Youtube, lo sappiamo bene tutti, è uno dei fenomeni che più caratterizza il web 2.0, ed è soprattutto il regno dello user generated content, il luogo virtuale dove gli utenti caricano i propri video. Ma, sin dall’inizio, il concetto di “proprio video” ha assunto significati diversi:
- i video girati dagli utenti,
- i video preferiti degli utenti, inclusi naturalmente quelli di cui non si possiede il copyright.
E’ inutile negare che buona parte di questi contenuti siano contenuti televisivi. Le due principali emittenti televisive hanno reagito in maniera diversa a questa situazione fluida:mentre Mediaset è in causa con Youtube, la RAI ha deciso di aprire il proprio canale sul sito di video sharing.
Dando un’occhiata all’indirizzo http://it.youtube.com/rai, notiamo, come prime impressioni, due elementi:
- la consapevolezza della “svolta”: c’è un video di presentazione dello sbarco su Youtube da parte della RAI;
- il legame molto stretto con il sito della RAI, già da tempo proiettato alla web-tv. Infatti, nella pagina RAI su Youtube c’è una classica barra di navigazione che contiene soltanto link al sito ufficiale RAI.
L’atteggiamento della RAI verso la Rete mi pare appropriato: è inutile fingere di sottostimare la portata di un fenomeno che sta rivoluzionando la fruzione televisiva, ma è invece opportuno cercare di evolvere la propria offerta nelle direzioni che sta prendendo il mercato.
Su www.repubblica.it leggiamo in un’intervista a Chad Hurley, fondatore di Youtube, la sua opinione sul futuro della tv:
“Io credo che la tv in futuro sarà sempre più legata alla rete come sistema distributivo, e la gente poi deciderà se vedere questi contenuti sulla televisione, nel cellulare, sul computer o l’iPod. Sarà uno scenario ben più complesso di quello odierno. E noi vorremmo essere al centro di tutto questo, un “video hub” globale” dove ognuno possa trovare quello che vuole, dove i talenti possano emergere, dove il contenuto sia l’unica cosa importante”.
Questa prospettiva accentratrice di sicuro piacerà a Youtube, probabile candidato per diventare il centro del video hub globale. Ma ciò che ci interessa di più è la moltiplicazione delle occasioni di fruizione, anche in mobilità: il tipo di contenuto caricato dalla RAI su Youtube, fatto di spezzoni e momenti “clou” sembra effettivamente andare in questa direzione.
Tags: Mediaset, RAI, RAI su Youtube, sharing, video, Youtube





