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	<title>Commenti a: Il difficile mestiere di cliente</title>
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	<description>Solo un altro blog targato WordPress</description>
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		<title>Di: Andrea</title>
		<link>http://www.internetmarketingexperience.it/blog/2008/04/04/24/comment-page-1/#comment-76</link>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Apr 2008 08:31:15 +0000</pubDate>
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		<description>Aggiungo anche che questa realtà è talmente chiara che uno studioso di marketing (Seth Godin) ha teorizzato il permission marketing: l&#039;obiettivo di una strategia di marketing deve essere di ottenere dal cliente il permesso di comunicare con lui. In questo scenario possono diminuire i contatti in totale, ma aumenta la qualità degli stessi. Per approfondimenti, suggerisco questo articolo in inglese un po&#039; datato (2001), ma ugualmente interessante: http://jcmc.indiana.edu/vol6/issue2/krishnamurthy.html

Andrea</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Aggiungo anche che questa realtà è talmente chiara che uno studioso di marketing (Seth Godin) ha teorizzato il permission marketing: l&#8217;obiettivo di una strategia di marketing deve essere di ottenere dal cliente il permesso di comunicare con lui. In questo scenario possono diminuire i contatti in totale, ma aumenta la qualità degli stessi. Per approfondimenti, suggerisco questo articolo in inglese un po&#8217; datato (2001), ma ugualmente interessante: <a href="http://jcmc.indiana.edu/vol6/issue2/krishnamurthy.html" rel="nofollow">http://jcmc.indiana.edu/vol6/issue2/krishnamurthy.html</a></p>
<p>Andrea</p>
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		<title>Di: Andrea</title>
		<link>http://www.internetmarketingexperience.it/blog/2008/04/04/24/comment-page-1/#comment-75</link>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Apr 2008 08:26:22 +0000</pubDate>
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		<description>Aggiungo un elemento: alcuni degli strumenti di marketing tanto discussi (e molto meno utilizzati) negli ultimi anni nascono proprio dalla necessità di inserirsi in un contesto di overload informativo: il viral ed il guerrilla marketing, ad esempio, sono forme di marketing non interruptive, che si inseriscono (se progettate ed implementate a dovere) nel flusso normale della vita delle persone. Da questo caratteristica di base derivano punti di forza, ma anche limiti: solo per citarne uno, dal momento che il messaggio non ha uno stacco netto con la realtà quotidiana, deve caratterizzarsi per una presenza discreta del brand, Il che rende la progettazione dell&#039;intervento abbastanza complessa. Le logiche, insomma, sono molto lontane da quelle dell&#039;advertising tradizionale.
Andrea</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Aggiungo un elemento: alcuni degli strumenti di marketing tanto discussi (e molto meno utilizzati) negli ultimi anni nascono proprio dalla necessità di inserirsi in un contesto di overload informativo: il viral ed il guerrilla marketing, ad esempio, sono forme di marketing non interruptive, che si inseriscono (se progettate ed implementate a dovere) nel flusso normale della vita delle persone. Da questo caratteristica di base derivano punti di forza, ma anche limiti: solo per citarne uno, dal momento che il messaggio non ha uno stacco netto con la realtà quotidiana, deve caratterizzarsi per una presenza discreta del brand, Il che rende la progettazione dell&#8217;intervento abbastanza complessa. Le logiche, insomma, sono molto lontane da quelle dell&#8217;advertising tradizionale.<br />
Andrea</p>
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