Un nuovo motore di ricerca con un indice tre volte più grande di quello di Page e Brin e dieci volte maggiore di quello di Microsoft. Nuovo anche il criterio di ranking dei risultati. Ma ha senso sperare di entrare in un mercato così saturo?
Tags: cuil, Google, motore di ricerca, search engineArchivio di luglio 2008
Leggiamo su Il Sole 24 ore online la notizia dell’accordo tra il principale player nel settore dei social network e Microsoft. Al centro dell’accordo, l’implementazione della piattaforma “Windows Live”, per le ricerche e per la gestione della pubblicità online, su Facebook.
Per Microsoft, il vantaggio è quello di sfruttare l’enorme bacino di utenti di Facebook per far conoscere i propri servizi di search engine e non di meno espandere la propria rete commerciale di keyword advertising.
Per Facebook… staremo a vedere. Non pensate che si rischino di snaturare le caratteristiche originarie del social network più diffuso?
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Da dove arrivano i clienti sul sito? Dove deve essere presente l’azienda per portare contatti sul sito?
Ci risponde una ricerca di Elliance Inc., agenzia di comunicazione statunitense, riportata, tra gli altri, da Edit.
Le fonti di provenienza, come vedete, sono molte. Tanto più se pensiamo che il discorso si limita all’online, e non sfocia verso le tematiche del cross marketing e dell’integrazione tra media diversi. Quale fonte vi sembra più interessante per portare contatti?
Tags: contatti, cross marketing, marketing multicanale, multicanalità, sito web, web marketing, websitePost correlati
In occassione del lancio della nuova maglia dell’Ajax, Adidas ha organizzato (come si legge anche su Ninjamarketing) una campagna di guerrilla marketing per la squadra di Amsterdam. Come da copione, il video è finito su Youtube, e ha generato un buon numero di visite (quasi 100′000 ad oggi).
Per la verità, il video più cliccato (lo trovate nel vodpod del blog) assomiglia molto ad uno spot televisivo tradizionale, soprattutto per il montaggio, pieno di stacchi, usati per costruire a video la storia della realizzazione. Insomma, uno spot tradizionale che utilizza il linguaggio dell’ambient marketing non convenzionale. L’effetto sui siti di video sharing è simile, in fondo, ai tanti spot televisivi riportati e commentati dagli utenti perché hanno il pregio di emergere tra i tanti video pubblicitari. Ma si può parlare di guerrilla marketing in questo caso? Cosa ne pensate?
P.s. E’ interessante notare che, per la verità, non manca su youtube il video amatoriale vero e proprio: nessuno stacco, camera tremolante, senso di invasione e di perdita di controllo della situazione, e poco importa se sia stato realizzato da Adidas stessa o da un passante colto di sorpresa dall’iniziativa. Ad oggi, per questo video neanche 5000 contatti.
Tags: adidas, ajax, ambient marketing, amsterdam, Guerrila marketing, maglie, marketing non convenzionale, scambio magliePost correlati
L’advertising su Facebook fino a qualche giorno fa sembrava essere l’ultima frontiera del web marketing. Anche stavolta, tuttavia, Google non è rimasto indietro e di fronte all’avanzata del cosiddetto “Web 2.0″ ha messo in cantiere l’ennesima evoluzione della famosa piattaforma per l’advertising AdSense. Leggiamo su Appunti Digitali che la novità riguarderà la visualizzazione di annunci non solo coerenti con il testo presente nelle pagine ma anche con le reti di conoscenze e relazioni correlate all’utente. Cosa ne pensate?
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E’ ormai notizia di qualche settimana fa, ma l’interesse attorno all’ennesima mossa di espansione della grande G non si è certo placato: il 24 giugno, con un post sul blog di AdWords, Google ha svelato il suo nuovo strumento AdPlanner.
Si tratta essenzialmente di un servizio che, utilizzando anche i dati provenienti dal motore di ricerca e da altre fonti, consente agli inserzionisti di individuare i migliori spazi per le proprie campagne pubblicitarie. Inserendo le caratteristiche demografiche e sociografiche del proprio target sarà infatti possibile individuare i siti web più probabilmente visitati da quel particolare gruppo di clienti.
Il servizio è anora in beta, e disponibile per un limitato numero di interessati. In ogni caso, promette di mettere a disposizione strumenti finora forniti a pagamento da aziende concorrenti: comScore, Nielsen Online e Hitwise. Leggiamo su Emarketer che comScore e Nielsen utilizzano anche panel e sondaggi da utenti web volontari dai quali raccolgono i dati, mentre Hitwise segue un approccio network-centrico, prendendo i dati direttamente dai provider. I dati di AdPlanner sono probabilmente presi da una combinazione della Google Tollbar, dai risultati di ricerca, le reti di terze parti e altri partner. Scrivo “probabilmente” perché le fonti esatte non sono state ancora comunicate.
Staremo a vedere, non necessariamente in tempi brevi: spesso, infatti, i servizi di Google restano in beta per molto tempo.
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