2010
2
aprile

Stracchino Nonno Nanni e gli stracchini volanti: quando i consumatori si infettano da soli (di idee virus)

Se siete utenti Facebook è probabile che il contagio sia già arrivato nella vostra rete sociale. Stiamo parlando della fan page di Facebook “Il malvagio Nonno Nanni ed il suo temibile esercito di stracchini volanti“, che scherza ovviamente su quell’originale spot televisivo che gira da un po’ di tempo in tv (lo potete guardare su Youtube). Si tratta di una trovata che ha molti tratti tipici dellideavirus:

1. è ironica e fa ridere

2. parla in maniera ermetica di un elemento comune ai membri di un gruppo sociale

3. non è un concetto chiuso, perché sulla base dello stesso si possono formulare altre battute ed elaborare altri concetti (guardate ad esempio questo video su Youtube).

Come va valutata questa fama che proviene dal basso per il brand “Nonno Nanni”? E’ da considerare una corollario della brand awarness a cui mira lo spot tv o siamo di fronte ad un potenziale problema di reputazione per questo marchio?

Probabilmente, questo piccolo caso dimostra come si possa raggiungere l’obiettivo di awarness sbagliando il tono di uno spot televisivo. E, da questo punto di vista, Internet si conferma uno strumento di feedback sulla percezione dei consumatori davvero unico.

Auguri di buona Pasqua a tutti.

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2009
29
luglio

Le funzioni di Gmail e il marketing virale

Il lancio di Gmail è ormai un caso di marketing virale da libro di testo. La webmail firmata Google, infatti, si è diffusa inizialmente grazie al meccanismo degli inviti, creando attorno ad esso un’aura di esclusività e facendolo diffondere attraverso le reti sociali degli utenti.

Una volta raggiunto il tipping point, Google ha liberato il servizio per tutti; a quel punto, diffusosi tra gli early adopter, Gmail era pronto per entrare nel mercato di massa, con l’inviadiabile etichetta: Gmail, l’ e-mail rivoluzionaria.

Fino a qui, nulla di nuovo.

E’ però interessante notare che queste logiche di promozione continuino ad essere presenti anche in questa fase avanzata di ciclo di vita del prodotto. L’esempio più lampante è Gmail Labs, l’area che dà accesso alle funzioni avanzate di Gmail.

Sotto questa etichetta sono presenti vari piccoli strumenti. Analizziamo ad esempio il Filtro anti-gaffe di Gmail. La funzionalità viene così descritta:

Google si impegna per rendere utili le informazioni a livello mondiale. La posta che invii a tarda notte nei fine settimana potrà anche essere utile, ma è probabile che la mattina successiva ti penta di averla inviata. Metti alla prova la tua lucidità risolvendo alcuni semplici esercizi di matematica, prima di procedere. Altrimenti fatti una bella dormita e riprova la mattina dopo, a mente fresca.

Qualcuno l’ha definito in maniera geniale: il test del palloncino 2.0.

La funzione Filtro anti gaffe di Gmail è una perfetta ideavirus. Tanto da diffondersi in maniera virale.

Stamattina, occhiata al sito del Sole 24 ore. In home page, campeggia la notizia: Google, ecco la mail anti-gaffe. Eppure mi sembrava di averne già sentito parlare: è davvero una novità?

Basta una veloce ricerca (su Google, naturalmente), ed ecco le notizie, in diverse siti e blog, che risalgono fino a diversi mesi fa, compresa quella di Repubblica (non certo un covo di Geek, insomma). Nulla di nuovo, in fondo: il virus continua ad infettare.

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2009
1
aprile

Fenomeni virali: i video sui robot Asimo, Big Dog e pesci anti-inquinamento

Da sempre il robot è nell’immaginario dell’uomo come rappresentazione materiale del futuro: lo dobbiamo anche ai tanti racconti di fantascienza che dipingevano un fututo popolato da esseri meccanici in grado di imitare l’uomo o gli animali. Visto che questo tema tocca una delle curiosità più profonde dell’uomo, è naturale che le novità del mondo dei robot finiscano per diventare fenomeni virali, senza che necessariamente vi sia dietro una progettazione strategica precisa.

In particolare troviamo estremamente interessanti:

  • il pesce robot per combattere l’inquinamento, che sta veramente facendo il giro della Rete (e anche di altri media, tv compresa)
  • i robot, ed in particolare Big Dog, della Boston Dynamics, progettati per scopi militari, caratterizzati da una mobilità veramente eccezionale, che fa capire quanta strada sia stata fatta nel campo dalla celeberrima caduta del robot della Honda Asimo (su cui naturalmente è partito un altro video diffusosi in maniera virale…)

Provate a cercare “Big Dog” su Google e avrete un’idea della portata della diffusione…

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2008
13
giugno

Youtube introduce due nuove funzionalità orientate all’interattivo

Non sono novità assolute per altri siti di video sharing, ma da oggi anche youtube mette a disposizione alcune funzionalità potenzialmente molto interessanti.

1. L’inserimento di commenti : è ora possibile inserire da parte dell’autore brevi commenti all’interno del video che vengono visualizzati nel momento (o al secondo) che decide l’autore. Questa funzione è solo a disposizione di chi posta il video e non di altri utenti (come invece accade, per esempio, su Flickr).

2. Il link interno: è anche possibile inserire in un commento link ad altri video su youtube.

Naturalmente, la migliore presentazione di uno strumento di questo tipo è un video.

Tralatro, questa realizzazione ha tutte le possibilità di diventare un video virale: per ora siamo a 123.140 visualizzazioni…

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2008
28
marzo

Le statistiche di Youtube

Leggiamo su webnews che Youtube ha messo a disposizione dei suoi utenti un servizio di statistiche, chiamato Youtube Insight.
I dati forniti da YouTube Insight riguardano principalmente la provenienza (per gli Stati Uniti c’è anche lo stato) e le abitudini di visione. Tutti i dati vengono visualizzati su una timeline che è possibile scorrere e i cui parametri possono essere modificati dinamicamente. È possibile capire gli orari in cui il video è più visitato o che versione di un video realizza più contatti e ben presto sarà anche possibile capire come ogni utente è arrivato a quel video.

Esiste anche, per gli utenti a pagamento, la funzione che consente di sapere quanti tra gli utenti che cominciano a vedere un video arrivano alla fine o solo a metà o a un quarto.

Youtube ha rivoluzionato il mondo dei video online, senza account a pagamento. Dopo l’acquisizione da parte di Google a Ottobre 2006 per la ragguardevole cifra di 1,65 miliardi di dollari, ci si è cominciati a domandare da dove possa guadagnare Youtube, che in ogni caso deve affrontare importanti costi di storage e banda, vista la dimensione dei file uplodati. Pubblicità contestuale, overlay sui video, video usati come pubblicità sui siti e guadagni condivisi con gli autori, programmi di revenue basati sulle visualizzazioni: le voci potenziali sono molte (considerando anche i concorrenti), ma non stupisce che Google cerchi altre vie per rendere più appetibile il servizio anche per chi ha interessi commerciali.
In ogni caso, al di là della situazione finanziaria di Youtube, questa notizia è una buona occasione per riflettere sulle opportunità di marketing offerte dalle piattaforme di video sharing. Come possono essere utilizzate? Che tipo di video caricheresti? Hai mai notato la pubblicità su Youtube? Ti pare efficace?

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