2011
7
aprile

L’advertising online di Gmail è più pertinente. E la privacy?

“Utilizza i segni di importanza provenienti da tutti i miei messaggi per mostrare annunci più utili”: è questa la nuova opzione presente in Gmail, che riguarda il modo con cui vengono visualizzati i messaggi pubblicitari negli account di posta.
Google ha infatti annunciato di aver potenziato la pertinenza degli annunci pubblicitari presenti in Gmail: si tratta dell’ennesima mossa, parte della strategia globale del motore di ricerca, che vuol mettere a disposizione strumenti più mirati ed efficaci a tutti gli inserzionisti (e quindi anche ai nostri clienti a cui facciamo consulenza sull’ advertising online).
Già oggi lo strumento AdSense di Google analizza il contenuto dell’email e propone advertising contestuale correlato a specifiche parole chiave. Il meccanismo di miglioramento della pertinenza annunciato si basa sullo strumento “posta prioritaria”, già presente da qualche mese negli account Gmail: abilitando la posta prioritaria, Gmail effettua analisi sulle nostre e-mail e sul nostro comportamento di lettura, imparando quali sono realmente importanti e quali non lo sono. Questi dati sono ora utilizzati per mostrare all’utente gli annunci correlati ai messaggi prioritari, e quindi potenzialmente più interessanti. Sia per l’utente che per l’inserzionista.

Google offre servizi sempre migliori, quindi. E la privacy? Bisogna preoccuparsi anche per Gmail? Naturalmente questo non è che un ulteriore tassello. E’ innegabile che il restringimento degli spazi di privacy vada di pari passo con la possibilità di avere strumenti di advertising sempre migliori; in ogni caso, è evidente che Google sappia di essere esposto a critiche su questo fronte. Non a caso, infatti, associa sempre un vantaggio per l’inserzionista ad un vantaggio per l’utente del servizio. Con lo strumento posta prioritaria Google ha fatto prima la felicità degli utenti del servizio di posta elettronica. E dopo qualche mese ha reso un po’ più felici anche gli inserzionisti.


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2010
15
luglio

Modificatore corrispondenza generica delle parole chiave: novità da Google Adwords

È da pochi giorni disponibile il modificatore di corrispondenza generica di Google AdWords, per utilizzare una nuova variante di corrispondenza (corrispondenza generica modificata) che consente di creare parole chiave con una copertura maggiore rispetto alla corrispondenza a frase e un controllo maggiore rispetto alla corrispondenza generica.
Per implementare il modificatore, è sufficiente aggiungere il simbolo (+) prima del termine o dei termini che compongono la parola chiave a corrispondenza generica, (attenzione agli spazi) come mostrato in questo esempio:
- scrittura corretta: +polpo +paul
- scrittura non corretta: +polpo+paul
- scrittura non corretta + polpo + paul
E’ sconsigliata l’aggiunta di articoli e preposizioni (come ad esempio +un, +uno, +il, +per, +a) che difficilmente vengono digitate durante la ricerca dall’utente.
Facciamo un esempio abbastanza attuale per comprendere meglio come utilizzare la corrispondenza generica modificata:
alcune persone possono digitare su Google “previsioni polpo paul” oppure “le previsioni del polpo paul”. In questo caso la parola chiave +previsioni +polpo +paul è pertinente per entrambe le ricerche, mentre la parola chiave +le +previsioni +del +polpo +paul è pertinente solamente per la seconda ricerca.
A seconda della lingua, le varianti includono errori di ortografia, singolari e plurali, abbreviazioni, acronimi e parole con la stessa radice (ad esempio, “polipo” e “polipi”).
Durante i test iniziali, gli inserzionisti che utilizzavano la corrispondenza esatta e a frase hanno rilevato che aggiungendo parole chiave a corrispondenza generica modificata registravano un aumento dei clic e delle conversioni della campagna.
È bene non sostituire le parole chiave a corrispondenza generica con quelle a corrispondenza generica modificata, ma semplicemente aggiungerle nella lista delle parole chiave: se la stessa parola chiave è presente con diversi tipi corrispondenza nello stesso gruppo di annunci, la parola chiave che contiene il tipo di corrispondenza più specifico attiverà l’annuncio.
La trasformazione delle parole chiave a corrispondenza generica esistenti in parole chiave a corrispondenza generica modificata però non contribuisce ad aumentare il punteggio di qualità: è ovviamente possibile realizzate un CTR maggiore con le parole chiave a corrispondenza generica, ma il tipo di corrispondenza non incide direttamente sul punteggio di qualità della parola chiave.
Per saperne di più consulate la guida di AdWords.

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2010
14
giugno

L’Advertising di Google su Facebook: dove guardare Italia-Paraguay?

Se siete utenti Facebook (e vi interessa molto l’Internet Marketing), avrete cominciato a notare le pubblicità che popolano il social network. Tra le più interessanti ci sono indubbiamente quelle di Google. Sono interessanti perché si sforzano di estendere la logica del servizio all’advertising.

Non sapete dove guardare la partita stasera? State guardando su Facebok se i vostri amici organizzano qualcosa, ma nessuno vuole mettere a disposizione casa sua? Google ha la soluzione, naturalmente. Già, Google, non Facebook.

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2010
5
maggio

Cerca Facebook con Google Chrome

Chrome Facebook FFunzionalità particolareggiata quella che possiamo trovare in Google Chrome e cioè nella possibilità di effettuare ricerche non solo nel web, attraverso la barra degli indirizzi, ma possiamo entrare nello specifico del social network di Palo Alto.
Infatti, l’ascesa di Chrome è velocissima e sta recuperando punti e posizioni sui rivali (Firefox ed Internet Explorer) in poco tempo. Uno dei punti di forza è la forte integrazione con i servizi di Google, ma con un occhio di riguardo ai social network e Facebook in modo particolare. Come alcuni utilizzatori del browser a quattro colori avranno notato, scrivendo nella barra degli indirizzi la sola lettera F, comparirà sulla destra della barra, l’indicazione per la ricerca direttamente su Facebook.

Chrome Facebook TAB

In questo modo, schiacciando il tasto tab della tastiera (il tasto più lungo con le doppie frecce sotto il tasto ‘\’) comparirà all’inizio della barra degli indirizzi un “TAB” in cui poter eseguire la ricerca all’interno di Facebook.

Chrome Cerca su Facebook

Da notare come sia nella barra degli indirizzi che in quelli suggeriti compare la scritta: ‘cerca su Facebook.com’.
Potremmo effettuare una ricerca su tutti gli elementi di Facebook, in modo indistinto, dalle pagine alle persone, dalle applicazioni ai gruppi, insomma tutto ciò che si può ricercare all’interno del social network.

Ovviamente la prerogativa è sempre la stessa, essere loggati!!

Risultato Ricerca

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2010
29
marzo

Remarketing per Google AdWords!

Da questa settimana Google mette a disposizione una nuova funzione per tutti gli inserzionisti AdWords: il REMARKETING. Si tratta di uno strumento che consente di riconoscere gli utenti che hanno già visitato il sito web dell’inserzionista, e raggiungerli con un messaggio personalizzato mentre navigano nei siti della rete di contenuti di Google.
Ma come funziona esattamente? Poniamo il caso di alcuni acquirenti online alla ricerca di occhiali da sole: visiteranno diversi siti, tra cui quello dell’inserzionista, ma potrebbero poi abbandonare il sito senza avere effettuato l’acquisto. Grazie al remarketing l’inserzionista sarà però in grado di raggiungere nuovamente questi potenziali clienti mentre stanno navigando su altri siti web, con un invito all’azione coinvolgente o con un’offerta che li stimolerà a ritornare al sito web per completare un acquisto.
Tutto ciò avviene mediante una piccola porzione di codice (tag di remarketing) incorporata nella pagina del sito all’interno della quale l’inserzionista decide di tracciare l’utente: potrebbe essere la home page, il modulo di richiesta informazioni, la pagina con le specifiche prodotto, etc… Questo codice indica ad AdWords di salvare i visitatori in uno speciale “elenco”, e successivamente sarà possibile creare una campagna AdWords che indirizzi i messaggi solo alle persone presenti in questo elenco mentre stanno navigando sul Web.
Allo stesso modo, l’inserzionista può pubblicare annunci attraverso la Rete di Contenuti di Google e indirizzarli a chiunque abbia visitato il suo brand channel su YouTube o abbia cliccato su un suo annuncio di YouTube in homepage.
In colclusione possiamo dire che tutto questo giova all’utente che vedrà pubblicità inerente ai prodotti ricercati, all’inserzionista che potrà mostrare l’annuncio ad un target effettivamente interessato, e a Google che ottimizzerà il proprio strumento per l’advertising online.

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2010
29
marzo

GoDaddy in Cina? No grazie.

La Cina, e in particolare il proprio governo, sembra fortemente intenzionata a dichiarare guerra al web. Dopo la diatriba con Google ecco che anche GoDaddy, il più importante registrar del mondo annuncia in modo secco e senza fronzoli di ripensamento, la propria decisione di non accettare più domini .cn. Dopo le ultime vicessitudini che hanno coinvolto google il governo cinese espande la propria politica di intrusione nella privacy delle persone e delle grandi potenze del web (tra cui Google e GoDaddy). Il primo caso lo abbiamo già visto, ma grosso clamore sta avendo il secondo: se le primo c’è stato comunque un tentativo di riconciliazione, nel secondo caso la decisione è stata immediata e categorica. La motivazione è stata semplice: il governo asiatico pretende tutti i dati di registrazione delle persone che registrano un dominio, compresa la copia dei documenti validi per la registrazione ed una foto. La goccia che hatto traboccare il vaso però, è stata la volontà di rendere questa legge retroattiva per tutti i domini registrati (considerando il numero, una enormità), nonchè il recente attacco denominato DDos ( Distributed Denial of Services attack) che oltre ad aver colpito decine di domini legati a GoDaddy, ha avuto anche altre vittime illustri come Yahoo, CNN o eBay.

Dato che all’azienda si è aggiunta anche Network Solution e che comunque i vecchi domini (per il momento) rimarranno .cn ma senza la divulgazione dei dati, rimane da capire se seguiranno la scia di Google dirottanto il proprio business su Hong kong, oppure sceglieranno un’altra strada.

Ora si apre e si solidifica un nuovo panorama del world wide web, ovvero vedere e provare a prevedere come gli altri grandi colossi del web gestiranno questo “The Grat firewall”, ma anche a livello interno visto che comunque la perdita di Google, GoDaddy e Network Solution hanno comunque provocato la perdita di posti di lavoro e di entrate monetarie.

Chissà che il tutto non venga trasportaro anche off line.

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2010
23
marzo

Cosa si dice su Facebook e Twitter? Chiediamolo a Google!

E’ da qualche giorno disponibile anche nella versione italiana di Google, un’opzione che farà senza dubbio la felicità di tutti i curiosoni che bazzicano per il web. Stiamo parlando del “Google real time search”, un’opzione dei risultati di ricerca che ci restituisce solo i risultati più recenti tra le SERP, aggiornandosi oltretutto in tempo reale sotto i nostri occhi. Provate a scrivere Berlusconi (ne scelgo uno a caso…) e potrete notare un tasso di aggiornamento a dir poco importante. Ma tra le opzioni di ricerca, a mio avviso, ve n’è una ancora più interessante, che altro non è che un derivato di quella appena descritta. Sto parlando dell’opzione “aggiornamenti”, che tra i risultati più recenti filtra solamente quelli provenienti dai social network, e in particolare Facebook, Twitter, Myspace, Frienfeed, Jaiku e Identi.cah. Quindi se un giorno ci svegliamo e sentiamo un viscerale desiderio di curiosare su questo o quell’altro argomento (o su questo o quell’altro Brand aziendale), altro non dobbiamo fare che chiederlo a Google.
Con questa novità il motore di ricerca di Sergej Brin e Larry Page si candida ufficialmente come principale fonte di “buzz” sul web, offrendo alle aziende la possibilità di sbirciare nello scatolone delle opinioni virtuali.
Ovviamente , ci sono delle restrizioni derivanti dalla tutela della privacy, oltre le quali neanche il prestantissimo spider di Mountain View può andare. Su Facebook, ad esempio, non verranno indicizzati i profili privati ma solamente le fan page che contano almeno 5000 fan all’attivo.
Voi cose ne pensate? Quali saranno le principali conseguenze in termini di reputation management?
Io un’idea me la sono fatta….

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2010
16
marzo

Google – Cina: via al 99.9%

Google-Cina 99%99% è questa la stima fatta dal Financial Times sulla probabilità di vedere Google ed i suoi servizi nel mercato del web cinese.
Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, l’aveva definita come la “relazione bilaterale più importante del mondo“, ma in questi ultimi tempi, complici le molteplici azioni di hackeraggio i rapporti tra le due nazioni e soprattutto tra un’azienda leader mondiale nei motori di ricerca e nei servizi correlati come Google, e un governo rigido e radicato, pieno di ombre come quello Cinese; il nodo politico rimane quindi il principale ostacolo tra la casa di Mountain View ed il mercato cinese.
Qualche giorno fa, il CEO Eric Shmidt, sembrava fiducioso sugli esiti degli utlimi colloqui con le autorità cinesi, ma il diappunto sembra prevalere su tutto:” Ci dispiacerebbe molto abbandonare il mercato cinese, ma Google non applicherà più filtri o censure nel mercato cinese”.
Di rimando, il ministro all’industria cinese, Li Yizhong, dopo i complimenti a Google per il raggiungimento del 30% della quota di mercato, ha commentato in modo poco benevolo le utlime vicessitudini dichiarando che: “se non si rispettano le leggi cinesi, si è irresponsabili e ostili, e si devono affrontare le conseguenze”.
E probabilmente è quello che avevano intenzione di fare già da tempo, forse l’attaco è stato solamente il punto di partenza per la “liberazione” del proprio mercato da fonti esterne come ad esempio l’oscuramento totale youtube, facebook, twitter, blogger e per completare il tutto sembra proprio che la ciliegina sulla torta sia Google.

In questo modo, Pechino e le sue imprese diventano padroni del più grande mercato interent del mondo sul piano del numero di utenti, circa 400 milioni.  Tolto  bigG, Baidu ed i suoi servizi, diventeranno padroni nei motori di ricerca, yahoo e bingo sono sotto il 3%, e la presenza delle aziende esterne si riduce notevolmente in quanto Amazon arriva appena all’8% nel mercato B2C Retail, Elong (Expedia) circa il 10% sul mercato dei voli, mentre MSN sfiora il 4% nel mercato delle chat. Da tutto questo si evince che la Cina ha ormai il pieno controllo su tutti i contenuti pubblicati nel proprio paese con la facoltà di censurare a proprio piacimento tutti i contenuto messi in rete; d’altra parte però le aziende straniere avrebbero buoni motivi per non investire o smettere di investire nel mercato on line cinese. Si rischia così di creare un precedente molto pericoloso per tutto il mondo del web e della liberalizzazione dei contenuti on line.

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2010
16
febbraio

GOOGLE: Banda da 1 gigabit

Google annuncia a tutto il mondo un piano per aumentare in modo esponenziale la velocità di connessione degli utenti, ovvero una banda che può arrivare fino ad un gigabit. Una notizia a dir poco sensazionale! E’ comunque una fase sperimentale in cui Google cerca di fare da tramite tra i servizi offerti e gli utenti proponendo una quantità massima di utenti su cui effettuare i test a livello di banda in primis, aumentando la quantità ed in un secondo momento la qualità della fibra ottica, mentre in un secondo momento testare alcuni servizi in fase di produzione nei google labs per poi poterli sviluppare al meglio prima del lancio definitivo. L’adesione al proetto  fibra ottica è libera, ad iscrizione, e va da un minimo di 50.000 utenti ad un massimo di 500.000 concentrati tutti negli Stati Uniti con preferenza alla California e stati limitrofi. Gli scopri principali, per quanto si evince dal Blog Ufficiale, sono sostanzialmente tre:

  • Sviluppo e test di applicazioni di nuova generazione
  • Sostenere l’idea di apertura della rete: le informazioni devono essere liberamente consultabili ed in tempo reale
  • Nuove tecniche di scavo e cablatura della rete telematica

Detto questo è forse utile vedere questa operazione come aggiramento di alcune barriere all’entrata nel mercato degli isp, con un percorso già iniziato con i DNS pubblici al quale farà coppia anche un servizio internet dedicato. In più una forte spinta nell’area di Mountain View viene dedicata al Wi-Fi dove. L’idea è molto buona ed allettante soprattutto se Google decidesse un’espansione anche oltre oceano decidendo investire (si parla di un miliardo di dollari solo nel mercato Statunitense a livello di testing) anche nel terzo mondo in fatto connessioni a reti web: l’Italia. Dato che nel resto d’Eurpoa siamo il paese più arretrato con una banda massima che raggiunge appena i 20 Mbit (contro i 100 o nei casi peggiori 50) ma che a livello nazionale non si riece a garantire nemmeno i 2Mbit, l’arretratezza si evidenzia soprattutto spostandosi o alloggiando in alberghi o addirittura ostelli in giro per il mondo: ogni luogo citato ha la sua connessione, wirless o in fibra con la possibilità di utilizzo libero di entrambe. Poi arrivi in Italia e, va appena bene se trovi la connessione, in più quelle poche volte, ti ritrovi a pagare diversi euro per pochi minuti di connessione. Mentre in Italia accade tutto questo, con promesse di investimenti non ancora effettuati (congelati poi scongelati, poi ricongelati poiscongelati a trance….),  oltreoceano si apprestano, a conti fatti, ad entrare nel futuro, un futuro che sa quasi di strar trek!

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2010
13
gennaio

GOOGLE Dictionary, e il dizionario è on line!

GOOGLE .= “Dictionary” oppure GOOGLE++ potrebbero scrivere i programmatori abituati alla maggior parte dei linguaggi di programmazione in uso. Per i neofiti, Google aggiunge in via quasi definitiva un servizio in più a quelli già esistenti: Dictionary. Per gli utilizzatori più assidui del motore di ricerca, forse questo servizio era già conosciuto tramite l’utilizzo di “define” nella barra di ricerca, ma ora c’è di più. Google mette a disposizione una sezione del sito apposita, www.google.com/dictionary in cui poter cercare le definizioni per una parola lingua per lingua o tradurla in diverse lingue opzionabili (da non confondere con google translate che esegue una mera traduzione di una frase nella lingua selezionata). Nella pagina risultato della parola cercata è possibile avere la parte legata al dizionario, con lo spelling, la pronuncia ed alcune traduzioni; una seconda parte, con i possibili sinonimi e le altre lingue in cui è presente quella parola ed una terza parte in cui ci sono le vere definizioni: queste non sono presenti all’interno di un database di Google, ma vengono presi i riferimenti in base alle definizioni per quella parola nel web e nella lingua selezionata anche se, come riferimento principale, si ha quasi sempre wikipedia nell’eenco dei risultati.

 
 
Fig. 1 Risultati Google Dictionary

Fig. 1 Risultati Google Dictionary per "hello"

 

 
 

Nel caso però si voglia solamente avere una definizione della parola cercata, è possibile utilizzare una scorciatoia che mette a disposizione Google direttamente dalla propria barra di ricerca, sia dalla home page del sito, che dalla toolbar. In poche parole, scrivendo “define : hello” veniamo rimandati ad una pagina di risultati particolari, denominata Definizioni Web (Fig 2. – Ma gli stessi risultati si possono trovare nella pagina dei risultati di Google Dictionary – Fig 1.). In questa pagina è possibile visualizzare le definizioni per la parola cercata, presenti su diversi siti web. Vengono fornite anche associazioni di parole in cui è presente quella cercata ed anche la possibilità di trovare definizioni in altre lingue. Da notare che, in linea con i risultati di Google Dictionary, anche qui wikipedia viene utilizzato come principale sito di riferimento. Un’utile funzionalità è che ci viene data la possibilità, come nelle normali ricerche, di cercare la definizione sia nel web, che nella lingua del browser.

 

Fig 2. Google - define : ciao 

Fig 2. Google - define : ciao

 

Riprendendo quanto scritto all’inizio, Google Dictionary è quasi definitivo, poiché mancano all’appello ancora alcune lingue e l’obiettivo finale sarà quello di correlare un file audio per la pronunica delle parole e qualche file miltumediale dove possibile (al momento queste ultime caratteristiche sono implementate solo per alcuni vocaboli.).
Per le agenzie di consulenza on line e soprattutto per tutte quelle che effettuano delle campagne, e quindi SEM, vi è la possibilità di migliorare la propria competenza e di capire più approfonditamente il concetto che le persone hanno delle parole cecate, dato che le definizioni vengono fornite dal web e da siti, come wikipedia, dove il contenuto può essere fatto da tutti. Nell’imminente futuro dunque, per capire se le nostre keywords possono funzionare al 100%, sarà opportuno correlare le informazioni che possiamo avere dall’analisi delle parole chiave tramite strumenti appositi (come AdWords per i volumi di ricerca) ma anche dai concetti o definizioni che le persone associano a quelle keywords. In questo modo si avrà una maggior precisione nell’impostazione delle campagne e si potranno capire in tempi brevi su quali nuove parole chiave poter puntare per attirare nuovi utenti e quindi nuovi clienti.

 

 

 
 
 
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