99% è questa la stima fatta dal Financial Times sulla probabilità di vedere Google ed i suoi servizi nel mercato del web cinese.
Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, l’aveva definita come la “relazione bilaterale più importante del mondo“, ma in questi ultimi tempi, complici le molteplici azioni di hackeraggio i rapporti tra le due nazioni e soprattutto tra un’azienda leader mondiale nei motori di ricerca e nei servizi correlati come Google, e un governo rigido e radicato, pieno di ombre come quello Cinese; il nodo politico rimane quindi il principale ostacolo tra la casa di Mountain View ed il mercato cinese.
Qualche giorno fa, il CEO Eric Shmidt, sembrava fiducioso sugli esiti degli utlimi colloqui con le autorità cinesi, ma il diappunto sembra prevalere su tutto:” Ci dispiacerebbe molto abbandonare il mercato cinese, ma Google non applicherà più filtri o censure nel mercato cinese”.
Di rimando, il ministro all’industria cinese, Li Yizhong, dopo i complimenti a Google per il raggiungimento del 30% della quota di mercato, ha commentato in modo poco benevolo le utlime vicessitudini dichiarando che: “se non si rispettano le leggi cinesi, si è irresponsabili e ostili, e si devono affrontare le conseguenze”.
E probabilmente è quello che avevano intenzione di fare già da tempo, forse l’attaco è stato solamente il punto di partenza per la “liberazione” del proprio mercato da fonti esterne come ad esempio l’oscuramento totale youtube, facebook, twitter, blogger e per completare il tutto sembra proprio che la ciliegina sulla torta sia Google.
In questo modo, Pechino e le sue imprese diventano padroni del più grande mercato interent del mondo sul piano del numero di utenti, circa 400 milioni. Tolto bigG, Baidu ed i suoi servizi, diventeranno padroni nei motori di ricerca, yahoo e bingo sono sotto il 3%, e la presenza delle aziende esterne si riduce notevolmente in quanto Amazon arriva appena all’8% nel mercato B2C Retail, Elong (Expedia) circa il 10% sul mercato dei voli, mentre MSN sfiora il 4% nel mercato delle chat. Da tutto questo si evince che la Cina ha ormai il pieno controllo su tutti i contenuti pubblicati nel proprio paese con la facoltà di censurare a proprio piacimento tutti i contenuto messi in rete; d’altra parte però le aziende straniere avrebbero buoni motivi per non investire o smettere di investire nel mercato on line cinese. Si rischia così di creare un precedente molto pericoloso per tutto il mondo del web e della liberalizzazione dei contenuti on line.
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Il futuro dell’internet marketing in Cina si chiama Baidu, il motore di ricerca mandarino, che controlla quasi il 60% del mercato online cinese. Se si considera che attualmente gli internauti cinesi sono 384 milioni, e che questo numero è destinato ad aumentare nei prossimi anni (data anche la delicata situazione con Google.cn), le prospettive per Baidu sono decisamente positive.



