2010
9
luglio

Twitter e il business, parte Earlybird

Earlybird. E’ questa l’ultima idea di Twitter per iniziare a capitalizzare in termini di business tutta la popolarità e l’utenza che si è aggregata attorno al popolare servizio di microblogging. E’ molto semplice e lineare, e parlando di Twitter non poteva essere altrimenti. Si tratta di un account in cui verrano presentate delle offerte istantanee, visibili naturalmente ai follower di quell’account.

In fondo l’idea mette insieme alcune intuizioni innovative che hanno caratterizzato il panorama recente dell’e-commerce e del microblogging:

1. L’interessante case history di Dell (e di altre aziende), che usa il suo account Twitter per proporre delle offerte istantanee ai propri follower.

2. Il modello di business di Woot, il negozio di e-commerce che offre un solo prodotto al giorno ad un prezzo basso, in totale controtendenza con tutti gli e-commerce del mondo, che cercano nella completezza dell’offerta il vantaggio competitivo.

3. Il semplice ragionamento che, almeno per ora, il successo su Twitter si possa misurare in base al numero di follower, alla vastità della platea. Se Twitter, riesce a creare un’ampia platea che si raduni sotto un canale ufficiale, in fondo si troverà a vendere contatti commerciali, come tutte le società che vendono spazi su Internet.

Ad oggi, questi contatti sono 28543. Ed il tassametro corre. Bisogna vedere quanto correranno le conversioni.

P.s. Leggete le Faq su Earlybird, assolutamente: sono il solito capolavoro di scrittura per il web made in Twitter.

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2008
7
maggio

E-bay prova ad evolversi: la direzione è il centro commerciale elettronico?

Leggiamo sull’edizione online del Corriere della Sera che EBay ha realizzato numerosi cambiamenti nel suo sistema di aste online, che saranno implementati a partire dal 3 giugno. Nodo centrale del rinnovamento è il nuovo motore di ricerca: la ricerca non si fermerà solo ai titoli delle inserzioni, ma prenderà in considerazione – tramite una serie di filtri interattivi – parametri quali la marca, il modello, il colore o la taglia. Novità anche per i risultati, che saranno ordinati secondo rilevanza e non più solo in base alla data dell’inserzione.

Cambiamenti in vista anche per i venditori. Vengono introdotti infatti due nuovi concetti di negozio – Plus e Premium: inoltre le inserzioni costeranno meno (anche 1 centesimo per i negozi Premium, contro la media attuale di 1 euro) e sono previsti ribassi per le commissioni trattenute da eBay su ogni vendita.

Insomma, EBay sembra voler incentivare le inserizioni multiple e la realizzazione di centri di vendita (i cosidetti Power Seller, ad esempio) per aumentare il tasso di fiducia verso chi propone la vendita di oggetti, seguendo peraltro una strategia tipica del sito d’aste a partire dall’introduzione del meccanismo dei feedback. In questa maniera, tuttavia, il modello di EBay sembra avvicinarsi a quello di un e-commerce tradizionale, una sorta di centro commerciale popolato di tanti negozi diversi per dimensione, prodotti trattati e reputazione. Che sia la conseguenza della sempre maggior fiducia degli acquirenti verso la vendita online, ormai da tempo fenomeno di massa e non più di nicchia?

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