2010
5
febbraio

San Valentino e l’idea (virus) regalo: M&M’s, Heineken e i viral gift

Mancano solo 9 giorni a San Valentino, la festa degli innamorati. La competizione per le idee regalo è già partita, naturalmente: basta dare un’occhiata alla pagina dei risultati di Google per capirlo.

In questi momenti, si sa, paga la tradizione: il viaggio, la cena, i cioccolatini, i fiori, i gioielli, i peluche, e tutto il resto. Ma c’è chi riesce ad innovare. La prima idea regalo per un dolce San Valentino sono gli M&M’s. Per vedere realizzarsi un San Valentino con meno baci (Perugina), la Mars Inc. punta sulla personalizzazione del suo confetto colorato: cosa c’è di meglio di una manciata di M&M’s  incisi con la vostra frase preferita? Il riferimento a me sembra evidente: Apple e i suoi iPod personalizzati, che spopolano già da qualche anno, soprattutto tra chi si scambia dolci pensieri. Per gli M&M’s con l’incisione personalizzata basta qualche euro in meno, ma serve un po’ di creatività in più, visto che lo spazio è quello che è. Nel nostro ufficio è già partito il co-buy, cogliendo anche l’occasione di un battesimo. Se vi state già fiondando su www.mymms.it (ve lo segnalo io, perché mi pare abbia grossi problemi di indicizzazione organica), sappiate che è già tardi per far l’ordine in tempo per la sera del 14 febbraio.

San Valentino M&M's

San Valentino M&M's

Ma l’idea regalo più creativa (e più virale) del San Valentino 2010 è quella di Heineken. Sul solco della sua campagna “Are you still with us?“, rivolta al target di chi è in continuo bilico tra le gioie della vita di coppia e quelle degli amici (e, in fondo, ha già scelto gli amici, con i quali si beve molta più Heineken), nasce Beer Gloss, il primo lucidalabbra al gusto di birra. Presentato in maniera magistrale su www.ayswuvalentine.com, con uno video virale che prende in giro il format degli spot sui gloss, tutti lucentezza e long lasting, è l’ennesimo investimento sul brand di un’azienda che sfrutta le leve del viral marketing seguendo l’unica via veramente efficace: quella della progettualità. Sul minisito di Heineken, si può ammirare e condividere l’ultimo viral gift, in grado si sorprendere lei e far gustare a lui il suo vero amore, e si possono anche mandare gli auguri di San Valentino brandizzati Heineken, attingendo da una comunità di amici che stanno dando la loro lettura alla festa degli innamorati, con frasi che sei sicuro di non trovare nei Baci Perugina.

Ah, il Beer Gloss sarà un investimento sul brand, ma nello store online di Heineken è davvero in vendita. A vostro rischio e pericolo, e solo per palati fini.

2010
2
febbraio

Un pò di Viral Marketing per il vostro sito web..

Oggi vediamo come il Marketing Virale,  che solitamente accompagna il lancio di un prodotto o di un marchio aziendale, possa venire in soccorso al vostro preziosissimo sito web, in fase di posizionamento sui motori di ricerca.

Come ben sappiamo le pratiche di “link building” rappresentano una prorità nel momento in cui vogliamo far ben posizionare il nostro sito web sui principali motori di ricerca sul web. Questa operazione richiede non solo determinate competenze tecnico-strategiche assimilabili con anni di pratica e aggiornamenti continui, ma anche una quantità di tempo non trascurabile. Una pratica sostitutiva alla ricerca di link che rimandino al nostro sito è far si che sia la gente a farlo per noi sfruttando il cosiddetto “effetto virale”

Vediamo insieme qualche metodo efficace per applicarlo:

1) Crea dei contenuti di valore

Creare un articolo ben scritto nei contenuti è una prerogativa fondamentale per continuare a farlo lavorare per te più e più volte. La gente vorrà linkarlo automaticamente. Un grande articolo può diventare una macchina da marketing virale.

2) Crea un breve report

Raggruppa un certo numero di tuoi articoli in un unico report di 10-25 pagine. Assicurati di includere i link ai tuoi prodotti e / o al tuo sito web. Offri questo report agli iscritti della tua newsletter o ai proprietari di siti web. Inseriscilo nelle directory di e-book. La libera distribuzione del tuo report creerà un effetto virale.

3) Scrivi un comunicato stampa

Converti uno dei tuoi articoli o altri scritti in un comunicato stampa, poi distribuiscilo ai siti gratuiti e a pagamento che si occupano di comunicati stampa. Non solo otterrai link ad alto valore da questi siti, ma i comunicati stampa ti aiuteranno a generare traffico da parte di persone interessate a te.

4) Social Media

Utilizza i siti di social media come Twitter, Facebook, YouTube e siti di social bookmarking per rendere virali i tuoi contenuti. Invece di passare il tempo a ricevere un link alla volta è possibile generare centinaia di link con questi mezzi di comunicazione sociale e di bookmarking.

5) Directory di articoli

Le più famose directory che si occupano di articoli ricevono milioni di visitatori ogni settimana. Se continuerai a scrivere e inviare articoli originali, essi continueranno a produrre, nel tempo, interessanti risultati  per te.

Se riuscirete ad applicare anche solo una buona parte di questi sei consigli, i benefici di traffico per il vostro sito web saranno tangibili e soprattutto avranno una discreta durata nel tempo.

2009
29
luglio

Le funzioni di Gmail e il marketing virale

Il lancio di Gmail è ormai un caso di marketing virale da libro di testo. La webmail firmata Google, infatti, si è diffusa inizialmente grazie al meccanismo degli inviti, creando attorno ad esso un’aura di esclusività e facendolo diffondere attraverso le reti sociali degli utenti.

Una volta raggiunto il tipping point, Google ha liberato il servizio per tutti; a quel punto, diffusosi tra gli early adopter, Gmail era pronto per entrare nel mercato di massa, con l’inviadiabile etichetta: Gmail, l’ e-mail rivoluzionaria.

Fino a qui, nulla di nuovo.

E’ però interessante notare che queste logiche di promozione continuino ad essere presenti anche in questa fase avanzata di ciclo di vita del prodotto. L’esempio più lampante è Gmail Labs, l’area che dà accesso alle funzioni avanzate di Gmail.

Sotto questa etichetta sono presenti vari piccoli strumenti. Analizziamo ad esempio il Filtro anti-gaffe di Gmail. La funzionalità viene così descritta:

Google si impegna per rendere utili le informazioni a livello mondiale. La posta che invii a tarda notte nei fine settimana potrà anche essere utile, ma è probabile che la mattina successiva ti penta di averla inviata. Metti alla prova la tua lucidità risolvendo alcuni semplici esercizi di matematica, prima di procedere. Altrimenti fatti una bella dormita e riprova la mattina dopo, a mente fresca.

Qualcuno l’ha definito in maniera geniale: il test del palloncino 2.0.

La funzione Filtro anti gaffe di Gmail è una perfetta ideavirus. Tanto da diffondersi in maniera virale.

Stamattina, occhiata al sito del Sole 24 ore. In home page, campeggia la notizia: Google, ecco la mail anti-gaffe. Eppure mi sembrava di averne già sentito parlare: è davvero una novità?

Basta una veloce ricerca (su Google, naturalmente), ed ecco le notizie, in diverse siti e blog, che risalgono fino a diversi mesi fa, compresa quella di Repubblica (non certo un covo di Geek, insomma). Nulla di nuovo, in fondo: il virus continua ad infettare.

2009
1
aprile

Fenomeni virali: i video sui robot Asimo, Big Dog e pesci anti-inquinamento

Da sempre il robot è nell’immaginario dell’uomo come rappresentazione materiale del futuro: lo dobbiamo anche ai tanti racconti di fantascienza che dipingevano un fututo popolato da esseri meccanici in grado di imitare l’uomo o gli animali. Visto che questo tema tocca una delle curiosità più profonde dell’uomo, è naturale che le novità del mondo dei robot finiscano per diventare fenomeni virali, senza che necessariamente vi sia dietro una progettazione strategica precisa.

In particolare troviamo estremamente interessanti:

  • il pesce robot per combattere l’inquinamento, che sta veramente facendo il giro della Rete (e anche di altri media, tv compresa)
  • i robot, ed in particolare Big Dog, della Boston Dynamics, progettati per scopi militari, caratterizzati da una mobilità veramente eccezionale, che fa capire quanta strada sia stata fatta nel campo dalla celeberrima caduta del robot della Honda Asimo (su cui naturalmente è partito un altro video diffusosi in maniera virale…)

Provate a cercare “Big Dog” su Google e avrete un’idea della portata della diffusione…

2008
13
giugno

Youtube introduce due nuove funzionalità orientate all’interattivo

Non sono novità assolute per altri siti di video sharing, ma da oggi anche youtube mette a disposizione alcune funzionalità potenzialmente molto interessanti.

1. L’inserimento di commenti : è ora possibile inserire da parte dell’autore brevi commenti all’interno del video che vengono visualizzati nel momento (o al secondo) che decide l’autore. Questa funzione è solo a disposizione di chi posta il video e non di altri utenti (come invece accade, per esempio, su Flickr).

2. Il link interno: è anche possibile inserire in un commento link ad altri video su youtube.

Naturalmente, la migliore presentazione di uno strumento di questo tipo è un video.

Tralatro, questa realizzazione ha tutte le possibilità di diventare un video virale: per ora siamo a 123.140 visualizzazioni…

2008
28
marzo

Le statistiche di Youtube

Leggiamo su webnews che Youtube ha messo a disposizione dei suoi utenti un servizio di statistiche, chiamato Youtube Insight.
I dati forniti da YouTube Insight riguardano principalmente la provenienza (per gli Stati Uniti c’è anche lo stato) e le abitudini di visione. Tutti i dati vengono visualizzati su una timeline che è possibile scorrere e i cui parametri possono essere modificati dinamicamente. È possibile capire gli orari in cui il video è più visitato o che versione di un video realizza più contatti e ben presto sarà anche possibile capire come ogni utente è arrivato a quel video.

Esiste anche, per gli utenti a pagamento, la funzione che consente di sapere quanti tra gli utenti che cominciano a vedere un video arrivano alla fine o solo a metà o a un quarto.

Youtube ha rivoluzionato il mondo dei video online, senza account a pagamento. Dopo l’acquisizione da parte di Google a Ottobre 2006 per la ragguardevole cifra di 1,65 miliardi di dollari, ci si è cominciati a domandare da dove possa guadagnare Youtube, che in ogni caso deve affrontare importanti costi di storage e banda, vista la dimensione dei file uplodati. Pubblicità contestuale, overlay sui video, video usati come pubblicità sui siti e guadagni condivisi con gli autori, programmi di revenue basati sulle visualizzazioni: le voci potenziali sono molte (considerando anche i concorrenti), ma non stupisce che Google cerchi altre vie per rendere più appetibile il servizio anche per chi ha interessi commerciali.
In ogni caso, al di là della situazione finanziaria di Youtube, questa notizia è una buona occasione per riflettere sulle opportunità di marketing offerte dalle piattaforme di video sharing. Come possono essere utilizzate? Che tipo di video caricheresti? Hai mai notato la pubblicità su Youtube? Ti pare efficace?