Archivio di ottobre 2009

2009
28
ottobre

La morte su Facebook

Se frequentate un forum o una community online lo sapete già benissimo: le occasioni di “comunicazione” effettiva tra la vita reale e la vita virtuale sono ben definite.
Pubblichiamo le nostre foto, pubblichiamo le foto della nostra scrivania, pubblichiamo il nostro desktop, organizziamo un ritrovo, partecipiamo insieme a quell’evento, etc… Così come, quando la vita reale prende il sopravvento su quella virtuale, si innescano sempre meccanismi particolari. A volte, c’è qualcuno che si scusa:

“Mi dispiace ragazzi, ma il forum mi ha preso troppo e non riesco più a gestirlo nella mia vita: ho deciso che da domani non posto più”.

Molto più spesso, però, la decisione di mollare avviene all’improvviso, e da un giorno all’altro un utente attivo sparisce. E allora gli altri si chiedono:

“Che fine ha fatto? Qualcuno lo conosce?”.

E, tra le diverse ipotesi, c’è sempre qualcuno che la butta lì, scherzando:

“E se fosse morto”?

Il dubbio però fa molto presto a diffondersi, e la comunità si rende presto conto che se quella persona fosse morta, i membri forse non lo verrebbero a sapere.

Poi, naturalmente, ci sono volte in cui qualcuno muore davvero. In base alle situazioni, tra il silenzio dell’ignara comunità online di cui faceva parte, o magari tra le lacrime di chi aveva creato relazioni virtuali con lui, e che è venuto a sapere da qualcuno che fa da ponte tra reale e virtuale (un amico, un parente, etc…)

Provate ad applicare queste logiche a Facebook.
facebook_logo

1. E’ la più grande comunità online al mondo.

2. Per come è costruito, tende a replicare le reti sociali offline, e poi eventualmente ad allargarle, invece che crearle ex-novo. In breve, quando apri il tuo account su Facebook, per prima cosa cerchi di collegarti alle persone che già conosci offline.

Il morire su Facebook non poteva non essere gestito. E infatti lo è. Si può morire su Facebook, ma solo se si è morti nella vita reale.

http://www.facebook.com/help/contact.php?show_form=deceased.  A questo link trovate il form che, per dirla a livello tecnico, serve a trasformare un account utente in un account commemorativo.

E che ci fa ricordare di quanto la vita online e la vita offline stiano diventando una cosa sola.
Quando una persona muore, la sua presenza non ci abbandona del tutto, e resta un luogo in cui possiamo andare a trovarla. Allo stesso modo, morire online non significa sparire, ma diventare un oggetto di commemorazione. Una lapide 2.0.

Tags: , ,

Post correlati

2009
23
ottobre

Google Chrome Frame, perchè IE te lo spacco dal di dentro

“Dopo dieci anni di inutile assedio i greci, seguendo un piano ideato da Ulisse, finsero di rinunciare alla conquista della città di Troia e di tornare alle proprie sedi lasciando sulla spiaggia un enorme cavallo di legno per placare gli dei e propiziare il viaggio di ritorno in patria.
All’interno del cavallo, guidati da Ulisse, erano però nascosti i più valorosi guerrieri greci. I troiani, felici per lo scampato pericolo, trascinarono il cavallo all’interno delle mura.
Di notte, mentre i troiani dormivano, i greci uscirono dal cavallo ed aprirono le porte della città ai propri compagni che penetrando la misero a ferro e fuoco”.
Se sostituiamo Ulisse con Google, il cavallo di legno con il Chrome Frame e Troia con IE abbiamo riscritto la leggenda in chiave moderna.

Infatti il Chrome Frame di Mountain View mira a liberare gli utenti, ma soprattutto il web, dalla dipendenza da IE (6 e 7 su tutti). Per farlo la tecnica adottata assomiglia molto a quella del cavallo di Troia di Ulisse, ma ai giorni nostri ha la forma di un plug-in che installato sul browser di casa Microsoft permetterà agli utenti di poter utilizzare i nuovi standard del web moderno.
Così facendo IE diventa solo un involucro all’interno del quale gira il motore rendering webkit e l’avanzato interprete JavaScript V8 carratteristico del browser di Google.
Questo Chrome mascherato da IE permetterà agli utenti di avere la corretta interpretazione dei fogli di stile, il supporto per le canvas e la perfetta integrazione con il formato vettoriale SVG. Inoltre si avrà il pieno supporto all’HTML5, cosa che un browser creato prima dell’ideazione di questo linguaggio non può garantire.
Il rischio è infatti quello di avere un HTML5 di classe A ed uno di classe B come già accade con i CSS che ogni giorno fanno impazzire milioni di web designer che devono pregare non si sa quale “kernel” per ottenere la stessa grafica cross-browser.
Pare quindi che la guerra nei confronti dei browser datati, su tutti l’highlander IE6, stia per arrivare alla sua conclusione.
A dare la spallata definitiva ci si mettono anche gli sviluppatori dei servizi web più utilizzati che a breve, come dichiarato da YouTube, non garantiranno più il loro supporto nello sviluppo della compatibilità.

Troia o per meglio dire Troia 2.0 verrà conquistata nuovamente!

Articolo disponibile anche su: mambaneronet.com

Nessun tag per questo post.

Post correlati

2009
21
ottobre

Calendario corsi Executive Education Internet Marketing

Per progettare una strategia di comunicazione efficace e di successo è fondamentale essere continuamente aggiornati sulle ultime tendenze e gli scenari di sviluppo del marketing online.
LEN STRATEGY offre l’opportunità di partecipare a corsi di approfondimento sugli argomenti più attuali in termini di Internet e comunicazione, e, dopo il successo dei corsi già tenuti, ha deciso di offrire un vero e proprio calendario Executive Education, da cui ciascuno può scegliere il corso più in linea con le sue esigenze.

Chi siamo:
LEN STRATEGY S.r.l. si occupa della consulenza progettuale per le aziende in termini di strategia, organizzazione, marketing e vendita.

I corsi a calendario:
L’offerta formativa è composta dai seguenti corsi:

- Marketing sui motori di ricerca – le tecniche SEM evolute: l’utilizzo di programmi di marketing sui motori di ricerca come Google AdWords e Yahoo! Search Marketing per operazioni di keyword advertising e content targeting.

- Online Reputation Management – cosa dicono i tuoi clienti di te?: gli strumenti e le piattaforme dalle quali nasce il dialogo tra gli utenti, i rischi e le opportunità che ne derivano per le aziende.

- Facebook for Business – come approcciare il fenomeno social network: le caratteristiche, gli strumenti, gli scenari di sviluppo e le potenzialità per le aziende del social network Facebook.

- Consumer Database – conosci i tuoi clienti in un database in chiave marketing: le logiche di customer database come strumento per le aziende nella corretta gestione delle relazioni con i clienti.

A chi è rivolto il corso:
Alle aziende, ai professionisti e a tutti coloro che desiderano approfondire le proprie conoscenze in ambito di Internet e comunicazione.

Date e durata dei corsi:
Ciascun corso è concentrato in una giornata intera, sempre il venerdì.

Marketing sui motori di ricerca – le tecniche SEM evolute:
- 6 novembre 2009

Online Reputation Management:
- 20 novembre 2009
- 4 dicembre 2009

Facebook for Business
- 6 novembre 2009
- 4 dicembre 2009

Consumer Database
- 20 novebre 2009

Le sedi del corso:
I corsi si svolgeranno a Parma, presso il Grand Hotel de la Ville e l’Hotel Parma e Congressi. Per maggiori informazioni, consulta la scheda dellevento che ti interessa!

In più:
Il pacchetto del corso comprende il materiale didattico, l’accesso alla web library e agli approfondimenti, e una settimana di assistenza gratuita da parte da parte dei docenti e del loro staff dopo il corso, per applicare immediatamente quanto appreso alla propria attività lavorativa.

Tags: , , ,

Post correlati

2009
20
ottobre

Business con Twitter? Si può fare!

Che Twitter sia un fenomeno mondiale, ormai non ci sono dubbi. Ma che le aziende possano trarre opportunità di business da Twitter, è tutt’altro che una certezza. Nonostante questo, l’approccio di molte realtà è stato finora su questa falsariga: visto  che è gratis, buttiamoci, tanto non perdiamo nulla.

In realtà, come tutti gli strumenti Internet, anche Twitter, senza approccio strategico, richia di rimanere un contenitore vuoto, una buona opportunità per rinfrescare l’immagine davanti agli stakeholder (“Sono su Twitter!!!”), ma poi null’altro. Soprattutto, il rischio è non sfruttare il potenziale di relazione che sta alla base del successo di Twitter.

Leggiamo questa slide di Delphine Remy-Boutang, social media marketing manager di IBM, per iniziare a capire come approcciare a livello strategico l’utilizzo di Twitter, e di sfruttarne tutte le potenzialità, senza illusioni né perdite di tempo.

Fonte: Ogivily. Citato da http://www.socialmediatoday.com/SMC/134138

Credits: Ogivily. Citato da http://www.socialmediatoday.com/SMC/134138

Il primo elemento che emerge immediatamente è un fattore comune a queste considerazioni: Twitter non è l’ennesimo media in cui diffondere messaggi broadcast di marketing. E’ al contrario uno strumento di relazione, utile per certe finalità di corporate communication, ma non per altre. E’ in particolare uno strumento di:

  • relazione con i clienti;
  • gestione della reputazione, ed in particolare delle situazioni di crisi (ma non solo)
  • copertura mediale degli eventi;
  • promozione “just in time” dei prodotti;
  • coivolgimento attorno ad una causa.

Il primo passo è chiedersi: la mia organizzazione è interessate a seguire una di queste finalità? Se la risposta è sì, Twitter è un’alternativa da considerare, e, in certi contesti, impossibile da ignorare.

Vedremo nelle prossime puntate della serie come seguire ciascuno di questi obiettivi di comunicazione su Twitter. Stay tuned on IME Facebook!

Tags: , , ,

Post correlati

2009
16
ottobre

Usare Facebook come sito aziendale? Ma anche no!!!

Riecco il buon Geom! Parliamo un pò di Facebook??? Dai, dai, dai!!

Oggi giorno le opzioni di Social Media iniziano ad essere più chiare, accessibili ed evidenti a chi tiene le orecchie aperte.

Anche i Media tradizionali si trovano costretti a parlarne, nonostante considerino in gran parte i Social Media come gli acerrimi nemici (dove pensate stiano finendo gli investimenti pubblicitari che perdono giornali e televisioni?). Ecco quindi che si vede l’impomatato conduttore televisivo di turno che parla di vicende (chiaramente quasi sempre con accezzione negativa) che riguardano Facebook, Twitter, YouTube etc.

Usare Facebook invece del sito aziendale?

La parola inizia a girare, è incontenibile e genera ascolti ed interesse.

Capita quindi sempre più spesso, per chi come me lavora con questi strumenti, di scambiare opinioni, impressioni e consigli con amici e persone che incontro. Devo dire che ultimamente sento sempre più persone, che magari gestiscono piccole aziende, o ristoranti o organizzano eventi che, dopo aver assaporato un accenno di potenzialità dei Social Media si “invasano” entusiasti e si fanno prendere la mano.

Vedi qualcuno che dopo i primi 10 minuti di Facebook o Linkedin si infila la muta di improvvisato Guru visionario e, con il sorrisetto ammaliante di chi ha scoperto di essere più furbo degli altri, ti dice:

 ”Sai cosa faccio? Io uso Facebook come sito Aziendale!!! E’ gratis, pratico ed efficacie… perchè dovrei spendere soldi per un sito?”

In effetti la tentazione è grande. Innanzitutto, facilità di creazione di un network (almeno nei numeri…poi discutiamo di fidelizzazione eh!) e quindi ottimo per la divulgazione e promozione delle proprie attività. Inoltre molti si sentono rassicurati dall’informalità del linguaggio; non hai più bisogno di un esperto di comunicazione od un consulente di PR per comunicare (altro risparmio). Allo stesso modo puoi dialogare direttamente “faccia a faccia ” (letteralmente) con i tuoi clienti. Infine, dovesse servire, ad un costo relativamente basso (rispetto a giornali e televisioni) se vuoi puoi anche promuovere le tue attività ad un target mirato, per sesso, età, luogo di residenza, area di interesse e quant’altro! Spettacolare vero??!

NOOOOOO!!! Sbagliato!
Fidatevi, se pensate di usare Facebook come il vostro sito Web…. NON FATELO!

Scusate lo sfogo… ora vi spiego perchè è una pessima idea:
1) E’ un rischio! Va contro alle condizioni di utilizzo di Facebook
Le condizioni di utilizzo che accettate iscivendovi dicono “You will not use your personal profile for your own commercial gain” (“Registration and Account Security”  al punto 2). Potete ignorarle se volete ma FB potrebbe non farlo, semplicemente bloccando il vostro account e virtualmente chiudendo le vostre operazioni, eliminando il network che avete faticosamente creato. Inoltre c’è sempre il rischio che un domani FB (o Twitter o altri) insercano nuove funzionalità e condizioni che potrebbero impattare il vostro business.

2) Mantenete voi il controllo e Controllate voi  vostri contenuti
Già è complesso proteggere il flusso di informazioni in rete, se poi delegate ad un sistema esterno il controllo non vi semplificate certo la vita.
Su FB gli utenti hanno una libertà ed uno spirito diverso. Gli atteggiamenti sono gogliardici, informali e vale più o meno tutto… comportamenti diversi di quanto non siano in siti istituzionali. Di per sè non è un problema, ma su questi strumenti avete un limitato controllo rispetto a quello che avreste nel vostro sito come Admin. Non scordatelo!

3) Non perdete l’opportunità di mostrare la vostra creatività
Facebook è l’IKEA del Web!!! La morte dell’arte e della bellezza, sacrificata sull’altare della “praticità”. FB vi fornisce una scatola vuota con aree pre-assegnate per contenuti, video, foto, commenti, email. E’ uno strumento utile come protesi a ciò che gia fate, ma come sito aziendale è molto poco originale. Ricordate che il fattore emozionale è fondamentale nel Web 2.0 e dovete esser in grado di variare gli impulsi che inviate lavorando direttamente su tutti i fronti. Con FB siete uno dei tanti, letti magari velocemente ma senza vero coinvolgimento. Inoltre non scordate che Web 2.0 vi offre l’opportunità di dimostrare quanto bravi siate. Usate FB e perdete questa opportunità!

4) Non perdete l’opportunità di essere ricercati e trovati in Google & Co.
Per quanto enorme e variegato l’universo FB è a sè stante. Se un domani decidete di proporvi siete limitati all’utilizzo degli strumenti forniti dalla piattaforma. Di per sè può non essere un problema, ma anche qui state perdendo opportunità importanti come partecipare al ben più vasto meccanismo di ricerca globale (Google su tutti), e soprattutto di “contestualizzare” la vostra indicizzazione (apparire in ricerca a chi vi sta cercando è sicuramente più intelligente che apparire in un riquadro davanti a gente che parla di tutt’altro).

5) E se bloccano/chiudono l’accesso a Facebook ai vostri Fan? Che fate?
Molte ditte (settore pubblico ma non solo) stanno chiudendo gli accessi a Facebook e Social Network… dall’oggi al domani perdereste audience e gettereste nel WC tutto il lavoro di promozione fatto sino ad oggi (tirate l’acqua, mi raccomando!)

Concludendo, chiamiamo le cose con il loro nome ed usiamo buon senso.

Social Network sono strumenti eccellenti come “protesi” delle vostre attività business, divulgano e promulgano i vostri contenuti meglio e in modo più efficace di ciò che avete conosciuto sino ad oggi… che sia aumentare la vostra base clienti, o fornire Assistenza rapidamente (…mmmmh pericoloso, ma qualcuno lo sta facendo), distribuzione di coupones e sconti, notizie ed eventi del vostro Brand, ma non può esser casa vostra!

Piuttosto utilizzate questi strumenti per convincere nuova audience a venirvi a trovare a casa vostra, nel vostro sito o blog, dove avrete preparato per loro delle sorprese e dove vorranno poi tornare con regolarità.
Ma ricordatevi bene dove deve esser costruita la vostra casa, il luogo dove veramente operate, dove cambiate le vostre strategie e controllate i progressi.

Nessun tag per questo post.

Post correlati

2009
13
ottobre

Community marketing: come costruire una comunità online – puntata 4

Prima di implementare una community è fondamentale valutare l’impatto organizzativo che l’adozione di questo strumento avrà sulla realtà aziendale.
Sarà necessario pertanto:
- comprendere l’assetto organizzativo generale dell’azienda che gestisce la community (analisi dello stato dell’arte);
- prevedere un collegamento formalizzato tra mansioni relative alla community e ruoli aziendali (stabilire chiaramente i ruoli, le responsabilità e la gerarchia);
- individuare le giuste competenze all’interno dell’organizzazione;
- valutare la possibilità e la convenienza di apporti esterni (effettuare un’analisi in termini di costi-opportunità: a volte può essere più conveniente esternalizzare il processo e farlo gestire da “esperti del settore”).
E’ di fondamentale importanza che i diversi soggetti che compongono la realtà aziendale siano in grado di gestire il nuovo strumento e fare fronte agli eventuali imprevisti che questo puo’ generare. Basta pensare alle difficoltà che si possono presentare nel momento di rapida ascesa del numero di iscritti nella fase iniziale, oppure alla delicata gestione di commenti negativi e dannosi per il brand aziendale da parte degli iscritti.
Una community anche se costituita in maniera ineccepibile dal punto di vista tecnico, non sarà mai in grado di manifestare tutte le sue potenzialità se la partecipazione alla stessa non è costantemente alimentata e gestita.
Non bisogna dunque dimenticare che la corretta e buona gestione della community è un elemento necessario per la reputazione delle community stessa e, di riflesso, per la brand Reputation.

Tags:

Post correlati

2009
12
ottobre

Y!ou, Yahoo riparte da te!

Nuova campagna mondiale per la web agency che cerca di focalizzare il proprio brand e strategy attorno all’esperienza dell’utente.

“Oggi il Web e il tuo mondo sono inseparabili. – ha detto Carol Bartz, Chief Executive Officer di Yahoo! – Centinaia di milioni di persone usano Yahoo!® per accedere alle informazioni di cui hanno bisogno, per connettersi con i propri amici, la propria famiglia e per divertirsi. Stiamo lavorando per creare esperienze online che siano significative, rilevanti e divertenti per le persone.

 “La nostra vision è essere al centro della vita online delle persone, nel posto in cui il loro mondo incontra un mondo più ampio. Il nostro nuovo branding sarà focalizzato sulle persone, per venire incontro alle potenzialità e alle aspettative di ognuno di voi.

Questa è molto più di una campagna pubblicitaria, è la dimostrazione di come Yahoo! offra al mercato le promesse della propria vision in qualsiasi cosa faccia. La nostra brand strategy mostra il nostro impegno per creare esperienze online rilevanti e personalizzate.” – ha dichiarato Elisa Steele, Executive Vice President e Chief Marketing Officer di Yahoo!, parlando allo IAB MIXX Conference e Expo a New York City –.

 “Qualsiasi cosa facciano i nostri ingegneri e sviluppatori di prodotto si fonda su competenze profonde e tecnologie all’avanguardia per rendere il web più personalizzato e divertente per le persone”, ha detto Ari Balogh, Executive Vice President of Products e Chief Technology Officer di Yahoo!.

Queste sono le dichiarazioni riportate nel comunicato stampa di Yahoo da parte dei maggiori vertici aziendali di yahoo legati al progetto Y!ou.
Come si può intuire, questa è una vera e propria rivoluzione per quello che veniva sempre riconosciuto come un motore di ricerca, negli ultimi anni alternativo. Grazie soprattutto all’accordo con Steve BallmerMicrosoft Corp.– è stato possibile per Yahoo abbandonare definitivamente tutto quanto riguardi la progettazione e o sviluppo del motore di ricerca, in quanto fornito interamente da Microsoft tramite Bing; Yahoo deve ora trasformarsi, cercando di dare una nuova immagine di se e per fare questo può puntare tutte le proprie forze e risorse direttamente sulla brand campaign e sullo sviluppo delle applicazioni necessarie.
Elemento positivo per Yahoo è dato dalla grande liquidità e libertà di spesa che può effettuare grazie soprattutto al patto con Microsoft che gli può garantire circa 100 milioni di dollari. Mica male come budget di advertising!

Wow sei Y!ou
Brand campaign e sviluppo applicazioni: sarà questa la base della trasformazione di Yahoo, ed in particolar modo la sezione dedicata alla brand campaign e tutto ciò che sarà informazione e raccolta applicazioni saranno chiamate lo la sigla Y!ou, mentre tutto ciò che riguarda le nuove applicazioni o miglioramento delle esistenti saranno riconducibili alla voce Wow.
Le innovazioni sono molteplici: dalle possibilità di accedere alla home page o contenuti da una web location su ogni piattaforma; al miglioramento della posta elettronica con opzioni ed utility più funzionali e snelle; Alta definizione per le videochiamate di messenger e miglior interazione della home page con i vari dispositivi mobili.

Ristrutturazione
Questa è la grande ristrutturazione che Yahoo sta applicando in questi giorni – a partire dal 28 settembre negli Stati Uniti e dal 5 Ottobre in Francia ed Europa – sicuramente in modo più che positivo, ma purtroppo a questa innovazione si affiancano anche i tagli, d anche importanti di alcune parti che ne hanno fatto la storia o che rimarranno nella storia degli addetti ai lavori come Zimbra – l’anti Google Docs – ,alla Small Business unit e notizia degli ultimi giorni, anche un pilastro del web 1.0 come Geocities.

In definitiva è un’operazione che in un modo o nell’altro andava fatta, cercare di concentrarsi su un certo tipo di Core Business ed avere una Vision ben chiara di quello, piuttosto che mettersi in gioco per sperare di riuscire a gestire al meglio anche quei Business che vengono palesemente superati dalla concorrenza o di cui non disponiamo dei mezzi efficaci per riuscire a rimanere nel mercato dando una buona immagine di noi. Yahoo vien così incorntro alle esigenze dei suoi utenti allineandosi con i concorrenti garantendo servizi adeguati per i vecchi utenti e dando uno stimolo in più ai nuovi internetuti.

Qui sotto il primo video della campagna Y!ou

Tags: , , , ,

Post correlati

2009
6
ottobre

Meta tag keywords non servi più

E’ ufficiale! Google ignora il meta tag keywords. La conferma arriva da Mountain View dove Matt Cutts (nel video in basso) dalle pagine dellOfficial Google Webmaster Central Blog conferma che “Google does not use the keywords meta tag in web ranking“.

La notizia non sconvolge più di tanto chi mastica SEO, anzi è l’ufficialità di una situazione che gli esperti già da tempo si aspettavano. Infatti la lenta e dolorosa degenerazione che ha portato alla “morte” del meta tag keywords è iniziata una decina di anni fa quando i motori di ricerca iniziarono a valutare le pagine web in base al contenuto e non in base a fattori off-page come link in entrata, link in uscita, ecc…
Rapidamente i più furbi, non solo “webmasterini” alle prime armi ma anche le più esperte web agency, hanno iniziato ad utilizzare impropriamente il meta tag inserendo infinite parole chiave o parole chiave non coerenti con i contenuti del sito. Un misero trucchetto per accaparrarsi qualche visita in più o una posizione migliore all’interno della SERP. Capitava così di ritrovarsi sul sito della più aggressiva pornostar ungherese solo per aver osato cercato “cavallo” all’interno di un motore di ricerca.

Vista l’uscita di scena da parte del meta tag keywords acquistano maggiore importanza gli altri tag che verranno sempre più analizzati da parte di Google. Tra i più importanti ricordo:

  • description: meta tag che contiene una breve descrizione della pagina web visualizzata nella SERP;
  • title: meta tag che si occupa di identificare la pagina web;
  • robots: meta tag che dialoga con gli spider dei motori di ricerca;
  • content-type: meta tag che definisce il contenuto ed il set di caratteri utilizzati nella pagina web;
  • refresh: meta tag che reindirizza gli utenti ad una nuova pagina web utile per evitare gli errori 404 (consiglio però reindirizzamenti 301 lato server più affidabili e di qualità).

Chissà di quanto caleranno ora le visite al sito web della pornostar ungherese… :)

Articolo disponibile anche su: mambaneronet.com

Nessun tag per questo post.

Post correlati

2009
2
ottobre

Nuova interfaccia per Google AdWords: ecco cosa cambia!

Da inizio settembre Google ha attivato la nuova interfaccia di AdWords, il programma per l’advertising online che permette alle azienda di trovare nuovi clienti attraverso il motore di ricerca.
La nuova interfaccia è il frutto dei suggerimenti raccolti dagli utenti, e da gennaio 2009 era già disponibile in versione di prova, parallelamente a quella precedente.

aw_screen_shot.jpg

Superato il primo periodo “di assestamento”, la nuova interfaccia risulta veramente più comoda e permette una gestione della campagna molto più efficace.
Tra le nuove funzionalità troviamo:

  • Grafici di performance: per verificare rapidamente l’andamento delle campagne, mediante grafici personalizzati con una o due metriche a confronto (in poche parole l’evoluzione dell’istantanea dell’account nell’interfaccia precedente).
  • Elenchi completi a livello di account e campagna: per visualizare contemporaneamente le informazioni relative a tutte le keywords, posizionamenti o annunci presenti nelle campagna o nell’account.
  • Scheda “Reti” : per monitorare e analizare nel dettaglio le prestazioni della campagna sulla rete di contenuti di Google visionando le statistiche per ogni sito;
  • Strumento di download: presente su tutte le tabelle consente di esportare i dati di AdWords in un foglio di lavoro excell (quindi addio al vechio copia-incolla…!!!).
  • Filtri: per visualizzare solo le keyword, gli annunci o altri elementi dell’account in base ai parametri impostati dall’inserzionista (CTR, Cpc, impression, etc…)
  • Visualizzazione dei termini di ricerca: presenta l’elenco di tutti i termini di ricerca che hanno generato click per le parole chiave di una campagna, utile per escludere eventuali parole che possono attirare utenza non in target.
  • Scheda “Opportunità”: che comprende suggerimenti in termini di parole chiave per account/campagna, oltre alla lista dei tradizionali strumenti (“Strumento per le parole chiave”, “Strumento anteprima annunci”, etc..) che nella precedente interfaccia avevano una pagina dedicata.

Per altre informazioni sul sito di Google AdWords si può trovare una rapida panoramica della nuova interfaccia e tante altre informazioni.

Tags:

Post correlati