Archivio di maggio 2008

2008
21
maggio

Flickr: utenti 2.0 ma non PRO

Leggiamo un interessante articolo sul caso di Flickr, commissionato dall’università Diderot di Parigi e dai laboratori Orange, e citato anche dal blog Appunti Digitali. Flickr è senza dubbio uno dei siti del cosiddetto web 2.0 di maggiore successo, grazie alla sua capacità di unire le possibilità di storage per le foto con gli aspetti sociali: proprio dall’analisi del suo caso posso emergere dati interessanti per cercare di capire le direzioni possibili di questo fenomeno.

In primo luogo, il successo di questo sito è dato dalla partecipazione di un alto numero di utenti, che tuttavia sono coinvolti con intensità ben diverse:

1. colpisce notare che il 39% degli account è inattivo, è stato aperto ma poi mai utilizzato;

2. è interessante vedere che il 19% degli utenti usa Flickr per fare l’upload di foto ma non per altri utilizzi social, mentre un altro 19% è attivo nella parte social di Flickr senza aver mai caricato nemmeno una foto.

In secondo luogo, il dato più interessante che emerge è che soltanto il il 3,7% degli utenti ha un account PRO, per il quale si pagano 25 dollari, e che permette di superare il limite delle 200 foto caricabili con gli account gratuiti. Le foto inserite dagli utenti PRO sfiora tuttavia il 60% del totale.

Le potenzialità economiche dei social network sono state valutate finora in termini per lo più potenziali, e si è arrivati a stimare valori da capogiro per i più noti (un recente rumor racconta di un interessamento di Microsoft per Facebook per una cifra di 20 miliardi di dollari). Ma non sembra ancora molto chiaro come trasformare queste straordinarie piattaforme di partecipazione e condivisione in opportunità di business mature e consolidate.

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2008
7
maggio

Stage Advisor, il social network degli stagisti

E’ nato da poco un nuovo social network, dedicato ad attirare l’attenzione di tutti coloro che, in epoca di precariato, provano ad entrare nel mondo del lavoro attraverso l’esperienza dello stage. Su www.stageadvisor.it si trova, in effetti, ancora in forma embrionale, l’applicazione di tutti quegli strumenti che hanno fatto la fortuna di tanti social network specialistici. L’idea è semplice: gli utenti si possono iscrivere – specificando il loro attuale stato lavorativo – e lasciare una recensione, con voto espresso nelle classiche stelline, raccontando la loro esperienza di stagisti.

L’aspetto di questa particolare esperienza su cui vorrei concentrarmi riguarda però il potenziale impatto sull’immagine aziendale di questo social network, e alle sue ripercussione sull’online reputation di un’impresa. Tutte le aziende sostengono, nei propri siti web, di basare il loro successo sulle risorse umane, e i concetti di attenzione al clima aziendale, benefit ai dipendenti e team building fanno parte ormai (insieme a molti altri) di un’affermata retorica manageriale. E se dopo aver investito in queste direzione, sia in termini comunicativi che di organizzazione e gestione delle risorse umane, un ex stagista lascia una recensione e rovina la reputazione dell’azienda costruita col tempo e con gli investimenti?

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2008
7
maggio

E-bay prova ad evolversi: la direzione è il centro commerciale elettronico?

Leggiamo sull’edizione online del Corriere della Sera che EBay ha realizzato numerosi cambiamenti nel suo sistema di aste online, che saranno implementati a partire dal 3 giugno. Nodo centrale del rinnovamento è il nuovo motore di ricerca: la ricerca non si fermerà solo ai titoli delle inserzioni, ma prenderà in considerazione – tramite una serie di filtri interattivi – parametri quali la marca, il modello, il colore o la taglia. Novità anche per i risultati, che saranno ordinati secondo rilevanza e non più solo in base alla data dell’inserzione.

Cambiamenti in vista anche per i venditori. Vengono introdotti infatti due nuovi concetti di negozio – Plus e Premium: inoltre le inserzioni costeranno meno (anche 1 centesimo per i negozi Premium, contro la media attuale di 1 euro) e sono previsti ribassi per le commissioni trattenute da eBay su ogni vendita.

Insomma, EBay sembra voler incentivare le inserizioni multiple e la realizzazione di centri di vendita (i cosidetti Power Seller, ad esempio) per aumentare il tasso di fiducia verso chi propone la vendita di oggetti, seguendo peraltro una strategia tipica del sito d’aste a partire dall’introduzione del meccanismo dei feedback. In questa maniera, tuttavia, il modello di EBay sembra avvicinarsi a quello di un e-commerce tradizionale, una sorta di centro commerciale popolato di tanti negozi diversi per dimensione, prodotti trattati e reputazione. Che sia la conseguenza della sempre maggior fiducia degli acquirenti verso la vendita online, ormai da tempo fenomeno di massa e non più di nicchia?

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