2009
28
ottobre

La morte su Facebook

Se frequentate un forum o una community online lo sapete già benissimo: le occasioni di “comunicazione” effettiva tra la vita reale e la vita virtuale sono ben definite.
Pubblichiamo le nostre foto, pubblichiamo le foto della nostra scrivania, pubblichiamo il nostro desktop, organizziamo un ritrovo, partecipiamo insieme a quell’evento, etc… Così come, quando la vita reale prende il sopravvento su quella virtuale, si innescano sempre meccanismi particolari. A volte, c’è qualcuno che si scusa:

“Mi dispiace ragazzi, ma il forum mi ha preso troppo e non riesco più a gestirlo nella mia vita: ho deciso che da domani non posto più”.

Molto più spesso, però, la decisione di mollare avviene all’improvviso, e da un giorno all’altro un utente attivo sparisce. E allora gli altri si chiedono:

“Che fine ha fatto? Qualcuno lo conosce?”.

E, tra le diverse ipotesi, c’è sempre qualcuno che la butta lì, scherzando:

“E se fosse morto”?

Il dubbio però fa molto presto a diffondersi, e la comunità si rende presto conto che se quella persona fosse morta, i membri forse non lo verrebbero a sapere.

Poi, naturalmente, ci sono volte in cui qualcuno muore davvero. In base alle situazioni, tra il silenzio dell’ignara comunità online di cui faceva parte, o magari tra le lacrime di chi aveva creato relazioni virtuali con lui, e che è venuto a sapere da qualcuno che fa da ponte tra reale e virtuale (un amico, un parente, etc…)

Provate ad applicare queste logiche a Facebook.
facebook_logo

1. E’ la più grande comunità online al mondo.

2. Per come è costruito, tende a replicare le reti sociali offline, e poi eventualmente ad allargarle, invece che crearle ex-novo. In breve, quando apri il tuo account su Facebook, per prima cosa cerchi di collegarti alle persone che già conosci offline.

Il morire su Facebook non poteva non essere gestito. E infatti lo è. Si può morire su Facebook, ma solo se si è morti nella vita reale.

http://www.facebook.com/help/contact.php?show_form=deceased.  A questo link trovate il form che, per dirla a livello tecnico, serve a trasformare un account utente in un account commemorativo.

E che ci fa ricordare di quanto la vita online e la vita offline stiano diventando una cosa sola.
Quando una persona muore, la sua presenza non ci abbandona del tutto, e resta un luogo in cui possiamo andare a trovarla. Allo stesso modo, morire online non significa sparire, ma diventare un oggetto di commemorazione. Una lapide 2.0.

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2009
21
ottobre

Calendario corsi Executive Education Internet Marketing

Per progettare una strategia di comunicazione efficace e di successo è fondamentale essere continuamente aggiornati sulle ultime tendenze e gli scenari di sviluppo del marketing online.
LEN STRATEGY offre l’opportunità di partecipare a corsi di approfondimento sugli argomenti più attuali in termini di Internet e comunicazione, e, dopo il successo dei corsi già tenuti, ha deciso di offrire un vero e proprio calendario Executive Education, da cui ciascuno può scegliere il corso più in linea con le sue esigenze.

Chi siamo:
LEN STRATEGY S.r.l. si occupa della consulenza progettuale per le aziende in termini di strategia, organizzazione, marketing e vendita.

I corsi a calendario:
L’offerta formativa è composta dai seguenti corsi:

- Marketing sui motori di ricerca – le tecniche SEM evolute: l’utilizzo di programmi di marketing sui motori di ricerca come Google AdWords e Yahoo! Search Marketing per operazioni di keyword advertising e content targeting.

- Online Reputation Management – cosa dicono i tuoi clienti di te?: gli strumenti e le piattaforme dalle quali nasce il dialogo tra gli utenti, i rischi e le opportunità che ne derivano per le aziende.

- Facebook for Business – come approcciare il fenomeno social network: le caratteristiche, gli strumenti, gli scenari di sviluppo e le potenzialità per le aziende del social network Facebook.

- Consumer Database – conosci i tuoi clienti in un database in chiave marketing: le logiche di customer database come strumento per le aziende nella corretta gestione delle relazioni con i clienti.

A chi è rivolto il corso:
Alle aziende, ai professionisti e a tutti coloro che desiderano approfondire le proprie conoscenze in ambito di Internet e comunicazione.

Date e durata dei corsi:
Ciascun corso è concentrato in una giornata intera, sempre il venerdì.

Marketing sui motori di ricerca – le tecniche SEM evolute:
- 6 novembre 2009

Online Reputation Management:
- 20 novembre 2009
- 4 dicembre 2009

Facebook for Business
- 6 novembre 2009
- 4 dicembre 2009

Consumer Database
- 20 novebre 2009

Le sedi del corso:
I corsi si svolgeranno a Parma, presso il Grand Hotel de la Ville e l’Hotel Parma e Congressi. Per maggiori informazioni, consulta la scheda dell’evento che ti interessa!

In più:
Il pacchetto del corso comprende il materiale didattico, l’accesso alla web library e agli approfondimenti, e una settimana di assistenza gratuita da parte da parte dei docenti e del loro staff dopo il corso, per applicare immediatamente quanto appreso alla propria attività lavorativa.

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2009
18
settembre

Community marketing: come costruire una comunità online – puntata 3

Dopo avere affrontato l’analisi strategica (v. puntata 1) possiamo concentrarci sulla fase di progettazione. A tal fine è fondamentale stabilire quale genere di community intendiamo creare.  E’ possibile identificare diverse tipologie, determinate da un lato dalla motivazione e dall’interesse mostrato dagli utenti verso la community e dall’altro dai valori del brand e del business intorno ai quali ruota la community stessa.
Incrociando queste variabili possiamo definire le seguenti tipologie:

1. community basate sulla fedeltà, finalizzate a creare relazioni fedeli con i membri e i clienti attuali e potenziali;

2. community basate sull’entusiasmo, composte da membri che condividono una passione legata al brand dell’azienda;

3. community basate sullo sviluppo condiviso di nuovi prodotti: mettono in relazione soggetti coinvolti nello sviluppo di nuove attività aziendali, sia interni che esterni all’azienda;

4. community basate sugli eventi, finalizzate a raccogliere adesioni per un evento e creare una comunità di partecipanti per più eventi;

5. community di formazione, sia interna all’azienda, sia rivolta ai clienti finali o al trade per l’utilizzo ottimale dei prodotti e dei servizi;

6. community di supporto ai prodotti, centrate all’assistenza post-vendita o per la rete vendita.

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2009
23
gennaio

Appuntamenti online, il business duraturo

Leggiamo su Emarketer un interessante articolo sul mondo dei siti di dating online, probabilmente una delle prime forme assimilabli ai social network.

I dati ci dicono che l’utilizzo di questi servizi online è in leggero calo, ma che sono in aumento le entrate. Insomma, si tratta di un fenomeno interessante perché è uno dei pochi servizi Internet per cui gli utenti paiono ben disposti a pagare (a differenza dei social network, ad esempio, o dei servizi di photo e video sharing, chi più chi meno in difficoltà nella trasformazione del loro potenziale in business).

In particolare l’aumento (effettivo ed atteso) è presentato in queste proporzioni:

Emarketer.com
Fonte: Emarketer.com

Parte del successo di questi servizi è spiegabile grazie all’efficacia con cui riescono a colpire diverse nicchie di mercato: come emerge da uno studio di Consumer Search, esistono i servizi per ebrei, musulmani, cristiani, afroamericani, senior, e persino persone affette da malattie croniche (per chi fosse interessato, si tratta rispettivamente di JDate.com, MusilmDating.net, ChristinaSingles.com, SeniorFriendFinder.com, BlackSingles.com e Prescription4Love.com).

Si tratta, quindi, di un modello in fondo diverso da quello dei social network “generalisti”, e anche non corrispondente ai social network tematici (come Linkedin); li definirei piuttosto comunità goal-oriented, il cui valore non è tanto legato al numero di partecipanti, ma alle caratteristiche e agli obiettivi degli stessi.

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2009
6
gennaio

Il futuro del web 2.0

Ritorniamo nel 2009 con uno spunto di riflessione (oltre che con gli auguri per tutti, naturalmente). Nel web 2.0 stiamo assistendo a quegli stessi fenomeni che hanno interessato Internet ed il web?

In primo luogo, parlo del fenomeno della concentrazione dell’offerta. Internet, per le sue caratteristiche sostanziali, non può che essere il regno delle start-up, il paradiso delle basse barriere all’entrata, l’eden del business verso le nicchie. Ma proiettando la prospettiva dal breve al medio periodo, e focalizzando l’attenzione sui servizi web, non assistiamo forse alla concentrazione dell’offerta in oligopoli o monopoli? Basta pensare al mercato dei motore di ricerca (che ormai è un mercato DEL motore di ricerca…).

Le indiscrezioni su Microsoft che vuole acquistare Facebook, su Facebook che vuole acquistare Twitter, da cui ha “copiato” il format del microblogging, e così via, sembrano effettivamente far intuire che il mercato vada in questa direzione.

Del resto, per quanto riguarda il social networking, si tratta di prodotti di rete per eccellenza, il cui valore per il cliente aumentare all’aumentare del numero di utilizzatori. Mi iscrivo su Facebook, “pago” con i miei dati personali, mi guardo i banner, clicco sugli annunci, perché ci sono i miei amici, i compagni delle medie, gli amici degli amici che voglio conoscere, etc.. Ed è naturale che, quando il prodotto social network diventa sempre più maturo, e quindi attraente non solo per gli early adopeter, il fattore della numerosità degli utilizzatori gioca un ruolo sempre più importante nella scelta degli utenti, rispetto, ad esempio, alle caratteristiche tecniche o di usabilità che avevano attirato i pioneri del servizio. Che ne pensate? Avremo un solo social network, in cui tutti scriveranno e caricheranno materiale?

Intanto, nascono le applicazioni (vedi l’italiana Hello Txt), in grado di postare su tutti i network contemporaneamente….

C’è chi ipotizza persino che Facebook sia in grado di concentrare su di sé l’offerta di altri servizi Internet: posta elettronica, photo e video sharing, blogging, micro-blogging, petition on-line, etc…

Del secondo fenomeno parleremo nei prossimi giorni.
Buona epifania, intanto.

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2008
22
settembre

Social network: i dati del fenomeno

Leggiamo su Emarketer alcuni interessanti dati quantitativi sul fenomeno dei social network relativi agli Stati Uniti:

  • il 90% degli studenti di college utilizza i social network;
  • il 60% li utilizza giornalmente;
  • il principale utilizzo è costituito dai contatti con i propri conoscenti;
  • trova abbastanza alta anche la percentuale di utenti che aggiornano il loto blog: 5% per i ragazzi e 9% per le ragazze.

Insomma, il fenomeno social network si conferma davvero dilagante, soprattutto in alcune fasce di utenti. Ma non sembra ancora maturo il modello di business. Le inserzioni pubblicitarie su Facebook sembrano ancora poche o non targetizzate fino alla profondità consentita dal mezzo. Non a caso lo stesso Facebook è nell’ultimo periodo un inserzionista accanito su AdWords…

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2008
17
settembre

La rivolta degli utenti di Facebook

Facebook sta migrando verso una nuova interfaccia, e, come tutte le aziende, è interessato a capire la soddisfazione degli utenti verso il nuovo prodotto. Risultato?

La creazione di un gruppo, composto ad oggi da quasi 900.000 membri che non vogliono la nuova interfaccia. Ma l’obiettivo dichiarato sono i 5.000.000 di aderenti:

5,000,000 against the new version of Facebook ( Please Forward ).

Da un lato si tratta dell’ennesima dimostrazione delle grande facilità di aggregazione messa a disposizione dai social network, che consentono di lanciare e formare gruppi con pochissima fatica, anche se bisogna sempre sottolineare che il grado di coinvolgimento in una causa su Facebook è ben diverso da quella di una causa nella vita reale.

Dall’altro lato, bisogna chiedesi: si tratta di una situazione di crisi di reputazione per i getori del social network? Oppure soltanto di una serie di feedback organizzati di cui tenere conto?

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2008
9
settembre

A-space, la CIA apre il social network delle spie

E’ notizia di oggi che anche la CIA sta per presentare il suo social network. Dal 22 settembre, A-space (questo è il nome scelto) diventerà una piattaforma di condivisione delle informazioni per tutte le spie del “network”.

Naturalmente, bisognerebbe saperne qualcosa di più sul progetto per poterlo giudicare, e le informazioni sono per ora abbastanza scarse (e temo lo rimarranno anche in futuro). In assoluto, si tratterà ovviamente di un’applicazione dell’idea del social network orientata al knowledge management. Del resto, c’è forse un’organizzazione più knowledge based della CIA?

Se davvero assomiglierà a Facebook e co., di sicuro dovrà esserci una gestione dei permessi e dei flussi di informazione molto più rigida. Facebook stimola continuamente a condividere informazioni di ogni tipo su di sè e sui propri contatti, e lascia la tutela della privacy ad una serie di opzioni: del resto, è la mole di informazioni personali reccolte e trattate che costuisce il valore a livello di business di quel progetto. Allo stesso modo, LinkedIn sollecita gli utenti ad ampliare continuamente i dati del proprio curriculum. Non penso, invece, che per forza tutte le informazioni interne a CIA ed FBI (anch’essa coinvolta nel progetto) debbano essere patrimonio di tutto il network, e probabilmente non basterà una relazione particolare tra due iscritti (l’equivalente dell’amicizia su facebook) per sapere tutto dell’altra spia.

Insomma, un bel rompicapo per i progettisti, e al tempo stesso, una delle più stimolanti sfide di knowledge management immaginabili. Voi come la affrontereste? Come bilancereste la necessità di indurre i membri a partecipare con il controllo dei flussi informativi?

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2008
29
agosto

Yahoo! Mash shutdown, chiude il social network

Come si legge sul blog dedicato, Yahoo Mash chiude, non superando la fase della beta.

Si tratta (o meglio, trattava) del tentativo di Yahoo di costruire il proprio social network. Senza funzionalità particolari, e senza il vantaggio dell’early adopter, il servizio puntava sull’integrazione con la e-mail di Yahoo!, molto popolare tra gli utenti: bastava, infatti, utilizzare l’account di posta già esistente per iscriversi. Ma non è stato sufficiente per avvicinare Facebook o Myspace.

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2008
25
luglio

In autunno su Facebook le ricerche si faranno con Windows Live

Leggiamo su Il Sole 24 ore online la notizia dell’accordo tra il principale player nel settore dei social network e Microsoft. Al centro dell’accordo, l’implementazione della piattaforma “Windows Live”, per le ricerche e per la gestione della pubblicità online, su Facebook.

Per Microsoft, il vantaggio è quello di sfruttare l’enorme bacino di utenti di Facebook per far conoscere i propri servizi di search engine e non di meno espandere la propria rete commerciale di keyword advertising.

Per Facebook… staremo a vedere. Non pensate che si rischino di snaturare le caratteristiche originarie del social network più diffuso?

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