2009
23
settembre

Blog come strumento business – Come e perchè – Part 2

Riecco il Geom Alfieri, per servirvi;-) Riprendiamo da dove ci eravamo lasciati:

Vi abbiamo dato 7 buoni motivi per considerare un “Blog” un valido strumento business… vi siete convinti? No eh!? Lo sapevo.  E’ una vitaccia convincervi e le osservazioni che molti sollevano sono comuni e in qualche modo assolutamente pertinenti e condivisibili.

blog-header-500La prima osservazione: “Bloggare” è un attività dannatamente pesante, che richiede tempo, risorse e disciplina, senza all’apparenza portare ritorni immediati (vivere bloggando è un mito americano riuscito a pochissimi talentuosi individui). Ci sono settimanali online che faticano a publicare articoli interessanti ed a fidelizzare i propri lettori. Perchè allora un azienda dovrebbe farlo?

Risposta del Geom: Vi abbiamo spiegato che Blogging è il primo piolo di una scala ben più alta nel magico mondo di SMM (Social Media Marketing).Guardatevi intorno, molti prevedono che tra qualche anno tutti i siti istituzionali più importanti saranno strutturati od integrati con piattaforme di dialogo. Dialogare… che dramma! Trovarsi su di un palco, dove avvengono scambi alla luce del sole ed è possibile che la natura di quegli scambi stessi sia una variabile determinante di scelta dei vostri potenziali clienti. Possibile al limite del “probabile”.

Molti dei vostri futuri clienti, i più giovani, già considerano la partecipazione dinamica e gli strumenti di condivisione online come assodati. Basta dare un occhiata a certi blog di download, forum sportivi, videogiochi o a come usano e-bay e altre piattaforme cui la valutazione e la reputazione dei servizi ricevuti è sacrosanta. Credete che a loro possa bastare un banner ed un sito statico?  Prepararsi quindi… la strada inizia sempre dal contenuto come valore aggiunto.

Seconda osservazione: Ma se non riesco a creare interazione col cliente nel mio blog, sto solo perdendo tempo e faccio pure la figura di chi se la suona e se la canta da solo!

Risposta del Geom:Nobody said it’s gonna be easy” ma una qualsiasi piattaforma di Blog, se ben indicizzata porta inevitabilmente utenti interessati sulle sue pagine. L’opportunità arriva quindi, bisogna saperla sfruttare e ciò che proponete è inevitabilmente la chiave per fidelizzare. Ma non finisce qui! Un utente, anche di passaggio, vi fornisce informazioni e queste sono importantissime per voi. Con i plugins (applicazioni aggiuntive da inserire nel pannello di admin del Blog) avete strumenti per sapere per esempio chi è entrato, cosa cercava (quale parola chiave interessava), da dove veniva, dove si è soffermato e per quanto.  Esistono inoltre altri strumenti di “integrated intelligence” che permettono di avere informazioni ancora più specifiche, e, come dice Mike Clough nel suo articolo ”The new Small Business Super-Strategy – (leggetelo! è interessantissimo)

I responsabili di piccole aziende che sapranno assimilare, gestire e utilizzare le informazioni dei propri clienti per adattare le proprie strategie saranno in una posizione privilegiata per dominare il (proprio) mercato“.

Ultima osservazione: Ma la raccolta strategica di queste informazioni la posso fare anche dal mio sito, che bisogno c’è di aprire un Blog?

Risposta del Geom: Verissimo! Ma torniamo a ciò che dicevamo nel precedente articolo: “Un blog è dinamico, con contenuti sempre nuovi che attirano ricerche specifiche (e sempre nuovi utenti) ma anche flessibile graficamente e strutturalmente grazie a API e plugins (gratuiti!), inserimento di video, podcast, presentazioni in “slideshare”, sondaggi, postare articoli su Facebook, Twitter, aggregatori e molto altro. Sono queste attività che stimolano coinvolgimento ed interesse, portano contatti ed informazioni nuove, analizzabili strategicamente. Lo potete fare anche da un sito istituzionale, ma a meno che non abbiate un webmaster incatenato sotto la scrivania come schiavo personale, farete molta più fatica. Noi in LEN STRATEGY abbiamo fatto esattamente questo, sito istituzionale e due Blog di riferimento a supporto. Infatti non scordate che è possibile abbinare un Blog al vostro sito istituzionale attraverso links (collegamenti) per portare traffico dove volete. Capite bene che se cercate di analizzare il comportamento dei vostri clienti il blog resta lo strumento da scegliere.

Altre osservazioni?

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2009
15
settembre

Blog come strumento business – Perchè e come…

Greetings, sono il Geom Alfieri, sono nuovo qui, quindi trattatemi bene ;-)

Oggi parliamo di un pilastro portante di S.M.M. (Social Media Marketing): “Blogging” (scrivere su Blog).

Social Media Marketing si basa sulle famose “4 C“: Contenuto, Contesto, Connettività e Comunità (scimiottando le 4 P di Kotleriana memoria, product, place, price e promotion).

Il grande errore che molte aziende fanno è quella di puntare direttamente a strumenti come Facebook (Social Media) o Twitter (Micro-blogging) o YouTube (Video cast) semplicemente mettendo qualche stupido banner o video pubblicitario e sperando che del business si materializzi con l’intervento divino. Spreco di soldi e tempo, ma soprattutto un’opportunità gettata al vento. (Cit.)

Il nostro consiglio invece è quello di procedere per gradi, seguendo un ordine logico e strategico che contempli le 4 C fondamentali per Social Media Marketing. Infatti, in una ideale gerarchia di strumenti a disposizione, (che vedremo), Blogging è lo strumento più potente e penetrante per creare “Contenuto, Contesto, Connettività per arrivare infine ad una comunità di utenti fidelizzati”.

I poster statici e i monologhi televisivi alla Cesare Cadeo hanno costi alti e bassissimi “Ritorni”. Online infatti è un gioco alla pari Aziende-clienti, dove utenti non subiscono più passivamente ma interagiscono, dialogano alla pari. Un banner è un insulto per questa gente! Ogni approccio dovrebbe sempre partire da contenuti.

In parole povere…Cosa è un Blog?

Un Blog è un sotfware, l’evoluzione Web 2.0 di un diario di bordo e permette a chiunque di postare (scrivere) contenuti di qualsiasi genere, solitamente con piglio informale e diretto. Articoli e contenuti si susseguono in ordine cronologico e resteranno sempre online (a meno che non decidiate il contrario, il controllo è vostro).

Perchè usare un Blog? Vi diamo 7  buoni motivi:

1) E’ laborioso pubblicare o modificare contenuti in un web site, nei blog è questione di secondi ed è estremamente facile (non serve una laurea in informatica).

2) Software per blog sono gratuiti e pratici. Noi consigliamo: http://it.wordpress.com/ dategli un occhiata; è più semplice di quel che si pensi. E’ inoltre possibile strutturare un Blog come un sito Web, godendosi i vantaggi qui sotto:

3) Google ed i motori di ricerca AMANO piattaforme Blog, a differenza di molti siti web. Ottimi quindi in funzione S.E.O. sia in termini di frequenza aggiornamenti che nello “sfruttare” collegamenti url esterni per incrementare traffico e “ranking”. Inoltre ad ogni articolo si associano TAG (parole chiave) che saranno sempre ricercabili anche in futuro. I blog potenzialmente garantiscono ottimi risultati “organici” ma ben si adattano ai meccanismi di promozione “Siti Sponsorizzati” di Google tipici di campagne S.E.M.

4) Un blog inoltre è in grado di lavorare anche sul piano “emozionale” ed “esperienziale” in modi inarrivabili per statici siti aziendali. Concludendo, con questo strumento si lavora sule 4C per acquisire velocemente visibilità, traffico, “ranking” in ricerca e mantenere alto l’interesse e fidelizzare. Fatevi consigliare all’inizio, una volta capiti i trucchi lo farete da soli facilmente.

5) I Blog hanno delle funzionalità potenti per divulgarne i contenuti, fidelizzare un alto numero di lettori interessati, aprire un dialogo diretto con loro (attraverso commenti, raccomandazioni e coinvolgimento). Difficile trovare strumenti altrettanto potenti in un normale sito web.

6) I Blog portano i vostri contenuti (interessanti) in giro per l’etere senza che voi muoviate un dito. Se i contenuti interessano, saranno i vostri stessi clienti a spingere il Blog in modo virale, anche usando strumenti che voi non usate, portando il vostro Brand in luoghi nuovi, gratuitamente. Esistono “plugins” per automatizzare la notifica di nuovi contenuti in strumenti di Social Media (noi usiamo e consigliamo http://sharethis.com/)

7) I Blog sono dialoghi, modi per interagire con potenziali clienti, strumenti spettacolari di “Test Marketing” o “One to one marketing” . I feedback dei vostri clienti arrivano autentici, spontanei e veri e diventano una risorsa invidiabile per la vostra pianificazione strategica.

Articolo disponibile anche su “Diario di un Arrotino 2.0”.

Spero vi sia piaciuto questo articolo, un pò lunghino eh? Beh, nel mio prossimo parleremo di come iniziare ad usare un Blog, come partire e cosa fare.

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2009
19
maggio

Fenomeno blog: qualche numero

Si sente ripetere continuamente che  i blog sono uno dei fenomeni principali del web 2.0. Una recente ricerca di Emarketer ne ha delineato i contorni in maniera precisa, confermando che non si tratta del risultato di una tendenza passeggera, ma che stanno diventando una realtà consolidata, sempre più influente nella vita degli utenti Internet.

Negli Stati Uniti, il 14% della popolazione Internet gestisce un proprio blog che aggiorna almeno una volta al mese: si tratta complessivamente di 28 milioni di persone, che, si stima, diventeranno 37,6 entro il 2013.

Fonte: Emarketer.com

Fonte: Emarketer.com

Ma naturalmente, la questione non riguarda soltanto gli scrittori, ma pure i lettori. Già oggi, il 48,5% degli utenti statunitensi legge almeno un blog una volta al mese: questa quota è destinata a salire fino al 58% nel 2012, per un totale di 128 milioni di persone.

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2009
6
gennaio

Il futuro del web 2.0

Ritorniamo nel 2009 con uno spunto di riflessione (oltre che con gli auguri per tutti, naturalmente). Nel web 2.0 stiamo assistendo a quegli stessi fenomeni che hanno interessato Internet ed il web?

In primo luogo, parlo del fenomeno della concentrazione dell’offerta. Internet, per le sue caratteristiche sostanziali, non può che essere il regno delle start-up, il paradiso delle basse barriere all’entrata, l’eden del business verso le nicchie. Ma proiettando la prospettiva dal breve al medio periodo, e focalizzando l’attenzione sui servizi web, non assistiamo forse alla concentrazione dell’offerta in oligopoli o monopoli? Basta pensare al mercato dei motore di ricerca (che ormai è un mercato DEL motore di ricerca…).

Le indiscrezioni su Microsoft che vuole acquistare Facebook, su Facebook che vuole acquistare Twitter, da cui ha “copiato” il format del microblogging, e così via, sembrano effettivamente far intuire che il mercato vada in questa direzione.

Del resto, per quanto riguarda il social networking, si tratta di prodotti di rete per eccellenza, il cui valore per il cliente aumentare all’aumentare del numero di utilizzatori. Mi iscrivo su Facebook, “pago” con i miei dati personali, mi guardo i banner, clicco sugli annunci, perché ci sono i miei amici, i compagni delle medie, gli amici degli amici che voglio conoscere, etc.. Ed è naturale che, quando il prodotto social network diventa sempre più maturo, e quindi attraente non solo per gli early adopeter, il fattore della numerosità degli utilizzatori gioca un ruolo sempre più importante nella scelta degli utenti, rispetto, ad esempio, alle caratteristiche tecniche o di usabilità che avevano attirato i pioneri del servizio. Che ne pensate? Avremo un solo social network, in cui tutti scriveranno e caricheranno materiale?

Intanto, nascono le applicazioni (vedi l’italiana Hello Txt), in grado di postare su tutti i network contemporaneamente….

C’è chi ipotizza persino che Facebook sia in grado di concentrare su di sé l’offerta di altri servizi Internet: posta elettronica, photo e video sharing, blogging, micro-blogging, petition on-line, etc…

Del secondo fenomeno parleremo nei prossimi giorni.
Buona epifania, intanto.

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