È da pochi giorni disponibile il modificatore di corrispondenza generica di Google AdWords, per utilizzare una nuova variante di corrispondenza (corrispondenza generica modificata) che consente di creare parole chiave con una copertura maggiore rispetto alla corrispondenza a frase e un controllo maggiore rispetto alla corrispondenza generica.
Per implementare il modificatore, è sufficiente aggiungere il simbolo (+) prima del termine o dei termini che compongono la parola chiave a corrispondenza generica, (attenzione agli spazi) come mostrato in questo esempio:
- scrittura corretta: +polpo +paul
- scrittura non corretta: +polpo+paul
- scrittura non corretta + polpo + paul
E’ sconsigliata l’aggiunta di articoli e preposizioni (come ad esempio +un, +uno, +il, +per, +a) che difficilmente vengono digitate durante la ricerca dall’utente.
Facciamo un esempio abbastanza attuale per comprendere meglio come utilizzare la corrispondenza generica modificata:
alcune persone possono digitare su Google “previsioni polpo paul” oppure “le previsioni del polpo paul”. In questo caso la parola chiave +previsioni +polpo +paul è pertinente per entrambe le ricerche, mentre la parola chiave +le +previsioni +del +polpo +paul è pertinente solamente per la seconda ricerca.
A seconda della lingua, le varianti includono errori di ortografia, singolari e plurali, abbreviazioni, acronimi e parole con la stessa radice (ad esempio, “polipo” e “polipi”).
Durante i test iniziali, gli inserzionisti che utilizzavano la corrispondenza esatta e a frase hanno rilevato che aggiungendo parole chiave a corrispondenza generica modificata registravano un aumento dei clic e delle conversioni della campagna.
È bene non sostituire le parole chiave a corrispondenza generica con quelle a corrispondenza generica modificata, ma semplicemente aggiungerle nella lista delle parole chiave: se la stessa parola chiave è presente con diversi tipi corrispondenza nello stesso gruppo di annunci, la parola chiave che contiene il tipo di corrispondenza più specifico attiverà l’annuncio.
La trasformazione delle parole chiave a corrispondenza generica esistenti in parole chiave a corrispondenza generica modificata però non contribuisce ad aumentare il punteggio di qualità: è ovviamente possibile realizzate un CTR maggiore con le parole chiave a corrispondenza generica, ma il tipo di corrispondenza non incide direttamente sul punteggio di qualità della parola chiave.
Per saperne di più consulate la guida di AdWords.
Da questa settimana Google mette a disposizione una nuova funzione per tutti gli inserzionisti AdWords: il REMARKETING. Si tratta di uno strumento che consente di riconoscere gli utenti che hanno già visitato il sito web dell’inserzionista, e raggiungerli con un messaggio personalizzato mentre navigano nei siti della rete di contenuti di Google.
Ma come funziona esattamente? Poniamo il caso di alcuni acquirenti online alla ricerca di occhiali da sole: visiteranno diversi siti, tra cui quello dell’inserzionista, ma potrebbero poi abbandonare il sito senza avere effettuato l’acquisto. Grazie al remarketing l’inserzionista sarà però in grado di raggiungere nuovamente questi potenziali clienti mentre stanno navigando su altri siti web, con un invito all’azione coinvolgente o con un’offerta che li stimolerà a ritornare al sito web per completare un acquisto.
Tutto ciò avviene mediante una piccola porzione di codice (tag di remarketing) incorporata nella pagina del sito all’interno della quale l’inserzionista decide di tracciare l’utente: potrebbe essere la home page, il modulo di richiesta informazioni, la pagina con le specifiche prodotto, etc… Questo codice indica ad AdWords di salvare i visitatori in uno speciale “elenco”, e successivamente sarà possibile creare una campagna AdWords che indirizzi i messaggi solo alle persone presenti in questo elenco mentre stanno navigando sul Web.
Allo stesso modo, l’inserzionista può pubblicare annunci attraverso la Rete di Contenuti di Google e indirizzarli a chiunque abbia visitato il suo brand channel su YouTube o abbia cliccato su un suo annuncio di YouTube in homepage.
In colclusione possiamo dire che tutto questo giova all’utente che vedrà pubblicità inerente ai prodotti ricercati, all’inserzionista che potrà mostrare l’annuncio ad un target effettivamente interessato, e a Google che ottimizzerà il proprio strumento per l’advertising online.
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Da una ricerca realizzata a Ottobre 2009 da OTO Research in collaborazione con il portale MyMarketing.Net, emerge come l’attività di promozione sui motori di ricerca (attività SEO e SEM) sarà nel 2010 lo strumento principale in Italia per le aziende che investono in pubblicità e marketing online, con ampi margini di crescita rispetto al 2009.
L’indagine, svolta su un campione di decisori e influenzatori delle strategie web di aziende italiane, mostra che il 61% delle aziende operanti in Italia già attive nei motori incrementerà gli investimenti in attività SEO e SEM, mentre solo il 3% ha intenzione di diminuirli.
L’incremento degli investimenti è dovuto soprattutto ai positivi risultati in termini di ROI (l’85% dei rispondenti si è detto soddisfatto o molto soddisfatto) e alla possibilità di gestire gli investimenti a seconda delle necessità.
Il prossimo anno potrebbe inoltre vedere l’ingresso di oltre un terzo delle realtà italiane che ancora non hanno mai utilizzato i motori di ricerca come strumento di promozione e comunicazione (il 54% del totale secondo i dati).
Sulla base di quanto emerso dalle interviste, solo il 46% delle aziende italiane si sta muovendo con attività di marketing e advertising nei motori, mentre il 34% non è ancora attiva ma nutre un buon interesse.
Quali sono gli obiettivi che perseguono le aziende italiane investendo in search marketing?
Le aziende oggi non ancora attive in SEM inizierebbero soprattutto con l’obiettivo di incrementare i contatti e di rafforzare la brand image dell’azienda; le aziende già attive invece si muovono con obiettivi più concreti, come l’acquisizione di nuovi clienti per il 48%, l’incremento dei contatti per il 46%, e l’incremento delle vendite per il 41%.
Da un punto di vista operativo, il 58% delle aziende attive nel search marketing gestisce tanto il SEO che il SEM internamente; il 12% gestisce internamente il keyword advertising e si avvale di un’agenzia per il SEO, mentre il 10% si avvale di agenzie multi servizi in grado di supportarle anche in ambito motori. Solo il 9% si affida in toto a un’agenzia specializzata.
Ma quanto hanno investito nel 2009 le aziende italiane in SEM? La maggior parte (60%) non ha superato la soglia dei 10.000 €, e il 18% si è mosso con un budget tra i 10.000 e i 25.000 €. Solo il 5% delle aziende ha investito più di mezzo milione di Euro. L’ammontare del budget da destinare ad attività nei motori è definito solitamente a cavallo tra la fine dell’anno e l’inizio di quello successivo, e solamente il 20% ha un budget aperto perché direttamente legato ai risultati generati.
Fonte: www.motoricerca.net
Tags: roi, search marketing, sem, SEOPost correlati
Per progettare una strategia di comunicazione efficace e di successo è fondamentale essere continuamente aggiornati sulle ultime tendenze e gli scenari di sviluppo del marketing online.
LEN STRATEGY offre l’opportunità di partecipare a corsi di approfondimento sugli argomenti più attuali in termini di Internet e comunicazione, e, dopo il successo dei corsi già tenuti, ha deciso di offrire un vero e proprio calendario Executive Education, da cui ciascuno può scegliere il corso più in linea con le sue esigenze.
Chi siamo:
LEN STRATEGY S.r.l. si occupa della consulenza progettuale per le aziende in termini di strategia, organizzazione, marketing e vendita.
I corsi a calendario:
L’offerta formativa è composta dai seguenti corsi:
- Marketing sui motori di ricerca – le tecniche SEM evolute: l’utilizzo di programmi di marketing sui motori di ricerca come Google AdWords e Yahoo! Search Marketing per operazioni di keyword advertising e content targeting.
- Online Reputation Management – cosa dicono i tuoi clienti di te?: gli strumenti e le piattaforme dalle quali nasce il dialogo tra gli utenti, i rischi e le opportunità che ne derivano per le aziende.
- Facebook for Business – come approcciare il fenomeno social network: le caratteristiche, gli strumenti, gli scenari di sviluppo e le potenzialità per le aziende del social network Facebook.
- Consumer Database – conosci i tuoi clienti in un database in chiave marketing: le logiche di customer database come strumento per le aziende nella corretta gestione delle relazioni con i clienti.
A chi è rivolto il corso:
Alle aziende, ai professionisti e a tutti coloro che desiderano approfondire le proprie conoscenze in ambito di Internet e comunicazione.
Date e durata dei corsi:
Ciascun corso è concentrato in una giornata intera, sempre il venerdì.
Marketing sui motori di ricerca – le tecniche SEM evolute:
- 6 novembre 2009
Online Reputation Management:
- 20 novembre 2009
- 4 dicembre 2009
Facebook for Business
- 6 novembre 2009
- 4 dicembre 2009
Consumer Database
- 20 novebre 2009
Le sedi del corso:
I corsi si svolgeranno a Parma, presso il Grand Hotel de la Ville e l’Hotel Parma e Congressi. Per maggiori informazioni, consulta la scheda dell’evento che ti interessa!
In più:
Il pacchetto del corso comprende il materiale didattico, l’accesso alla web library e agli approfondimenti, e una settimana di assistenza gratuita da parte da parte dei docenti e del loro staff dopo il corso, per applicare immediatamente quanto appreso alla propria attività lavorativa.
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Da inizio settembre Google ha attivato la nuova interfaccia di AdWords, il programma per l’advertising online che permette alle azienda di trovare nuovi clienti attraverso il motore di ricerca.
La nuova interfaccia è il frutto dei suggerimenti raccolti dagli utenti, e da gennaio 2009 era già disponibile in versione di prova, parallelamente a quella precedente.

Superato il primo periodo “di assestamento”, la nuova interfaccia risulta veramente più comoda e permette una gestione della campagna molto più efficace.
Tra le nuove funzionalità troviamo:
- Grafici di performance: per verificare rapidamente l’andamento delle campagne, mediante grafici personalizzati con una o due metriche a confronto (in poche parole l’evoluzione dell’istantanea dell’account nell’interfaccia precedente).
- Elenchi completi a livello di account e campagna: per visualizare contemporaneamente le informazioni relative a tutte le keywords, posizionamenti o annunci presenti nelle campagna o nell’account.
- Scheda “Reti” : per monitorare e analizare nel dettaglio le prestazioni della campagna sulla rete di contenuti di Google visionando le statistiche per ogni sito;
- Strumento di download: presente su tutte le tabelle consente di esportare i dati di AdWords in un foglio di lavoro excell (quindi addio al vechio copia-incolla…!!!).
- Filtri: per visualizzare solo le keyword, gli annunci o altri elementi dell’account in base ai parametri impostati dall’inserzionista (CTR, Cpc, impression, etc…)
- Visualizzazione dei termini di ricerca: presenta l’elenco di tutti i termini di ricerca che hanno generato click per le parole chiave di una campagna, utile per escludere eventuali parole che possono attirare utenza non in target.
- Scheda “Opportunità”: che comprende suggerimenti in termini di parole chiave per account/campagna, oltre alla lista dei tradizionali strumenti (“Strumento per le parole chiave”, “Strumento anteprima annunci”, etc..) che nella precedente interfaccia avevano una pagina dedicata.
Per altre informazioni sul sito di Google AdWords si può trovare una rapida panoramica della nuova interfaccia e tante altre informazioni.
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Doveva chiamarsi “Kumo” (nome in codice durante lo sviluppo) ma dal prossimo 3 giugno l’offensiva di Microsoft a Google si chiamerà “Bing”. “Live Search”, il precedente tentativo, non è bastato a scalfire lo strapotere del più famoso ed utilizzato motore di ricerca. Infatti solo l8,2% dei navigatori americani usa “Live Search” contro il 64,2% che utilizza Google. Occorre dunque correre ai ripari per accaparrarsi una buona fetta di mercato. Ecco allora “Bing”.
A Redmond definiscono “Bing” un motore di ricerca decisionale; da qui lo slogan “Bing & decide”. Infatti per il team di Microsoft all’utente non basta più digitare una stringa di ricerca ed ottenere una lista di risultati; serve un nuovo approccio. La principale innovazione, secondo Microsoft, sarà la classificazione delle informazioni per sotto-rubriche che variano a seconda dell’ambito di ricerca. Ad esempio, se scriviamo il nome di una città ci verrà chiesto se vogliamo ottenere delle fotografie del luogo, una cartina, informazioni sugli hotel, musei, ristoranti e tanto altro. In poche parole lo scopo è quello di fornire agli utenti risultati più “umani” che non una semplice lista di link.
Inoltre “Bing” si discosta dalla scarna e minimalista grafica adottata da Google e proporrà ai suoi utilizzatori una grafica caratterizzata da immagini ad alta definizione che a rotazione cambieranno a seconda degli eventi (come già accade con il logo di Google).
Il motore sarà accessibile dall’indirizzo bing.com, dove al momento è presente solo un video introduttivo.
Non resta che aspettare tanto Google è pronto alla sfida.
Tags: bing, Google, Microsoft, Microsoft bing, motori di ricerca, nuovo motore di ricerca microsoftPost correlati
Tra poche ore sarà disponibile per il download il browser di Google, battezzato Chrome. Si aspetta un post sul blog ufficiale (http://googleblog.blogspot.com/2008/09/fresh-take-on-browser.html) non appena sarà pronto. Se ne parlava da qualche giorno, soprattutto nei siti di rumors, ma l’annuncio è arrivato iera sera, probabilmente indotto dalla pubblicazione clandestina di questo fumetto (tutto viral marketing?). Sembra per ora che si posizionerà come browser pensato per le web applications; di sicuro il suo codice è rilasciato sotto licenza open source.
Nei prossimi giorni ne riparleremo, ovviamente. Ma perché Google entra nel mercato dei browser?
Naturalmente per controllare lo strumento attraverso il quale viaggia il suo business. Sembra infatti che nella prossima versione di Internet Explorer sarà integrato un modo di navigazione che, al fine di tutelare la privacy, impedisce – tra gli altri – anche a Google di raccogliere quei dati di navigazione necessari per l’advertising mirato. Si tratta di una funzione, perlatro già presente in altri browser con minore quota di mercato, potenzialmente letale per gli strumenti pubblicitari dell’azienda di Mountain View.
Poi, non dimentichiamo certo lo sforzo di Google per il lancio delle sue web application: il browser, da questo punto di vista, non sembra altro che lo strumento ideale per proseguire nel tentativo di transizione dalle appllicazioni installate sulla macchina a quelle disponibili via web.
P.s. Per ora, diversi link (ad esempio http://gears.google.com/chrome/intl/en/webmasters-faq.html) che si trovano cercando Google Chrome su Google sono nella serp ma vengono reindirizzati alla home.
Tags: browser, chrome, Google, Google chrome, internet explorer, open source, privacy, rumor, web applicationPost correlati
Recensione tutt’altro che tenera da parte del “Time” sul nuovo motore di ricerca di cui avevamo parlato nel post precedente. In questo articolo online, in sintesi, si conclude che Cuil non rappresenta ne oggi, ne domani, una minaccia al dominio di Google. Uno per uno, i presunti vantaggi competitivi del nuovo player vengono analizzati e “smontati”, dal numero di pagine indicizzate alla possibilità di avere un preview del sito (feature già offerta dagli altri motori SearchMe e Ask. L’unico punto di forza che viene riconosciuto a Cuil è il rigoroso rispetto della privacy degli utenti, aspetto sul quale Google è invece notoriamente invasivo.
Tags: ask me, cuil, Google, motori di ricerca, privacy, search me, timePost correlati
Un nuovo motore di ricerca con un indice tre volte più grande di quello di Page e Brin e dieci volte maggiore di quello di Microsoft. Nuovo anche il criterio di ranking dei risultati. Ma ha senso sperare di entrare in un mercato così saturo?
Tags: cuil, Google, motore di ricerca, search enginePost correlati
E’ ormai notizia di qualche settimana fa, ma l’interesse attorno all’ennesima mossa di espansione della grande G non si è certo placato: il 24 giugno, con un post sul blog di AdWords, Google ha svelato il suo nuovo strumento AdPlanner.
Si tratta essenzialmente di un servizio che, utilizzando anche i dati provenienti dal motore di ricerca e da altre fonti, consente agli inserzionisti di individuare i migliori spazi per le proprie campagne pubblicitarie. Inserendo le caratteristiche demografiche e sociografiche del proprio target sarà infatti possibile individuare i siti web più probabilmente visitati da quel particolare gruppo di clienti.
Il servizio è anora in beta, e disponibile per un limitato numero di interessati. In ogni caso, promette di mettere a disposizione strumenti finora forniti a pagamento da aziende concorrenti: comScore, Nielsen Online e Hitwise. Leggiamo su Emarketer che comScore e Nielsen utilizzano anche panel e sondaggi da utenti web volontari dai quali raccolgono i dati, mentre Hitwise segue un approccio network-centrico, prendendo i dati direttamente dai provider. I dati di AdPlanner sono probabilmente presi da una combinazione della Google Tollbar, dai risultati di ricerca, le reti di terze parti e altri partner. Scrivo “probabilmente” perché le fonti esatte non sono state ancora comunicate.
Staremo a vedere, non necessariamente in tempi brevi: spesso, infatti, i servizi di Google restano in beta per molto tempo.
Tags: AdPlanner, AdWords, comScore, Google AdPlanner, Hitwise, Nielsen





