Archivio di febbraio 2009

2009
10
febbraio

Community marketing: come costruire una comunità online – puntata 1

Inizia oggi una serie di puntate sulle comunità online, con indicazioni per la loro progettazione e casi concreti di successo ed insuccesso.

Il termine community ha tanti significati e tante declinazioni concrete: tuttavia, è possibile definire un modo di operare.

Il processo di costruzione di una community è articolato in quattro fasi:

1. l’analisi strategica, finalizzata ad individuare la strategia di sviluppo della comunità e a comprendere il posizionamento all’interno della strategia aziendale complessiva: una community, infatti, è utile solo se ha un senso ed un ruolo nella politica aziendale di sviluppo del brand o di un prodotto;

2. la progettazione, che consiste nella pianificazione delle caratteristiche della community 

3. l’analisi dellimpatto organizzativo della comunità, per integrare in maniera efficace la presenza della community all’interno dell’organizzazione e per evitare inefficienze nella gestione della community stessa: se l’organizzazione non è in grado di gestire una community, questa rischia di rimanere una proverbiale cattedrale nel deserto, o, ancor peggio, di restare travolta da un successo impossibile da gestire; 

4. la progettazione del piano di comunicazione per promuovere la community presso il target di potenziali utenti. 

Le prossime puntate riguarderanno ciascuna di queste fasi di progettazione. Per non perderne nessuna, abbonati ai feed del blog!

Puoi inoltre trovare molte risorse sulle community nella web library di Internet Marketing Experience.

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2009
4
febbraio

Pubblicità nei video, la proposta di Stanford

Come abbiamo già scritto più volte, il business legato ai video online è ancora in una fase embrionale: i siti di video sharing (con in testa Youtube, naturalmente), hanno per ora raccolto soprattutto il favore degli utenti, e una grande quantità di user generated content, ma da un punto di vista strettamente economico, hanno totalizzato ancora poche entrate, a fronte dei crescenti costi di banda. 

E’ ancora da verificare, infatti, se il modello di business basato sul servizio gratuito e la pubblicità sia corretto per questo contesto. Finora, la pubblicità all’interno dei video è fatta di annunci di testo contestuale, e dall’inserimento di link all’interno del video.

Un’interessante alternativa viene dall’università di Stanford, con il brevetto Zuna Vision, una tecnologia che consente di inserire in maniera semplice all’interno di un video immagini statiche o in movimento, in grado di adattarsi ai vari angoli di inquadratura del girato. Guardate il nostro vodpod per un video esplicativo. Trovate altri video nel sito ufficiale dellUniversità di Stanford.

Sembra una tecnologia promettente, soprattutto perché meno invasiva rispetto agli annunci di testo che coprono una parte del video. Certo, bisogna aspettare di vedere come sarà impiegata.

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2009
2
febbraio

Il blog delle mogli dei banchieri americani

Non sarà Internet Marketing in senso stretto, ma si tratta pur sempre di un piccolo fenomeno che non passa inosservato: il blog delle mogli dei banchieri americani.

Collegandovi a http://dabagirls.wordpress.com, trovate il blog gestito da una sorta di club delle compagne di banchieri americani, colpite anch’esse dalla crisi americana, che raccontano la loro vita, agiata ma non più come prima.

L’iniziativa, partita, a detta di Repubblica, dalle newyorchesi Laney Crowell e Megan Petrus, sta spopolando.

Trovo il caso interessante per due motivi:

1. Il web si conferma “il paradiso delle nicchie“: trova popolarità una categoria ristrettissima, offuscata finora dalla ricchezza dei mariti;

2. Si tratta di un fenomeno virale, un’ideavirus che fa leva su tipici elementi del gossip (la bella vita di una categoria privilegiata, la consolazione popolare di “anche i ricchi piangono”, i problemi lontani dalla quotidianità della maggioranza, etc…), con una spruzzata di “casalinghe disperate”. Non manca, infine, l’acronimo stile WAGS (così venivano definite le compagne dei calciatori della nazionale inglese).

E’ così ben costruita che quali viene il dubbio non sia del tutto casuale…

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