Ad esempio, se scriviamo il nome di una città ci verrà chiesto se vogliamo ottenere delle fotografie del luogo, una cartina, informazioni sugli hotel, musei, ristoranti e tanto altro. In poche parole lo scopo è quello di fornire agli utenti risultati più “umani” che non una semplice lista di link.

Inoltre “Bing” si discosta dalla scarna e minimalista grafica adottata da Google e proporrà ai suoi utilizzatori una grafica caratterizzata da immagini ad alta definizione che a rotazione cambieranno a seconda degli eventi (come già accade con il logo di Google).

Il motore sarà accessibile dall’indirizzo bing.com, dove al momento è presente solo un video introduttivo.

Non resta che aspettare tanto Google è pronto alla sfida.

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2009
9
gennaio

Baidu, il motore di ricerca cinese sfida Google?

A leggere alcuni articoli, sembra che Baidu, il motore di ricerca più utilizzato in Cina, faccia sul serio nell’attaccare il monopolio di Google. Ma non ci si rende conto della portata del fenomeno fino a che non si legge qualche statistica, ad esempio su Alexa. Primo sito cinese, visite quasi solo dalla Cina. Divario di traffico con Google ancora notevole, come si evince da questo grafico sui reach negli ultimi mesi.

badu-vs-google-alexa

Ma è interessante notare come la sfida venga lanciata a Google non sui volumi di traffico, quanto sulle capacità tecniche, partendo da un concetto noto, ma scioccante nelle proporzioni: la percentuale non indicizzata della rete è il 99,8. E quindi c’è un margine di miglioramento notevole.

Questa situazione, ammesso che le proporzioni siano reali (ripeto, solo 0,2% del web è raggiungibile dai motori di ricerca, ovvero esiste) è indubbiamente dovuto ai criteri, ancora in gran parte testuali, che guidano i motori di ricerca, e la sempre maggior multimedialità dei contenuti web. Ma è sufficiente?

In altre parole, siamo sicuri chegli utenti interessi tutto quello che sta sotto il pelo dell’acqua e che nasconde la maggiorparte dell’iceberg chiamato web? Non è forse l’esperienza di utilizzo di un motore che ne decreta il successo? Se è così, il numero di risultati è allora soltanto una delle componenti, forse nemmeno la più importante.

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2008
26
agosto

Aggiornamento: “Cuil” non è una minaccia per Google secondo “Time”

Recensione tutt’altro che tenera da parte del “Time” sul nuovo motore di ricerca di cui avevamo parlato nel post precedente. In questo articolo online, in sintesi, si conclude che Cuil non rappresenta ne oggi, ne domani, una minaccia al dominio di Google. Uno per uno, i presunti vantaggi competitivi del nuovo player vengono analizzati e “smontati”, dal numero di pagine indicizzate alla possibilità di avere un preview del sito (feature già offerta dagli altri motori SearchMe e Ask. L’unico punto di forza che viene riconosciuto a Cuil è il rigoroso rispetto della privacy degli utenti, aspetto sul quale Google è invece notoriamente invasivo.

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2008
25
luglio

In autunno su Facebook le ricerche si faranno con Windows Live

Leggiamo su Il Sole 24 ore online la notizia dell’accordo tra il principale player nel settore dei social network e Microsoft. Al centro dell’accordo, l’implementazione della piattaforma “Windows Live”, per le ricerche e per la gestione della pubblicità online, su Facebook.

Per Microsoft, il vantaggio è quello di sfruttare l’enorme bacino di utenti di Facebook per far conoscere i propri servizi di search engine e non di meno espandere la propria rete commerciale di keyword advertising.

Per Facebook… staremo a vedere. Non pensate che si rischino di snaturare le caratteristiche originarie del social network più diffuso?

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