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	<title>Internet Marketing Experience &#187; dati di registrazione</title>
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	<description>Novità, metodologie e consigli su come utilizzare gli strumenti della comunicazione in Internet.</description>
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		<title>Landing page efficaci &#8211; puntata 5 &#8211; i dati di registrazione &#8211; criteri generali e casi</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jan 2009 14:03:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>internetmarketingexperience</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se l&#8217;obiettivo di conversione è la raccolta di dati dell&#8217;utente (a partire dall&#8217;e-mail), una delle decisioni più critiche è: quante e quali informazioni chiedo all&#8217;utente? 
Da un lato, è naturale che un database completo di nome, cognome, sesso, età, indirizzo, telefono, e-mail, etc&#8230; sia un&#8217;ottima base per attività mirate di direct marketing e CRM. Ma dall&#8217;altro, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se l&#8217;obiettivo di conversione è la raccolta di dati dell&#8217;utente (a partire dall&#8217;e-mail), una delle decisioni più critiche è: <strong>quante e quali informazioni chiedo all&#8217;utente? </strong></p>
<p>Da un lato, è naturale che un database completo di nome, cognome, sesso, età, indirizzo, telefono, e-mail, etc&#8230; sia un&#8217;ottima base per attività mirate di direct marketing e CRM. Ma dall&#8217;altro, lo sappiamo benissimo, gli utenti non hanno nessuna voglia di lasciare quei dati in giro, o, se non altro, non hanno tempo per compilare lunghi form. E&#8217; necessario vedere la questione da questo di vista: <strong>su Internet, la maggior parte dei servizi si pagano con i propri dati personali.</strong> Intendiamoci, non è nulla di rivoluzionario, ma spesso viene dimenticato.</p>
<p>Pertanto, se vogliamo chiedere un lauto &#8220;pagamento&#8221; da parte del nostro utente, dobbiamo dargli in cambio qualcosa considerato di alto valore.</p>
<p>Provate a guardare questa landing page di una campagna del wall street institute:<br />
<a href="http://www.wallstreet.it/offerte-speciali/verifica-il-tuo-inglese-gratis.php">http://www.wallstreet.it/offerte-speciali/verifica-il-tuo-inglese-gratis.php</a></p>
<p>Se siete interessati ad un corso d&#8217;inglese, probabilmente siete interessati a ricevere un test di autovalutazione&#8230; E <strong>se vi siete impegnati a realizzare il test </strong>(per la verità forse un po&#8217; lungo per le dinamiche del web, ma del resto bisognava mantenere un&#8217;idea di serietà dell&#8217;operazione) <strong>di sicuro vorrete sapere il risultato&#8230;</strong> Solo se vi registrate, naturalmente. In questo caso, la richiesta di altri dati, oltre l&#8217;e-mail, è del tutto giustificata, e scoraggerà un numero limitato di utenti&#8230;</p>
<p><strong>Un&#8217;altra arma fondamentale per indurre l&#8217;utente a lasciare i propri dati personali è la trasparenza.</strong> Il principale timore di chi lascia i propri dati personali, infatti, è legato all&#8217;ignoto, all&#8217;impossibilità di sapere come verranno utilizzati. In questo caso, Activia (<a href="http://www.activia.it/Registrazione/default.aspx">http://www.activia.it/Registrazione/default.aspx</a>) lega efficacemente il concetto di programma regolarità con la cadenza della newsletter, chierendo fin da subito cosa succederà lasciando la propria e-mail. Poi, per la verità, la seconda pagina (obbligatoria) del form di registrazione non è altrettanto trasparente e temo possa far diminuere significativamente il tasso di conversione&#8230; Per questo motivo, <strong>le landing page che funionano non sono quelle che tendono tranelli agli utenti, ma che li informano in maniera trasparente</strong> (anche sulle politiche di privacy). Funzionano non soltanto in termini di tasso di conversione, ma anche di &#8220;qualità&#8221; del contatto ottenuto.
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