2008
17
settembre

La rivolta degli utenti di Facebook

Facebook sta migrando verso una nuova interfaccia, e, come tutte le aziende, è interessato a capire la soddisfazione degli utenti verso il nuovo prodotto. Risultato?

La creazione di un gruppo, composto ad oggi da quasi 900.000 membri che non vogliono la nuova interfaccia. Ma l’obiettivo dichiarato sono i 5.000.000 di aderenti:

5,000,000 against the new version of Facebook ( Please Forward ).

Da un lato si tratta dell’ennesima dimostrazione delle grande facilità di aggregazione messa a disposizione dai social network, che consentono di lanciare e formare gruppi con pochissima fatica, anche se bisogna sempre sottolineare che il grado di coinvolgimento in una causa su Facebook è ben diverso da quella di una causa nella vita reale.

Dall’altro lato, bisogna chiedesi: si tratta di una situazione di crisi di reputazione per i getori del social network? Oppure soltanto di una serie di feedback organizzati di cui tenere conto?

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2008
9
settembre

A-space, la CIA apre il social network delle spie

E’ notizia di oggi che anche la CIA sta per presentare il suo social network. Dal 22 settembre, A-space (questo è il nome scelto) diventerà una piattaforma di condivisione delle informazioni per tutte le spie del “network”.

Naturalmente, bisognerebbe saperne qualcosa di più sul progetto per poterlo giudicare, e le informazioni sono per ora abbastanza scarse (e temo lo rimarranno anche in futuro). In assoluto, si tratterà ovviamente di un’applicazione dell’idea del social network orientata al knowledge management. Del resto, c’è forse un’organizzazione più knowledge based della CIA?

Se davvero assomiglierà a Facebook e co., di sicuro dovrà esserci una gestione dei permessi e dei flussi di informazione molto più rigida. Facebook stimola continuamente a condividere informazioni di ogni tipo su di sè e sui propri contatti, e lascia la tutela della privacy ad una serie di opzioni: del resto, è la mole di informazioni personali reccolte e trattate che costuisce il valore a livello di business di quel progetto. Allo stesso modo, LinkedIn sollecita gli utenti ad ampliare continuamente i dati del proprio curriculum. Non penso, invece, che per forza tutte le informazioni interne a CIA ed FBI (anch’essa coinvolta nel progetto) debbano essere patrimonio di tutto il network, e probabilmente non basterà una relazione particolare tra due iscritti (l’equivalente dell’amicizia su facebook) per sapere tutto dell’altra spia.

Insomma, un bel rompicapo per i progettisti, e al tempo stesso, una delle più stimolanti sfide di knowledge management immaginabili. Voi come la affrontereste? Come bilancereste la necessità di indurre i membri a partecipare con il controllo dei flussi informativi?

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2008
29
agosto

Yahoo! Mash shutdown, chiude il social network

Come si legge sul blog dedicato, Yahoo Mash chiude, non superando la fase della beta.

Si tratta (o meglio, trattava) del tentativo di Yahoo di costruire il proprio social network. Senza funzionalità particolari, e senza il vantaggio dell’early adopter, il servizio puntava sull’integrazione con la e-mail di Yahoo!, molto popolare tra gli utenti: bastava, infatti, utilizzare l’account di posta già esistente per iscriversi. Ma non è stato sufficiente per avvicinare Facebook o Myspace.

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2008
25
luglio

In autunno su Facebook le ricerche si faranno con Windows Live

Leggiamo su Il Sole 24 ore online la notizia dell’accordo tra il principale player nel settore dei social network e Microsoft. Al centro dell’accordo, l’implementazione della piattaforma “Windows Live”, per le ricerche e per la gestione della pubblicità online, su Facebook.

Per Microsoft, il vantaggio è quello di sfruttare l’enorme bacino di utenti di Facebook per far conoscere i propri servizi di search engine e non di meno espandere la propria rete commerciale di keyword advertising.

Per Facebook… staremo a vedere. Non pensate che si rischino di snaturare le caratteristiche originarie del social network più diffuso?

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2008
21
maggio

Flickr: utenti 2.0 ma non PRO

Leggiamo un interessante articolo sul caso di Flickr, commissionato dall’università Diderot di Parigi e dai laboratori Orange, e citato anche dal blog Appunti Digitali. Flickr è senza dubbio uno dei siti del cosiddetto web 2.0 di maggiore successo, grazie alla sua capacità di unire le possibilità di storage per le foto con gli aspetti sociali: proprio dall’analisi del suo caso posso emergere dati interessanti per cercare di capire le direzioni possibili di questo fenomeno.

In primo luogo, il successo di questo sito è dato dalla partecipazione di un alto numero di utenti, che tuttavia sono coinvolti con intensità ben diverse:

1. colpisce notare che il 39% degli account è inattivo, è stato aperto ma poi mai utilizzato;

2. è interessante vedere che il 19% degli utenti usa Flickr per fare l’upload di foto ma non per altri utilizzi social, mentre un altro 19% è attivo nella parte social di Flickr senza aver mai caricato nemmeno una foto.

In secondo luogo, il dato più interessante che emerge è che soltanto il il 3,7% degli utenti ha un account PRO, per il quale si pagano 25 dollari, e che permette di superare il limite delle 200 foto caricabili con gli account gratuiti. Le foto inserite dagli utenti PRO sfiora tuttavia il 60% del totale.

Le potenzialità economiche dei social network sono state valutate finora in termini per lo più potenziali, e si è arrivati a stimare valori da capogiro per i più noti (un recente rumor racconta di un interessamento di Microsoft per Facebook per una cifra di 20 miliardi di dollari). Ma non sembra ancora molto chiaro come trasformare queste straordinarie piattaforme di partecipazione e condivisione in opportunità di business mature e consolidate.

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2008
25
marzo

Gli utenti dei social network

Leggiamo dalla newsletter di Emarketer che, negli Stati Uniti, la percentuale di utilizzatori di Internet che partecipa ad almeno un social network è salita in un anno dal 27% del 2006 al 60% del 2008.

Il successo dei social network (Facebook e Myspace in particolare) è sotto gli occhi di tutti, ma è abbastanza impressionante pensare che 6 utenti Internet su 10 siano iscritti ad almeno uno. Non a caso Mark Zuckerberg, creatore di Facebook, è il più giovane miliardario dell’annuale classifica di Forbes.

Anche se in Italia la portata del fenomeno è sicuramente inferiore, è già indispensabile per le aziende cogliere le opportunità offerte da questo fenomeno. Che impatto hanno i social network sul modo di fare comunicazione online? Quali opportunità offrono? Come cambia il processo di targeting e la costruzione dei contenuti?

Fonte: http://www.emarketer.com/Article.aspx?id=1006060&src=article1_newsltr

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