Se frequentate un forum o una community online lo sapete già benissimo: le occasioni di “comunicazione” effettiva tra la vita reale e la vita virtuale sono ben definite.
Pubblichiamo le nostre foto, pubblichiamo le foto della nostra scrivania, pubblichiamo il nostro desktop, organizziamo un ritrovo, partecipiamo insieme a quell’evento, etc… Così come, quando la vita reale prende il sopravvento su quella virtuale, si innescano sempre meccanismi particolari. A volte, c’è qualcuno che si scusa:
“Mi dispiace ragazzi, ma il forum mi ha preso troppo e non riesco più a gestirlo nella mia vita: ho deciso che da domani non posto più”.
Molto più spesso, però, la decisione di mollare avviene all’improvviso, e da un giorno all’altro un utente attivo sparisce. E allora gli altri si chiedono:
“Che fine ha fatto? Qualcuno lo conosce?”.
E, tra le diverse ipotesi, c’è sempre qualcuno che la butta lì, scherzando:
“E se fosse morto”?
Il dubbio però fa molto presto a diffondersi, e la comunità si rende presto conto che se quella persona fosse morta, i membri forse non lo verrebbero a sapere.
Poi, naturalmente, ci sono volte in cui qualcuno muore davvero. In base alle situazioni, tra il silenzio dell’ignara comunità online di cui faceva parte, o magari tra le lacrime di chi aveva creato relazioni virtuali con lui, e che è venuto a sapere da qualcuno che fa da ponte tra reale e virtuale (un amico, un parente, etc…)
Provate ad applicare queste logiche a Facebook.

1. E’ la più grande comunità online al mondo.
2. Per come è costruito, tende a replicare le reti sociali offline, e poi eventualmente ad allargarle, invece che crearle ex-novo. In breve, quando apri il tuo account su Facebook, per prima cosa cerchi di collegarti alle persone che già conosci offline.
Il morire su Facebook non poteva non essere gestito. E infatti lo è. Si può morire su Facebook, ma solo se si è morti nella vita reale.
http://www.facebook.com/help/contact.php?show_form=deceased. A questo link trovate il form che, per dirla a livello tecnico, serve a trasformare un account utente in un account commemorativo.
E che ci fa ricordare di quanto la vita online e la vita offline stiano diventando una cosa sola.
Quando una persona muore, la sua presenza non ci abbandona del tutto, e resta un luogo in cui possiamo andare a trovarla. Allo stesso modo, morire online non significa sparire, ma diventare un oggetto di commemorazione. Una lapide 2.0.







28 ottobre 2009 alle 15:51
C’è da sperare che vengano effettuati accurati controlli prima di trasformare un account in commemorativo altrimenti chissà quanti scherzi di cattivo gusto…
nel frattempo per chi si volesse mettere avanti coi lavori c’è questo
http://www.fuorissimo.com/php-bin/fake/?action=Create&Template=Annuncio_Funebre
:)
28 ottobre 2009 alle 16:21
Mah, il form chiede un certificato di morte… Probabilmente pensano di gestirlo personalmente, e non in maniera automatica. Almeno per ora…
4 novembre 2009 alle 11:46
La Lapide 2.0 non è male… vi autorizzo a creare il mio account funebre se serve… anche se io mi prenoto per l’intitolazione di una Via… magari in Second Life ;-)
Ah! Incredibile ma fattibile vero?
3 dicembre 2009 alle 17:26
[...] a diffamare un povero inconsapevole. Scherzi a parte, esiste veramente su fb un’applicazione per scoprire gli utenti morti ovviamente morti solo on line! E allora ancora grazie [...]
4 dicembre 2009 alle 12:37
[...] a diffamare un povero inconsapevole. Scherzi a parte, esiste veramente su fb un’applicazione per scoprire gli utenti morti ovviamente morti solo on line! E allora ancora grazie [...]
9 dicembre 2009 alle 16:11
[...] a diffamare un povero inconsapevole. Scherzi a parte, esiste veramente su fb un’applicazione per scoprire gli utenti morti ovviamente morti solo on line! E allora ancora grazie [...]
10 dicembre 2009 alle 11:07
[...] a diffamare un povero inconsapevole. Scherzi a parte, esiste veramente su fb un’applicazione per scoprire gli utenti morti ovviamente morti solo on line! E allora ancora grazie [...]