2010
14
giugno

L’Advertising di Google su Facebook: dove guardare Italia-Paraguay?

Se siete utenti Facebook (e vi interessa molto l’Internet Marketing), avrete cominciato a notare le pubblicità che popolano il social network. Tra le più interessanti ci sono indubbiamente quelle di Google. Sono interessanti perché si sforzano di estendere la logica del servizio all’advertising.

Non sapete dove guardare la partita stasera? State guardando su Facebok se i vostri amici organizzano qualcosa, ma nessuno vuole mettere a disposizione casa sua? Google ha la soluzione, naturalmente. Già, Google, non Facebook.

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2010
10
maggio

Facebook: la privacy è storia

La privacy su Facebook. Per molti non esiste, ma fa lo stesso, continuano ad esserci, con rassegnazione. Per qualcuno esiste, bisogna soltanto saperla impostare. Per tanti non esiste, ed è proprio per questo che non si iscrivono, o non condividono più la loro vita. Di sicuro, il tema esiste, e, ciò che più conta, è ricercato:

Ricerche significano soprattutto dubbi. Ed in effetti la questione è piena di interventi superficiali e di idee stereotipate. Si tratta degli interventi e delle idee della maggioranza degli utenti Facebook, quelli che non cambiano mai le impostazioni sulla privacy di default.

In questo senso, la questione della privacy su Facebook va affrontata con un approccio molto pragmatico.

Chi può vedere che cosa?

Le cose che parlano di noi su Facebook (le cose che possono essere conosciute da chi) sono:

  • gli aggiornamenti di stato e sulle bacheche (wall post)
  • le foto
  • le adesioni alle pagine e ai post degli amici (likes)
  • il nome
  • le immagini del profilo
  • i dati demografici
  • i dati di dettaglio del profilo
  • gli amici
  • le reti sociali (amici degli amici)

I gruppi di persone che possono venire a conoscenza dei miei dati (i chi che conoscono le cose) sono:

  • gli amici
  • i membri della mia rete sociale
  • gli utenti Facebook
  • gli utenti Internet

Privacy vuol dire controllare i propri dati personali, sapere che fine fanno le informazioni su di noi: chi sa che cosa, appunto. Non ha senso dire “su facebook la privacy non esiste” o scrivere  “facebook è attento alla privacy“. Le fonti di informazioni personali coagulate nella piattaforma Facebook sono molteplici, e per ognuna va affontata la questione.

La privacy su Facebook, insomma, è una storia. Ed è anche Storia. Dal 2005, infatti, è cambiata 6 volte. Matt McKeon la rappresenta in modo magistrale.

Questi erano i fatti nel 2005.

Ora la storia della privacy su Facebook è cambiata. Cliccate sull’immagine per scoprirlo.

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2010
5
maggio

Cerca Facebook con Google Chrome

Chrome Facebook FFunzionalità particolareggiata quella che possiamo trovare in Google Chrome e cioè nella possibilità di effettuare ricerche non solo nel web, attraverso la barra degli indirizzi, ma possiamo entrare nello specifico del social network di Palo Alto.
Infatti, l’ascesa di Chrome è velocissima e sta recuperando punti e posizioni sui rivali (Firefox ed Internet Explorer) in poco tempo. Uno dei punti di forza è la forte integrazione con i servizi di Google, ma con un occhio di riguardo ai social network e Facebook in modo particolare. Come alcuni utilizzatori del browser a quattro colori avranno notato, scrivendo nella barra degli indirizzi la sola lettera F, comparirà sulla destra della barra, l’indicazione per la ricerca direttamente su Facebook.

Chrome Facebook TAB

In questo modo, schiacciando il tasto tab della tastiera (il tasto più lungo con le doppie frecce sotto il tasto ‘’) comparirà all’inizio della barra degli indirizzi un “TAB” in cui poter eseguire la ricerca all’interno di Facebook.

Chrome Cerca su Facebook

Da notare come sia nella barra degli indirizzi che in quelli suggeriti compare la scritta: ‘cerca su Facebook.com’.
Potremmo effettuare una ricerca su tutti gli elementi di Facebook, in modo indistinto, dalle pagine alle persone, dalle applicazioni ai gruppi, insomma tutto ciò che si può ricercare all’interno del social network.

Ovviamente la prerogativa è sempre la stessa, essere loggati!!

Risultato Ricerca

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2010
23
marzo

Cosa si dice su Facebook e Twitter? Chiediamolo a Google!

E’ da qualche giorno disponibile anche nella versione italiana di Google, un’opzione che farà senza dubbio la felicità di tutti i curiosoni che bazzicano per il web. Stiamo parlando del “Google real time search”, un’opzione dei risultati di ricerca che ci restituisce solo i risultati più recenti tra le SERP, aggiornandosi oltretutto in tempo reale sotto i nostri occhi. Provate a scrivere Berlusconi (ne scelgo uno a caso…) e potrete notare un tasso di aggiornamento a dir poco importante. Ma tra le opzioni di ricerca, a mio avviso, ve n’è una ancora più interessante, che altro non è che un derivato di quella appena descritta. Sto parlando dell’opzione “aggiornamenti”, che tra i risultati più recenti filtra solamente quelli provenienti dai social network, e in particolare Facebook, Twitter, Myspace, Frienfeed, Jaiku e Identi.cah. Quindi se un giorno ci svegliamo e sentiamo un viscerale desiderio di curiosare su questo o quell’altro argomento (o su questo o quell’altro Brand aziendale), altro non dobbiamo fare che chiederlo a Google.
Con questa novità il motore di ricerca di Sergej Brin e Larry Page si candida ufficialmente come principale fonte di “buzz” sul web, offrendo alle aziende la possibilità di sbirciare nello scatolone delle opinioni virtuali.
Ovviamente , ci sono delle restrizioni derivanti dalla tutela della privacy, oltre le quali neanche il prestantissimo spider di Mountain View può andare. Su Facebook, ad esempio, non verranno indicizzati i profili privati ma solamente le fan page che contano almeno 5000 fan all’attivo.
Voi cose ne pensate? Quali saranno le principali conseguenze in termini di reputation management?
Io un’idea me la sono fatta….

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2010
2
marzo

Polizza Privacy

Le sottoscrizioni, necessarie per il raggiungimento del numero minimo di aderenti richiesto dalla Compagnia Assicurativa, potranno essere inoltrate da tutti gli iscritti Federprivacy che sono interessati. Con l’inasprimento delle sanzioni in materia di privacy, che comporta potenziali picchi fino a 300.000 euro, ma anche oltre, (Rif.Art.44 DL 207/2008), e la conseguente maggiore esposizione da parte dei consulenti privacy che assistono i loro clienti, Federprivacy ha ottenuto a vantaggio dei propri iscritti una convenzione esclusiva con Essebi Insurance Broker, che consente adesso al consulente non appartenente ad un albo professionale riconosciuto, ma d’altra parte iscritto a Federprivacy, di poter stipulare una speciale polizza assicurativa per la responsabilità civile derivante dallo svolgimento dell’attività di consulenza per la privacy, permettendo allo stesso di rimanere indenne da ogni eventuale richiesta risarcitoria avanzata dai propri clienti.(aziende/enti/pubbliche amministrazioni/etc.). Chi svolge l’attività di consulente per la privacy, (classificata come “attività pericolosa” ai sensi dell’art.2050 del Codice Civile), ma non appartiene a nessuna categoria professionale ufficialmente riconosciuta, conosce quanto possano risultare vane le richieste fatte al proprio assicuratore per avere una copertura mediante una polizza per i rischi che corre nello svolgimento del proprio lavoro, (basti pensare ai rischi informatici o giuridici), e se si considera che grazie alla convenzione con Essebi Insurance Broker, il consulente può beneficiare di tariffe analoghe a quelle riservate a professionisti iscritti agli albi professionali, in alcuni casi anche migliorative, possiamo ritenere che non vale proprio la pena di rischiare che una citazione per danni possa mettere in ginocchio la propria attività e colpire il proprio patrimonio, ma anzi, la possibilità di beneficiare di una polizza del genere, costituisce una concreta opportunità di godere di maggiori credenziali come professionista che opera diligentemente sul mercato.

Per effettuare la sottoscrizione preliminare alla polizza RC Consulente Privacy ed analizzarne il contenuto delle condizioni generali, compresi i costi del premio annuo,si può visitare direttamente il sito dell’associazione,
www.federprivacy.it
.

Le prenotazioni inoltrate dagli iscritti non sono vincolanti, e dovranno essere confermate al raggiungimento della soglia di prenotazioni richiesta, con sottoscrizione apposito modulo di adesione alla polizza.

Ora non rimane altro da capire in che modo consulenti e società ripartiranno le spese per questa polizza, che comunque avrà un costo e bisognerà capire come ricadrà sugli addetti ai lavori e come invece sui clienti.

In modo analogo sarebbe utile sapere anche come i clienti stessi e gli utenti percepiranno questa nuova ‘opportunità’.
Potrebbero rivelarsi due grandi scenari da dover fronteggiare, in cui il risultato finale potrà decidere le sorti e l’utilità di questa nuova polizza. Ovvero, la maggior parte degli utenti che naviga per il web, non ha la minima idea del giro e di scambio dati che sta dietro all’architettura di un sito web ed al salvataggio dei propri dati. Ormai la questione privacy, che per altro non esiste più, ah una forte importanza in tutto quello che facciamo, soprattutto nel web (basti pensare ai recenti restringimenti eseguiti da Facebook, che però rende pubblica la mail, oppure l’obbligatorietà ad accettare i termini di condizioni al trattamento dati per accedere a funzioni presenti nel sito). Da una parte quindi, la creazione di questa polizza sulla privacy ed una sua divulgazione, potrebbe portare l’utente comune ad aprire di più gli occhi su questo problema rendendo più accurata e selettiva la divulgazione dei propri dati, e dall’altra una maggior preoccupazione dovuta dal fatto che, se c’era un forte bisogno di istituire una polizza assicurativa apposta per la privacy, significa che oltre ad avere una copertura effettiva contro eventuali citazioni per danni, il rischio elettronico o umano, di vedere i propri dati personali in mano a persone “estranee” , non legate alle nostre operazioni con i gestori diretti dei nostri dati è plausibile.

Vedremo poi l’evolversi della polizza che prende vita in questi giorni e se avrà il successo annunciato e voluto!

Polizza Privacy RC

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2010
30
gennaio

Toolbar Ti Presento Facebook!

Facebook Toolbar

Facebook Toolbar

E’ questa la nuova Toolbar che si appresta ad aggiungersi all’innumerevole serie di bar presenti nella rete e che ogni giorno dobbiamo combattere per non ritrovarci il nostro browser pieno di componenti aggiuntivi che non ci permettono di avere una visuale completa della pagina. La novità? Semplice, questa non è una bar comune, è la bar personale di FACEBOOK!
Ebbene si, dopo il recente cambio delle impostazioni legate alla privacy, dopo la condivisione di pensiari anche via email, ecco in via quasi definitiva anche la possibilità di avere una toolbar tutta bianco blu.
A dire il vero, per la rete non si trovano grandi notizie al riguardo, come a tener a bada ancora l’entusiasmo per per questo nuovo prodotto a marchio Facebook, ma di progettazione non totalmente californiana. Infatti, grazie a progetti open source, gli sviluppatori possono accedere direttamente al codice sorgente per migliorarlo e volendo anche renderlo adatto o crearne ad hoc per tutti browser che al momento sono sprovvisti dell’applicazione apposita: la toolbar in questo momento è installabile solo su internet explorer e firefox. Inoltre un aiuto in più che gli sviluppatori cercano è sicuramente l’adattamento linguistico dato che al momento la toolbar è disponibile in un numero ristretto di lingue tra cui però è presente l’italiano.

Facebook Toolbar Italiano

Facebook Toolbar Italiano

Con la Tollbar è possibile rimanere sempre connessi con il proprio profilo anche senza essere connessi con il sito di Facebook sempre grazie all’abilitazione dei Cookies che tengono traccia delle informazioni principali per la connessione con la propria pagina di Facebook. E’ presente la barra per cercare informazioni, persone, pagine, gruppi su Facebook, una parte in cui salvare i link preferiti, icona con indici numerici per informarci di notifiche, richieste di amicizia, inviti ad eventi, post nei gruppi, la posta su Facebbok e per ultimo il pulsante condividi; ovvero la possibilità di condividere link, immagini, video presenti nella pagina web che si stà visualizzando. Tutto questo apre unnuovo mondo per gli utenti di Facebook.
A prima vista potrebbe sembrare l’ennesima barra da non avere installata sul proprio browser, ma a conti fatti potrebbe essere una miniera d’oro grezza se pensiamo che Facebook ha:

  • in media, 37.7 milioni di visitatori per giorno, con incremento del 181%
  • 45 billioni di pagine viste per mese, con incremento del 153%
  • un tempo speso sul sito di circa 28 billioni di minuti, tre volte tanto rispetto alla fine del 2008
  • in America, il 7% di share totale online proviene dal Social Network
  • superato amazon.com in fatto di ricerche interne al sito
Fonte: comScore, Inc

Ora non rimane che vedere cosa ne penseranno gli utenti a questa nuova funzione legata al Social Network, se saranno favorevoli all’installazione della toolbar vedendolo come una comodità, oppure come un metodo alternativo per aggirare il discorso privacy e tentare così di acquisire sempre più informazioni riguardo ai propri utenti, come ad esempio i percorsi di navigazione degli utenti ed altre informazioni (come citato anche nell’articolo di download squad.com).
Ma al momento la divulgazione di questo servizio, soprattutto nella nostra penisola è ancora nascosta, magari nell’attesa del momento migliore per divulgare la notizia e di conseguenza l’installazione di questo nuovo prodotto di casa Facebook!

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2010
7
gennaio

“The web 2.0 suicide machine”: suicidio sui social network in modo rapido e indolore.

Basta un click e “The web 2.0 suicide machine” consente agli utenti del mondo web 2.0 di “suicidare” la propria identità online, di uscire una volta per tutte dai social network e dire addio al mondo web 2.0.
Stando a quanto asserito dai gestori del sito www.suicidemachine.org gli aspiranti suicidi virtuali possono “eliminare tutti falsi amici virtuali” – e “farla finita con il loro alterego Web 2.0″. Il servizio funziona attualmente con Facebook, Myspace, Twitter e LinkedIn e in 52 minuti riesce a fare automaticamente ciò che manualmente richiederebbe oltre nove ore.
L’unico problema, decisamente non trascurabile, riguarda il fatto che per effettuare questo “suicidio assistito” occorre fornire al gestore della suicide machine i dati che permettono l’accesso ai vari social network; in sostanza, nulla garantisce che il profilo non venga copiato prima di essere distrutto, oppure che venga semplicemente spostato su pagine irraggiungibili dal titolare in attesa di futuri utilizzi illeciti.
La risposta del mondo web 2.0 non si è fatta attendere, e Facebook da qualche giorno ha bloccato l’accesso da www.suicidemachine.org. In pratica, non è più possibile “suicidare” il proprio account attraverso questo sito.
Un rappresentante di Facebook ha dichiarato: “Facebook permette a chi non vuole più utilizzare il sito di disattivare il proprio account, oppure di cancellarlo completamente. La Web 2.0 Suicide Machine invece raccoglie le credenziali di accesso dell’utente e questo costituisce una violazione della nostra policy, pertanto l’abbiamo bloccata.”
I gestori della ‘macchina per il suicidio virtuale’ hanno risposto lanciando una petizione per chiedere l’esclusione del suo indirizzo Internet dai siti banditi.

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2009
15
dicembre

Facebook, Berlusconi, i gruppi misteriosi nati in un’ora e la costruzione identitaria

facebookLa notizia ha già fatto il giro della stampa tecnica e di quella generalista: centinaia di migliaia di persone si sono trovate iscritte ad un gruppo “Sosteniamo SILVIO BERLUSCONI contro i FAN di massimo tartaglia“, senza averlo mai sottoscritto. Questo gruppo, evidentemente, nasce come uno dei numerosissimi gruppi bufala su Facebook, strutturati soltanto per attirare membri, ed ha cambiato nome per cavalcare l’ondata mediatica susseguente alla vicenda capitata al nostro presidente del consiglio. Insomma, per capirci (e passatemi l’iperbole): è come iscriversi ad un club di appassionati della lettura (del tipo “Tutti quelli a cui piace leggere un buon libro prima di addormentarsi”), creato ed amministrato da una persona che non conoscete, e poi scoprire che questo amministratore lo fa diventare il circolo dei fan del Manifesto del partito comunista, o del Mein Kampf, se preferite. Effettivamente, a molti potrebbe non far piacere.

Per capirci qualcosa in più, sono interessanti le reazioni degli utenti di Facebook, strutturate questi livelli:
- c’è chi si è ribellato, scrivendo nella bacheca del gruppo ed invitando gli altri a disiscriversi;
- c’è ovviamente chi sostiene la teoria del complotto, pensando che si tratti di una trama ordita dalla destra per controbattere ai numerosi gruppi che inneggiano all’aggressore di Berlusconi, e dei quali molti politici chiedono la chiusura;
- c’è chi ha un amico chiaramente di sinistra iscritto al gruppo e porta il suo nome a testimonianza della truffa.

Intanto, in home del gruppo, l’amministratore ci fa gentilmente sapere:

AVVISO IMPORTANTE
X TUTTI COLORO KE NN SANNO KI è STATO AD ISCRIVERLI!!
E STATO BABBO NATALE KE VI HA ELOGIATO CON IL REGALO PIU’ BELLO.

Insomma, sembra che la vicenda venga ricondotta nella cornice delliniziativa isolata di un singolo, probabilmente non del tutto lucido mentalmente: curiosamente (ma neanche tanto), è la stessa fine che sta facendo la vicenda dell’aggressione a Silvio Berlusconi.

Questa strana storia ci fa capire cosa rappresenti Facebook per moltissimi utenti (o meglio, per moltissime persone): uno strumento di definizione identitaria.
Su Facebook, le persone si iscrivono ai gruppi e diventano fan delle pagine  per far sapere ai membri delle loro reti  sociali quali sono le cose che amano, quelle in cui credono: in breve, chi sono veramente. E lo fanno con la loro identità reale, e non virtuale, non dimentichiamolo mai.

Certo, iscriversi ad un gruppo su Facebook implica un coinvolgimento tendente allo zero nella causa che decidi di sostenere davanti ai tuoi amici: è sufficiente un clic, e si può sempre tornare indietro. Non a caso, infatti, in questo modo si creano soltanto legami molto deboli tra i membri di quel gruppo, i quali  raramente interagiscono tra loro
e quasi mai si conoscono, a parte qualche significativa eccezione.
Ma questo non significa che quell’adesione non conti nulla. Infatti, ora, quelle stesse persone si ribellano perché si sentono depredate della propria identità, e vedono il loro nome, il loro cognome, le loro foto, i loro stati entrare in dissonanza con un gruppo a cui non hanno scelto di aderire.

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2009
28
ottobre

La morte su Facebook

Se frequentate un forum o una community online lo sapete già benissimo: le occasioni di “comunicazione” effettiva tra la vita reale e la vita virtuale sono ben definite.
Pubblichiamo le nostre foto, pubblichiamo le foto della nostra scrivania, pubblichiamo il nostro desktop, organizziamo un ritrovo, partecipiamo insieme a quell’evento, etc… Così come, quando la vita reale prende il sopravvento su quella virtuale, si innescano sempre meccanismi particolari. A volte, c’è qualcuno che si scusa:

“Mi dispiace ragazzi, ma il forum mi ha preso troppo e non riesco più a gestirlo nella mia vita: ho deciso che da domani non posto più”.

Molto più spesso, però, la decisione di mollare avviene all’improvviso, e da un giorno all’altro un utente attivo sparisce. E allora gli altri si chiedono:

“Che fine ha fatto? Qualcuno lo conosce?”.

E, tra le diverse ipotesi, c’è sempre qualcuno che la butta lì, scherzando:

“E se fosse morto”?

Il dubbio però fa molto presto a diffondersi, e la comunità si rende presto conto che se quella persona fosse morta, i membri forse non lo verrebbero a sapere.

Poi, naturalmente, ci sono volte in cui qualcuno muore davvero. In base alle situazioni, tra il silenzio dell’ignara comunità online di cui faceva parte, o magari tra le lacrime di chi aveva creato relazioni virtuali con lui, e che è venuto a sapere da qualcuno che fa da ponte tra reale e virtuale (un amico, un parente, etc…)

Provate ad applicare queste logiche a Facebook.
facebook_logo

1. E’ la più grande comunità online al mondo.

2. Per come è costruito, tende a replicare le reti sociali offline, e poi eventualmente ad allargarle, invece che crearle ex-novo. In breve, quando apri il tuo account su Facebook, per prima cosa cerchi di collegarti alle persone che già conosci offline.

Il morire su Facebook non poteva non essere gestito. E infatti lo è. Si può morire su Facebook, ma solo se si è morti nella vita reale.

http://www.facebook.com/help/contact.php?show_form=deceased.  A questo link trovate il form che, per dirla a livello tecnico, serve a trasformare un account utente in un account commemorativo.

E che ci fa ricordare di quanto la vita online e la vita offline stiano diventando una cosa sola.
Quando una persona muore, la sua presenza non ci abbandona del tutto, e resta un luogo in cui possiamo andare a trovarla. Allo stesso modo, morire online non significa sparire, ma diventare un oggetto di commemorazione. Una lapide 2.0.

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2009
21
ottobre

Calendario corsi Executive Education Internet Marketing

Per progettare una strategia di comunicazione efficace e di successo è fondamentale essere continuamente aggiornati sulle ultime tendenze e gli scenari di sviluppo del marketing online.
LEN STRATEGY offre l’opportunità di partecipare a corsi di approfondimento sugli argomenti più attuali in termini di Internet e comunicazione, e, dopo il successo dei corsi già tenuti, ha deciso di offrire un vero e proprio calendario Executive Education, da cui ciascuno può scegliere il corso più in linea con le sue esigenze.

Chi siamo:
LEN STRATEGY S.r.l. si occupa della consulenza progettuale per le aziende in termini di strategia, organizzazione, marketing e vendita.

I corsi a calendario:
L’offerta formativa è composta dai seguenti corsi:

- Marketing sui motori di ricerca – le tecniche SEM evolute: l’utilizzo di programmi di marketing sui motori di ricerca come Google AdWords e Yahoo! Search Marketing per operazioni di keyword advertising e content targeting.

- Online Reputation Management – cosa dicono i tuoi clienti di te?: gli strumenti e le piattaforme dalle quali nasce il dialogo tra gli utenti, i rischi e le opportunità che ne derivano per le aziende.

- Facebook for Business – come approcciare il fenomeno social network: le caratteristiche, gli strumenti, gli scenari di sviluppo e le potenzialità per le aziende del social network Facebook.

- Consumer Database – conosci i tuoi clienti in un database in chiave marketing: le logiche di customer database come strumento per le aziende nella corretta gestione delle relazioni con i clienti.

A chi è rivolto il corso:
Alle aziende, ai professionisti e a tutti coloro che desiderano approfondire le proprie conoscenze in ambito di Internet e comunicazione.

Date e durata dei corsi:
Ciascun corso è concentrato in una giornata intera, sempre il venerdì.

Marketing sui motori di ricerca – le tecniche SEM evolute:
- 6 novembre 2009

Online Reputation Management:
- 20 novembre 2009
- 4 dicembre 2009

Facebook for Business
- 6 novembre 2009
- 4 dicembre 2009

Consumer Database
- 20 novebre 2009

Le sedi del corso:
I corsi si svolgeranno a Parma, presso il Grand Hotel de la Ville e l’Hotel Parma e Congressi. Per maggiori informazioni, consulta la scheda dellevento che ti interessa!

In più:
Il pacchetto del corso comprende il materiale didattico, l’accesso alla web library e agli approfondimenti, e una settimana di assistenza gratuita da parte da parte dei docenti e del loro staff dopo il corso, per applicare immediatamente quanto appreso alla propria attività lavorativa.

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