2009
21
luglio

Introvabili Dinosauri di Lusso – MELEGARI HOME

Prendendo spunto dall’articolo sui Internet ai Tempi dei Dinosauri e dai commenti generati sia qui che sull’altro blog InternetMarketingExperience ho pensato interessante approfondire l’argomento PMI (Piccole Medie Imprese) ed il loro utilizzo di internet.

Prendiamo sempre come spunto i MOBILIFICI e ARREDAMENTI, ma questa volta concentramoci su un segmento più alto, il lusso, il design, quello che gli inglesi chiamano “the dog’s bollocks!”!

Se MATREM arredamenti rappresentava un segmento di mercato medio-alto (più alto di IKEA, per intenderci) ma non necessariamente esclusivo e prestigioso, diamo ora un occhiata a ciò che stanno facendo online altri marchi tipicamente di alto rango, sempre nello stessa area geografica.

MELEGARI HOME è un bell’esempio.melegari-home

Il sito www.melegarihome.com sembrerebbe inarrivabile in ricerca come diceva Fredrik77.  ”Ci ho messo 10 minuti a trovarlo in google, hanno una visibilità a dir poco scandalosa…

Conosco MELEGARI HOME di buona fama e gran prestigio (mi sembra fossero i “mobilieri” di Mr Guru, Matteo Cambi),  e non credendo a Fredrik77 sono andato a verificare.

Incredibile! Provate a fare una ricerca in google per MELEGARI PARMA, ho controllato le prime 14 pagine di risultati (poi mi son stancato) ed ancora non appaiono. Ciò significa approssimativamente almeno 140 risultati precedono in ricerca il sito in questione. Ricerche MELEGARI MOBILI, MELEGARI DESIGN, MELEGARI REGGIO sono anche peggio.

Per fortuna che google maps ne mostra la location, anche se cliccando sul risultato si denota che il sito di collegamento non è quello istituzionale (www.melegarihome.com) ma quello delle PAGINE GIALLE!! Sistemare questi due meccanismi richiede 3 minuti… ed è gratis!

Per quanto il marchio sia prestigioso, online si propone ad un udienza pressochè globale e non vive di rendita, ma fa storia a sè. Il problema con siti di questo tipo, splendide vetrine in Flash, è la scarsa compatibilità con i criteri di ricerca Google. Senza entrare troppo nello specifico,Google ha problemi nell’indicizzare campi in flash in quanto non legge il testo, ma li considera un oggetto, e come tale non abbinabile ad una ricerca. Per questo spesso bellissimi siti come questo hanno problemi ad essere mostrati in ricerca. E personalmente non capisco il senso di un sito “spettacolare” ma inarrivabile. E’ come avere un Ferrari e tenerla in garage.

Esistono sistemi per aggirare il problema tipo SEO (Search Engine Optimization) e meglio ancora SEM (Search Engine Marketing).

Una ricerca in google mi dice che EvaStomperStudio sta lavorando sul sito o almeno lo spero. Sono sicuro che, oltre a curare il design, siano in grado di risolvere i problemi SEO.

Interventi di tipo SEO sono costosi, complessi e rischiosi (si rischia di perdere traffico) ma efficienti nel lungo termine (si cambia l’architettura del sito). Personalmente in questo caso,  non lo consiglierei.

Fossi nei panni di MELEGARI punterei su una campagna SEM targhetizzata e quindi sulla promozione del sito attuale attraverso campagne “Sponsored link” di Google. Investimenti minimi, penetrazione specifica sull’utenza di riferimento e nei tempi e aree geografiche scelte. Non c’è vero prestigio senza visibilità.

Voi cosa dite?

Articolo disponibile anche in FunkyRev

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2009
12
marzo

Nuovo case study sul viral marketing

Sulla web library di Internet Marketing Experience è stato pubblicato un nuovo case study su di una campagna di viral marketing.
Tu come lo risolveresti?

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2008
26
agosto

“La mia cattedrale ha bisogno di aiuto”

Questo l’originale claim scelto dall’agenzia Ogilvy per una campagna commissionata dalla Fondazione per la Conservazione dei beni culturali tedesca. L’agenzia ha optato per un’aggressiva campagna di guerrilla marketing ambientata nei sottopassaggi del metro e in altri luoghi ad elevato traffico pedonale e piazzato per creare situazioni simili alle “richieste di carità”: gli improvvisati questuanti erano in realtà repliche di statue tratte dalle cattedrali che “chiedevano aiuto” sotto forma di una donazione via sms alla Fondazione. Idea senza dubbio accattivante, anche se forse con qualche risvolto un po’ cinico, ma sicuramente di successo. Sul blog “Ibelieveinad” si riporta infatti un aumento delle donazioni del 40% nel periodo della campagna.

guerrilla_cattedrale

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Senza dubbio questa campagna aveva anche un potenziale virale in termini di internet marketing… voi come lo avreste sfruttato?

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2008
21
luglio

Adidas e Ajax: è vera Guerrilla?

In occassione del lancio della nuova maglia dell’Ajax, Adidas ha organizzato (come si legge anche su Ninjamarketing) una campagna di guerrilla marketing per la squadra di Amsterdam. Come da copione, il video è finito su Youtube, e ha generato un buon numero di visite (quasi 100′000 ad oggi).

Per la verità, il video più cliccato (lo trovate nel vodpod del blog) assomiglia molto ad uno spot televisivo tradizionale, soprattutto per il montaggio, pieno di stacchi, usati per costruire a video la storia della realizzazione. Insomma, uno spot tradizionale che utilizza il linguaggio dell’ambient marketing non convenzionale. L’effetto sui siti di video sharing è simile, in fondo, ai tanti spot televisivi riportati e commentati dagli utenti perché hanno il pregio di emergere tra i tanti video pubblicitari. Ma si può parlare di guerrilla marketing in questo caso? Cosa ne pensate?

P.s. E’ interessante notare che, per la verità, non manca su youtube il video amatoriale vero e proprio: nessuno stacco, camera tremolante, senso di invasione e di perdita di controllo della situazione, e poco importa se sia stato realizzato da Adidas stessa o da un passante colto di sorpresa dall’iniziativa.  Ad oggi, per questo video neanche 5000 contatti.

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2008
17
marzo

E' uscito "Internet Marketing Experience"

Il libro multimediale dedicato all’Internet Marketing è finalmente disponibile.

Scopri come acquistarlo al link http://www.lenstrategy.it/len/multimedia.asp?ID=8

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2008
6
marzo

Le case histories: piano di cross-marketing per la valorizzazione di un concorso off-line

Un’azienda del settore dell’arredamento outdoor & garden italiano ha l’obiettivo di aumentare le vendite di un prodotto già ampiamente presente nella rete distributiva ma con una quota di mercato ridotta. Si decide di puntare su un piano di comunicazione off-line incentrato su un concorso con estrazione finale legato al prodotto. La parte residua del budget di comunicazione è destinato alla comunicazione online, con l’obiettivo di valorizzare il concorso anche sulla rete. Tra gli strumenti di comunicazione online, quali scegliereste per raggiungere l’obiettivo? Quali sinergie si potrebbero creare?

La Case history continua sulla “Web Library” di Internet Marketing Experience

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