In occassione del lancio della nuova maglia dell’Ajax, Adidas ha organizzato (come si legge anche su Ninjamarketing) una campagna di guerrilla marketing per la squadra di Amsterdam. Come da copione, il video è finito su Youtube, e ha generato un buon numero di visite (quasi 100′000 ad oggi).
Per la verità, il video più cliccato (lo trovate nel vodpod del blog) assomiglia molto ad uno spot televisivo tradizionale, soprattutto per il montaggio, pieno di stacchi, usati per costruire a video la storia della realizzazione. Insomma, uno spot tradizionale che utilizza il linguaggio dell’ambient marketing non convenzionale. L’effetto sui siti di video sharing è simile, in fondo, ai tanti spot televisivi riportati e commentati dagli utenti perché hanno il pregio di emergere tra i tanti video pubblicitari. Ma si può parlare di guerrilla marketing in questo caso? Cosa ne pensate?
P.s. E’ interessante notare che, per la verità, non manca su youtube il video amatoriale vero e proprio: nessuno stacco, camera tremolante, senso di invasione e di perdita di controllo della situazione, e poco importa se sia stato realizzato da Adidas stessa o da un passante colto di sorpresa dall’iniziativa. Ad oggi, per questo video neanche 5000 contatti.
Tags: adidas, ajax, ambient marketing, amsterdam, Guerrila marketing, maglie, marketing non convenzionale, scambio maglie






23 luglio 2008 alle 15:01
Secondo me è un gran bell’esempio di guerrilla marketing. Uno dei più notevoli che abbia visto finora.
Gino
28 luglio 2008 alle 11:16
Secondo me non è Guerrilla Marketing questo….
E’ uno spot pubblicitario tradizionale… Di sicuro ha un effetto virale.