2010
2
marzo

Polizza Privacy

Polizza Privacy RC

Le sottoscrizioni, necessarie per il raggiungimento del numero minimo di aderenti richiesto dalla Compagnia Assicurativa, potranno essere inoltrate da tutti gli iscritti Federprivacy che sono interessati. Con l’inasprimento delle sanzioni in materia di privacy, che comporta potenziali picchi fino a 300.000 euro, ma anche oltre, (Rif.Art.44 DL 207/2008), e la conseguente maggiore esposizione da parte dei consulenti privacy che assistono i loro clienti, Federprivacy ha ottenuto a vantaggio dei propri iscritti una convenzione esclusiva con Essebi Insurance Broker, che consente adesso al consulente non appartenente ad un albo professionale riconosciuto, ma d’altra parte iscritto a Federprivacy, di poter stipulare una speciale polizza assicurativa per la responsabilità civile derivante dallo svolgimento dell’attività di consulenza per la privacy, permettendo allo stesso di rimanere indenne da ogni eventuale richiesta risarcitoria avanzata dai propri clienti.(aziende/enti/pubbliche amministrazioni/etc.). Chi svolge l’attività di consulente per la privacy, (classificata come “attività pericolosa” ai sensi dell’art.2050 del Codice Civile), ma non appartiene a nessuna categoria professionale ufficialmente riconosciuta, conosce quanto possano risultare vane le richieste fatte al proprio assicuratore per avere una copertura mediante una polizza per i rischi che corre nello svolgimento del proprio lavoro, (basti pensare ai rischi informatici o giuridici), e se si considera che grazie alla convenzione con Essebi Insurance Broker, il consulente può beneficiare di tariffe analoghe a quelle riservate a professionisti iscritti agli albi professionali, in alcuni casi anche migliorative, possiamo ritenere che non vale proprio la pena di rischiare che una citazione per danni possa mettere in ginocchio la propria attività e colpire il proprio patrimonio, ma anzi, la possibilità di beneficiare di una polizza del genere, costituisce una concreta opportunità di godere di maggiori credenziali come professionista che opera diligentemente sul mercato.

Per effettuare la sottoscrizione preliminare alla polizza RC Consulente Privacy ed analizzarne il contenuto delle condizioni generali, compresi i costi del premio annuo,si può visitare direttamente il sito dell’associazione,
www.federprivacy.it.

Le prenotazioni inoltrate dagli iscritti non sono vincolanti, e dovranno essere confermate al raggiungimento della soglia di prenotazioni richiesta, con sottoscrizione apposito modulo di adesione alla polizza.

Ora non rimane altro da capire in che modo consulenti e società ripartiranno le spese per questa polizza, che comunque avrà un costo e bisognerà capire come ricadrà sugli addetti ai lavori e come invece sui clienti.

In modo analogo sarebbe utile sapere anche come i clienti stessi e gli utenti percepiranno questa nuova ‘opportunità’.
Potrebbero rivelarsi due grandi scenari da dover fronteggiare, in cui il risultato finale potrà decidere le sorti e l’utilità di questa nuova polizza. Ovvero, la maggior parte degli utenti che naviga per il web, non ha la minima idea del giro e di scambio dati che sta dietro all’architettura di un sito web ed al salvataggio dei propri dati. Ormai la questione privacy, che per altro non esiste più, ah una forte importanza in tutto quello che facciamo, soprattutto nel web (basti pensare ai recenti restringimenti eseguiti da Facebook, che però rende pubblica la mail, oppure l’obbligatorietà ad accettare i termini di condizioni al trattamento dati per accedere a funzioni presenti nel sito). Da una parte quindi, la creazione di questa polizza sulla privacy ed una sua divulgazione, potrebbe portare l’utente comune ad aprire di più gli occhi su questo problema rendendo più accurata e selettiva la divulgazione dei propri dati, e dall’altra una maggior preoccupazione dovuta dal fatto che, se c’era un forte bisogno di istituire una polizza assicurativa apposta per la privacy, significa che oltre ad avere una copertura effettiva contro eventuali citazioni per danni, il rischio elettronico o umano, di vedere i propri dati personali in mano a persone “estranee” , non legate alle nostre operazioni con i gestori diretti dei nostri dati è plausibile.

Vedremo poi l’evolversi della polizza che prende vita in questi giorni e se avrà il successo annunciato e voluto!

Polizza Privacy RC

2010
23
febbraio

Caso Toyota: il Search Engine Marketing per il reputation management

Il mese di Gennaio i dirigenti Toyota non lo scorderanno facilmente. Come molti di voi sapranno, la casa automobilistica nipponica ne ha combinate di tutti i colori, rischiando di minare la sua immagine in pochi giorni, più di quanto non fosse riuscita a fare in tutta la storia del brand. Il richiamo di milioni di autovetture, prima per i problemi al pedale di accelerazione, e poi per quello ai freni, è rimbalzato in rete diffondendosi nel giro di poche ore. La prima cosa che mi è venuta da pensare è stata questa: “ce la faranno gli inventori del Total Quality Management a non compromettere irrimediabilmente la propria reputazione”? Beh a questa domanda non è facile trovare una risposta, o almeno non nel breve periodo. Ma una cosa è certa: Toyota sta cercando di correre ai ripari e lo sta facendo anche attraverso il web. Probabilmente i nostri amici “giappo” avranno dato un’occhiata alle ricerche emergenti sul web in relazione alla parola chiave Toyota, su cui spiccano nelle prime cinque posizioni le seguenti: “Toyota recall models”, “Toyota pedal recall”, “Toyota recall 2010″, “Toyota recall list”. Ah però…ma quanta gente curiosa! Il grafico seguente parla da solo:

Nel giorno 27 Gennaio le ricerche della parola “Toyota” sono improvvisamente raddoppiate. Ed è proprio sul motore di ricerca Google, dove tutti cercavano informazioni sulle magagne tecniche e sui richiami, che il gigante automobilistico ha deciso di ammettere le sue colpe, informando tempestivamente i propri clienti sul nome dei modelli a rischio. Tutto questo attraverso un annuncio sponsorizzato sulla la piattaforma Google Adwords, che recitava: “Toyota – Azione Speciale”.

L'annuncio tramite Google Adwords
Fig .1 L’annuncio tramite Google Adwords

Questo annuncio rimandava poi ad una pagina preparata ad hoc per le scuse e in particolare si poteva leggere: “La politica di Toyota è di mettere i propri clienti al primo posto, in tutte le circostanze. Siamo consapevoli del fatto che la situazione attuale sta causando alcune difficoltà, e ne siamo profondamente rammaricati“.

La landing Page dell'annuncio
Fig .2 La landing Page dell’annuncio

Personalmente credo che questa sia stata un’ottima mossa da parte di Toyota per proteggere la propria reputazione da questo grave episodio, andando a contattare i propri clienti e a scusarsi con loro, proprio attraverso i motori di ricerca, ovvero lo stesso luogo dove i clienti cercavano informazioni sul fattaccio. Nel momento in cui scrivo questo articolo la campagna SEM di Toyota sembrerebbe terminata o quantomeno sospesa….riterranno superato il polverone o, considerando il danno stimato di 2 miliardi di dollari, staranno risparmiando sul budget? Scherzi a parte, questa vicenda mette in risalto la grande flessibilità degli strumenti di internet per gestire a 360° la comunicazione aziendale con gli stakeholders del proprio mercato.

2010
2
febbraio

Un pò di Viral Marketing per il vostro sito web..

Oggi vediamo come il Marketing Virale,  che solitamente accompagna il lancio di un prodotto o di un marchio aziendale, possa venire in soccorso al vostro preziosissimo sito web, in fase di posizionamento sui motori di ricerca.

Come ben sappiamo le pratiche di “link building” rappresentano una prorità nel momento in cui vogliamo far ben posizionare il nostro sito web sui principali motori di ricerca sul web. Questa operazione richiede non solo determinate competenze tecnico-strategiche assimilabili con anni di pratica e aggiornamenti continui, ma anche una quantità di tempo non trascurabile. Una pratica sostitutiva alla ricerca di link che rimandino al nostro sito è far si che sia la gente a farlo per noi sfruttando il cosiddetto “effetto virale”

Vediamo insieme qualche metodo efficace per applicarlo:

1) Crea dei contenuti di valore

Creare un articolo ben scritto nei contenuti è una prerogativa fondamentale per continuare a farlo lavorare per te più e più volte. La gente vorrà linkarlo automaticamente. Un grande articolo può diventare una macchina da marketing virale.

2) Crea un breve report

Raggruppa un certo numero di tuoi articoli in un unico report di 10-25 pagine. Assicurati di includere i link ai tuoi prodotti e / o al tuo sito web. Offri questo report agli iscritti della tua newsletter o ai proprietari di siti web. Inseriscilo nelle directory di e-book. La libera distribuzione del tuo report creerà un effetto virale.

3) Scrivi un comunicato stampa

Converti uno dei tuoi articoli o altri scritti in un comunicato stampa, poi distribuiscilo ai siti gratuiti e a pagamento che si occupano di comunicati stampa. Non solo otterrai link ad alto valore da questi siti, ma i comunicati stampa ti aiuteranno a generare traffico da parte di persone interessate a te.

4) Social Media

Utilizza i siti di social media come Twitter, Facebook, YouTube e siti di social bookmarking per rendere virali i tuoi contenuti. Invece di passare il tempo a ricevere un link alla volta è possibile generare centinaia di link con questi mezzi di comunicazione sociale e di bookmarking.

5) Directory di articoli

Le più famose directory che si occupano di articoli ricevono milioni di visitatori ogni settimana. Se continuerai a scrivere e inviare articoli originali, essi continueranno a produrre, nel tempo, interessanti risultati  per te.

Se riuscirete ad applicare anche solo una buona parte di questi sei consigli, i benefici di traffico per il vostro sito web saranno tangibili e soprattutto avranno una discreta durata nel tempo.

2010
18
gennaio

Pubblicità e videogiochi: l’advergame

Oggi parliamo di advergames, ovvero una forma di advertising online che  parecchio si allontana dalle forme di comunicazione tradizionali alle quali siamo stati abituati. L’advergame (detto anche game advertising o ancora in-game advertising),  è un tipo particolare di pratica che consiste nello sfruttare i videogame, da quelli in flash ai più sofisticati per consolle, all’interno delle proprie campagne di marketing. I videogiochi, infatti, rappresentano un’ottimo canale di comunicazione sia per reclamizzare e pubblicizzare specifici prodotti o brand, sia per veicolare specifiche idee e concetti. Si tratta di uno strumento decisamente pull che garantisce un alto livello di coinvolgimento ed una esposizione dell’utente al brand pubblicizzato sicuramente maggiore rispetto ad altri strumenti di advertising utilizzati su vecchi e nuovi media.

Vi sono due macrocategorie fondamentali di advergame :

  1. I giochi che nascono con il preciso scopo di veicolare un messaggio promozionale e pubblicitario.
  2. I giochi che, pur nascendo con scopi autonomi, veicolano al loro interno messaggi pubblicitari con fini differenti.

La prima macrocategoria trova la sua concretizzazione più naturale nei giochi in flash, che l’utente può giocare online oppure scaricare sul proprio pc; questi non richiedono competenze e costi di sviluppo particolarmente elevati e risultano comunque molto efficaci soprattutto per la loro viralità, specie considerando la loro diffusione attraverso portali e siti dedicati.

Figura 1. Advergame su videogioco in flash

Figura 1. Advergame su videogioco in flash

La seconda macrocategoria  è tipica invece dei videogame più sofisticati e, in particolare, di quelli sportivi, sfruttando spesso i cartelloni digitali come veicolo per la promozione dei prodotti. Ma la realtà dei fatti, e questo potrebbe apparire particolarmente innovativo ai più, non si ferma ai semplici prodotti. L’ultima, assai soddisfacente, campagna propagandistica di Obama ha sfruttato – in parte – i videogame per proporre il ben noto “change”. Cartelli con l’immagine presidenziale sono apparsi in videogame della Electronic Arts per console X-Box. Un indicatore davvero interessante delle tendenze in atto.

Figura 2. Cartellone digitale in "Burnout Paradise" di EA

Figura 2. Cartellone digitale in "Burnout Paradise" di EA

Andiamo a scoprire invece quelle che sono le microcategorie di advergames utilizzabili, ovvero a quali modelli ricorrere  a seconda di ciò che si vuole ottenere dall’utenza o ciò che si spera di suscitare nel pubblico. Le variabili in tal caso saranno il prodotto o l’idea da pubblicizzare e il modo in cui si intende farlo.  Avremo quindi:

  1. Giochi di tipo associativo, in cui c’è una correlazione non diretta, ma comunque presente tra il gioco e il brand in questione. Ne sono un esempio i cartelloni di sponsorizzazione disseminati nei vari giochi a sfondo sportivo.
  2. Giochi rappresentativi del brand: in cui l’oggetto stesso, o l’idea, o il prodotto diventano parte e – a volte – scopo stesso del gioco. La correlazione è diretta ed evidente. Questa pratica è molto diffusa nella categoria dei giochi flash a cui prima si faceva riferimento.
  3. Tipologie dimostrative che ricalcano le caratteristiche originali del marchio senza alterarle o modificarle in alcun modo.
  4. Giochi a competizione, che risultano particolarmente efficaci nel caso in cui il prodotto sia di particolare valore o particolarmente riconosciuto a livello sociale. In giochi come questi l’ingrediente fondamentale è – quasi sempre – la possibilità di sfidare amici e sconosciuti in multiplayer, aggiungendo una buona dose di competitività alla scena.
  5. Di tipo educativo o divulgativo, in cui ciò che conta è far passare prima di tutto un messaggio e poi vendere un prodotto. Sono un esempio di questi giochi quelli dedicati a particolari tematiche di ordine sociale o legati a contesti specifici. I più giovani risultano essere il target ideale.

E’ sempre bene considerare esattamente che cosa si vuole ottenere con la creazione di un prodotto del genere e stabilire, in funzione degli obiettivi una metodologia e un impianto di progettazione. Se ben gestiti possono essere uno strumento estremamente interessante e potente in grado di dare la giusta visibilità a ciò che vogliamo.

È bene fare un breve accenno anche a possibili effetti indesiderati che possono sussistere, primo fra tutti l’affermazione del gioco sul prodotto. Non sono rari i casi di esperimenti di questo tipo che hanno visto il prevalere del ludico sul pubblicitario. In casi come questi è necessario chiarire che il divertimento non è scopo prioritario (anche se importante) e non deve essere valorizzato in maniera eccessiva. D’altro canto non è nemmeno pensabile il contrario: l’eccessiva “commercializzazione” del tutto appiattirebbe ogni possibile relazione con l’utenza. Un corretto bilanciamento tra questi due poli rappresenta sicuramente la strategia migliore per garantire il successo di un videogame creato apposta per commercializzare un prodotto.

Questa nuova tipologia di advertising è destinata a crescere sempre di più in futuro. Le aziende più all’avanguardia investono sempre più capitali nella creazione di tali strumenti e nella gestione di tali dinamiche. Lo scopo – come sempre – è quello di assicurarsi una fetta sempre maggiore di utenze raggiungendo sempre più persone.

È erroneo pensare che queste soluzioni siano impiegabili esclusivamente da grossi brand: anche le PMI italiane possono trovare in soluzioni di questo tipo un utile compromesso tra costi di produzione e ritorno pubblicitario, certo è che tutto dipende da ciò di cui abbiamo bisogno.

Come sempre la soluzione pubblicitaria migliore è quella più adatta alle nostre esigenze.

Fonte

Disponibile anche su Web Marketing InnerEye

2010
13
gennaio

GOOGLE Dictionary, e il dizionario è on line!

GOOGLE .= “Dictionary” oppure GOOGLE++ potrebbero scrivere i programmatori abituati alla maggior parte dei linguaggi di programmazione in uso. Per i neofiti, Google aggiunge in via quasi definitiva un servizio in più a quelli già esistenti: Dictionary. Per gli utilizzatori più assidui del motore di ricerca, forse questo servizio era già conosciuto tramite l’utilizzo di “define” nella barra di ricerca, ma ora c’è di più. Google mette a disposizione una sezione del sito apposita, www.google.com/dictionary in cui poter cercare le definizioni per una parola lingua per lingua o tradurla in diverse lingue opzionabili (da non confondere con google translate che esegue una mera traduzione di una frase nella lingua selezionata). Nella pagina risultato della parola cercata è possibile avere la parte legata al dizionario, con lo spelling, la pronuncia ed alcune traduzioni; una seconda parte, con i possibili sinonimi e le altre lingue in cui è presente quella parola ed una terza parte in cui ci sono le vere definizioni: queste non sono presenti all’interno di un database di Google, ma vengono presi i riferimenti in base alle definizioni per quella parola nel web e nella lingua selezionata anche se, come riferimento principale, si ha quasi sempre wikipedia nell’eenco dei risultati.

 
 
Fig. 1 Risultati Google Dictionary

Fig. 1 Risultati Google Dictionary per "hello"

 

 
 

Nel caso però si voglia solamente avere una definizione della parola cercata, è possibile utilizzare una scorciatoia che mette a disposizione Google direttamente dalla propria barra di ricerca, sia dalla home page del sito, che dalla toolbar. In poche parole, scrivendo “define : hello” veniamo rimandati ad una pagina di risultati particolari, denominata Definizioni Web (Fig 2. – Ma gli stessi risultati si possono trovare nella pagina dei risultati di Google Dictionary – Fig 1.). In questa pagina è possibile visualizzare le definizioni per la parola cercata, presenti su diversi siti web. Vengono fornite anche associazioni di parole in cui è presente quella cercata ed anche la possibilità di trovare definizioni in altre lingue. Da notare che, in linea con i risultati di Google Dictionary, anche qui wikipedia viene utilizzato come principale sito di riferimento. Un’utile funzionalità è che ci viene data la possibilità, come nelle normali ricerche, di cercare la definizione sia nel web, che nella lingua del browser.

 

Fig 2. Google - define : ciao 

Fig 2. Google - define : ciao

 

Riprendendo quanto scritto all’inizio, Google Dictionary è quasi definitivo, poiché mancano all’appello ancora alcune lingue e l’obiettivo finale sarà quello di correlare un file audio per la pronunica delle parole e qualche file miltumediale dove possibile (al momento queste ultime caratteristiche sono implementate solo per alcuni vocaboli.).
Per le agenzie di consulenza on line e soprattutto per tutte quelle che effettuano delle campagne, e quindi SEM, vi è la possibilità di migliorare la propria competenza e di capire più approfonditamente il concetto che le persone hanno delle parole cecate, dato che le definizioni vengono fornite dal web e da siti, come wikipedia, dove il contenuto può essere fatto da tutti. Nell’imminente futuro dunque, per capire se le nostre keywords possono funzionare al 100%, sarà opportuno correlare le informazioni che possiamo avere dall’analisi delle parole chiave tramite strumenti appositi (come AdWords per i volumi di ricerca) ma anche dai concetti o definizioni che le persone associano a quelle keywords. In questo modo si avrà una maggior precisione nell’impostazione delle campagne e si potranno capire in tempi brevi su quali nuove parole chiave poter puntare per attirare nuovi utenti e quindi nuovi clienti.

 

 

 
 
 

2009
23
dicembre

Presepe, stella cometa e rosario digitale I-Phone…

rosarioLa recita del rosario diventa digitale su I-Phone e sul BlackBerry, e la chiesa Cattolica è sempre più Hi-tech!
Il Rosario Digitale, lanciato dalla Santa chiesa di Loreto, consente di recitare il Santo Rosario con un proprio gruppo di amici o con un gruppo di preghiera già attivo, sentendosi parte di una comunità che prega insieme in uno scenario mondiale. L’applicazione è disponibile da fine novembre 2009 sia in italiano che in inglese alla modica cifra di 4,99€.
Nei giorni subito successivi al lancio è stato toccato il picco di più di 4.000 visitatori unici al giorno e ora si contano più di 400 visite giornaliere con trend in forte crescita.
Associata al sito www.prexcommunion.com, mostra direttamente il testo associato al giorno della settimana, mentre scorrono le immagini e la voce guida inizia la recita delle preghiere. Sul video del cellulare, o al computer, si potrà vedere quante persone nel mondo stanno pregando assieme in quel momento. Gli utenti registrati, tra l’altro, potranno anche proporre agli altri fedeli intenzioni di preghiera pubbliche o private.
Quindi, se a meno di due giorni dal Natale non avete ancora deciso cosa regalare, mettete un bel rosario digitale sotto l’albero…!!!

2009
21
ottobre

Calendario corsi Executive Education Internet Marketing

Per progettare una strategia di comunicazione efficace e di successo è fondamentale essere continuamente aggiornati sulle ultime tendenze e gli scenari di sviluppo del marketing online.
LEN STRATEGY offre l’opportunità di partecipare a corsi di approfondimento sugli argomenti più attuali in termini di Internet e comunicazione, e, dopo il successo dei corsi già tenuti, ha deciso di offrire un vero e proprio calendario Executive Education, da cui ciascuno può scegliere il corso più in linea con le sue esigenze.

Chi siamo:
LEN STRATEGY S.r.l. si occupa della consulenza progettuale per le aziende in termini di strategia, organizzazione, marketing e vendita.

I corsi a calendario:
L’offerta formativa è composta dai seguenti corsi:

- Marketing sui motori di ricerca – le tecniche SEM evolute: l’utilizzo di programmi di marketing sui motori di ricerca come Google AdWords e Yahoo! Search Marketing per operazioni di keyword advertising e content targeting.

- Online Reputation Management – cosa dicono i tuoi clienti di te?: gli strumenti e le piattaforme dalle quali nasce il dialogo tra gli utenti, i rischi e le opportunità che ne derivano per le aziende.

- Facebook for Business – come approcciare il fenomeno social network: le caratteristiche, gli strumenti, gli scenari di sviluppo e le potenzialità per le aziende del social network Facebook.

- Consumer Database – conosci i tuoi clienti in un database in chiave marketing: le logiche di customer database come strumento per le aziende nella corretta gestione delle relazioni con i clienti.

A chi è rivolto il corso:
Alle aziende, ai professionisti e a tutti coloro che desiderano approfondire le proprie conoscenze in ambito di Internet e comunicazione.

Date e durata dei corsi:
Ciascun corso è concentrato in una giornata intera, sempre il venerdì.

Marketing sui motori di ricerca – le tecniche SEM evolute:
- 6 novembre 2009

Online Reputation Management:
- 20 novembre 2009
- 4 dicembre 2009

Facebook for Business
- 6 novembre 2009
- 4 dicembre 2009

Consumer Database
- 20 novebre 2009

Le sedi del corso:
I corsi si svolgeranno a Parma, presso il Grand Hotel de la Ville e l’Hotel Parma e Congressi. Per maggiori informazioni, consulta la scheda dell’evento che ti interessa!

In più:
Il pacchetto del corso comprende il materiale didattico, l’accesso alla web library e agli approfondimenti, e una settimana di assistenza gratuita da parte da parte dei docenti e del loro staff dopo il corso, per applicare immediatamente quanto appreso alla propria attività lavorativa.

2009
20
ottobre

Business con Twitter? Si può fare!

Che Twitter sia un fenomeno mondiale, ormai non ci sono dubbi. Ma che le aziende possano trarre opportunità di business da Twitter, è tutt’altro che una certezza. Nonostante questo, l’approccio di molte realtà è stato finora su questa falsariga: visto  che è gratis, buttiamoci, tanto non perdiamo nulla.

In realtà, come tutti gli strumenti Internet, anche Twitter, senza approccio strategico, richia di rimanere un contenitore vuoto, una buona opportunità per rinfrescare l’immagine davanti agli stakeholder (”Sono su Twitter!!!”), ma poi null’altro. Soprattutto, il rischio è non sfruttare il potenziale di relazione che sta alla base del successo di Twitter.

Leggiamo questa slide di Delphine Remy-Boutang, social media marketing manager di IBM, per iniziare a capire come approcciare a livello strategico l’utilizzo di Twitter, e di sfruttarne tutte le potenzialità, senza illusioni né perdite di tempo.

Fonte: Ogivily. Citato da http://www.socialmediatoday.com/SMC/134138

Credits: Ogivily. Citato da http://www.socialmediatoday.com/SMC/134138

Il primo elemento che emerge immediatamente è un fattore comune a queste considerazioni: Twitter non è l’ennesimo media in cui diffondere messaggi broadcast di marketing. E’ al contrario uno strumento di relazione, utile per certe finalità di corporate communication, ma non per altre. E’ in particolare uno strumento di:

  • relazione con i clienti;
  • gestione della reputazione, ed in particolare delle situazioni di crisi (ma non solo)
  • copertura mediale degli eventi;
  • promozione “just in time” dei prodotti;
  • coivolgimento attorno ad una causa.

Il primo passo è chiedersi: la mia organizzazione è interessate a seguire una di queste finalità? Se la risposta è sì, Twitter è un’alternativa da considerare, e, in certi contesti, impossibile da ignorare.

Vedremo nelle prossime puntate della serie come seguire ciascuno di questi obiettivi di comunicazione su Twitter. Stay tuned on IME Facebook!

2009
12
ottobre

Y!ou, Yahoo riparte da te!

Nuova campagna mondiale per la web agency che cerca di focalizzare il proprio brand e strategy attorno all’esperienza dell’utente.

“Oggi il Web e il tuo mondo sono inseparabili. – ha detto Carol Bartz, Chief Executive Officer di Yahoo! – Centinaia di milioni di persone usano Yahoo!® per accedere alle informazioni di cui hanno bisogno, per connettersi con i propri amici, la propria famiglia e per divertirsi. Stiamo lavorando per creare esperienze online che siano significative, rilevanti e divertenti per le persone.

 “La nostra vision è essere al centro della vita online delle persone, nel posto in cui il loro mondo incontra un mondo più ampio. Il nostro nuovo branding sarà focalizzato sulle persone, per venire incontro alle potenzialità e alle aspettative di ognuno di voi.

Questa è molto più di una campagna pubblicitaria, è la dimostrazione di come Yahoo! offra al mercato le promesse della propria vision in qualsiasi cosa faccia. La nostra brand strategy mostra il nostro impegno per creare esperienze online rilevanti e personalizzate.” – ha dichiarato Elisa Steele, Executive Vice President e Chief Marketing Officer di Yahoo!, parlando allo IAB MIXX Conference e Expo a New York City –.

 “Qualsiasi cosa facciano i nostri ingegneri e sviluppatori di prodotto si fonda su competenze profonde e tecnologie all’avanguardia per rendere il web più personalizzato e divertente per le persone”, ha detto Ari Balogh, Executive Vice President of Products e Chief Technology Officer di Yahoo!.

Queste sono le dichiarazioni riportate nel comunicato stampa di Yahoo da parte dei maggiori vertici aziendali di yahoo legati al progetto Y!ou.
Come si può intuire, questa è una vera e propria rivoluzione per quello che veniva sempre riconosciuto come un motore di ricerca, negli ultimi anni alternativo. Grazie soprattutto all’accordo con Steve BallmerMicrosoft Corp.– è stato possibile per Yahoo abbandonare definitivamente tutto quanto riguardi la progettazione e o sviluppo del motore di ricerca, in quanto fornito interamente da Microsoft tramite Bing; Yahoo deve ora trasformarsi, cercando di dare una nuova immagine di se e per fare questo può puntare tutte le proprie forze e risorse direttamente sulla brand campaign e sullo sviluppo delle applicazioni necessarie.
Elemento positivo per Yahoo è dato dalla grande liquidità e libertà di spesa che può effettuare grazie soprattutto al patto con Microsoft che gli può garantire circa 100 milioni di dollari. Mica male come budget di advertising!

Wow sei Y!ou
Brand campaign e sviluppo applicazioni: sarà questa la base della trasformazione di Yahoo, ed in particolar modo la sezione dedicata alla brand campaign e tutto ciò che sarà informazione e raccolta applicazioni saranno chiamate lo la sigla Y!ou, mentre tutto ciò che riguarda le nuove applicazioni o miglioramento delle esistenti saranno riconducibili alla voce Wow.
Le innovazioni sono molteplici: dalle possibilità di accedere alla home page o contenuti da una web location su ogni piattaforma; al miglioramento della posta elettronica con opzioni ed utility più funzionali e snelle; Alta definizione per le videochiamate di messenger e miglior interazione della home page con i vari dispositivi mobili.

Ristrutturazione
Questa è la grande ristrutturazione che Yahoo sta applicando in questi giorni – a partire dal 28 settembre negli Stati Uniti e dal 5 Ottobre in Francia ed Europa – sicuramente in modo più che positivo, ma purtroppo a questa innovazione si affiancano anche i tagli, d anche importanti di alcune parti che ne hanno fatto la storia o che rimarranno nella storia degli addetti ai lavori come Zimbra – l’anti Google Docs – ,alla Small Business unit e notizia degli ultimi giorni, anche un pilastro del web 1.0 come Geocities.

In definitiva è un’operazione che in un modo o nell’altro andava fatta, cercare di concentrarsi su un certo tipo di Core Business ed avere una Vision ben chiara di quello, piuttosto che mettersi in gioco per sperare di riuscire a gestire al meglio anche quei Business che vengono palesemente superati dalla concorrenza o di cui non disponiamo dei mezzi efficaci per riuscire a rimanere nel mercato dando una buona immagine di noi. Yahoo vien così incorntro alle esigenze dei suoi utenti allineandosi con i concorrenti garantendo servizi adeguati per i vecchi utenti e dando uno stimolo in più ai nuovi internetuti.

Qui sotto il primo video della campagna Y!ou

2009
25
settembre

HTC Magic Vodafone: pubblicità su Google!

HTC è il telefono cellulare basato su piattaforma Google Android, un sistema operativo “open source” derivato da Linux e integrato con le piattaforme software di Google. L’HTC è stato lanciato sia da TIM che da Vodafone in diverse versioni.
L’utente può avere Google letteralmente a portata di mano: effettuare ricerche, leggere la propria posta con Gmail, consultare la propria agenda personale tramite i calendari condivisi di Google Calendar, trovare indicazioni stradali su Google Maps, chattare con gli amici su Google Talk e infine vedere i filmati su Youtube.
Oggi 25 settembre fino alle ore 17 circa su www.google.it (in home page per intenderci) è apparso un banner pubblicitario dell’HTC Vodafone proprio sotto la barra di ricerca.
Decisamente una pubblicità che salta all’occhio, molto di più rispetto agli annunci sponsorizzati che propone TIM per lo stesso telefono…!